Kiwi

Varietà, Coltivazione e Tipi di Kiwi

In alimentazione per kiwi si intende un frutto esotico (più precisamente una "bacca") prodotto da un genere di "liane" tipiche dell'Asia orientale, le Actinida (famiglia Actinidiaceae), ed in particolar modo dalla Actinidia deliciosa.
kiwiI frutti delle diverse varietà di kiwi hanno forme e colori differenti; in Italia, le due varietà commercializzate con buona diffusione sul territorio sono il kiwi VERDE ed il kiwi ORO. Entrambi hanno la forma e le dimensioni di un tubero (circa 100g) ed al centro del frutto contengono numerosi e piccoli semi di colore nero; le differenze consistono nella forma, nel colore della polpa e nella buccia (il primo è ovale con polpa verde e buccia pelosa, mentre il secondo è più allungato, con polpa giallognola e buccia priva di peluria).
Sebbene il kiwi sia un frutto originariamente asiatico, già a partire dai primi del '900 fu importato in altri continenti e nazioni che ne hanno successivamente avviato la coltivazione. In Italia arrivò solo alla fine del XX° secolo ma ebbe un grande successo; ad oggi, soprattutto grazie alle coltivazioni venete, piemontesi e laziali, il nostro paese risulta essere tra i primi produttori ed esportatori mondiali di kiwi (assieme a Cina e Nuova Zelanda).

Caratteristiche nutrizionali

Macronutrienti del Kiwi
Energia 44,0kcal
Proteine 1,2 g
Lipidi 0,6 g
Carboidrati 9,0 g
  semplici 9,0 g
Fibra 2.2 g
  solubile 0.8 g

Minerali (presenti in quantità rilevanti):

Potassio 400 mg
Ferro 0.5 mg

Vitamine (presenti in quantità rilevanti):

Nessuna!
Vitamina C 85 mg

Iniziamo col precisare che il kiwi è un frutto generalmente consumato a partire dalla stagione autunnale fino al termine dell'inverno; una porzione di kiwi corrisponde circa a 200g di prodotto (100-300g) che, in termini numerici, si riferisce mediamente a 2 frutti (1-3 frutti); le frequenze di consumo riferite al kiwi non si differenziano da quelle indicate per il resto della frutta, pertanto, nel rispetto delle necessità individuali, è possibile consumarne da 2 a 4 porzioni al giorno (soprattutto negli sportivi).

Una porzione di kiwi apporta 44-132 kcal (in media 88kcal) e rientra tra gli alimenti dolci, quindi a prevalenza di carboidrati. Gli zuccheri in esso contenuti sono semplici e più precisamente composti dal fruttosio; quei pochi grassi che si possono trovare sono trigliceridi costituiti da catene insature, mentre le proteine NON si caratterizzano per un buon valore biologico e contengono prevalentemente gli amminoacidi: acido aspartico, acido glutammico ed arginina. Il kiwi è un buon apportatore di acqua, di fibra (mirabile il contenuto di quella solubile), di potassio (K) e di acido ascorbico (vit. C).

Applicazioni e proprietà benefiche

Il kiwi è senz'altro un frutto molto "ricco" e si utilizza con duttilità in diversi tipi di regimi alimentari; l'elevato apporto di acqua, di antiossidanti e di potassio gli conferisce una buona applicabilità nella dieta dello sportivo e dell'iperteso, mentre il quantitativo di fibra alimentare sembra agire in maniera positiva sulla motilità intestinale prevenendo la stipsi e probabilmente alcune forme di colon irritabile.
Navigando sul web è possibile incappare in numerosi trafiletti che ne illustrano moltissime proprietà terapeutiche; queste, se lette velocemente e con superficialità, farebbero del kiwi un frutto a dir poco miracoloso! Si parla di azione anti-aging, prevenzione dell'ipertensione, riduzione dei trigliceridi ematici, odonto-protezione, tutela dell'occhio, atero conservazione ecc. In realtà, i principi nutritivi e le altre molecole responsabili delle relative (ed opinabili) caratteristiche sono esattamente le stesse della maggior parte dei prodotti orto-frutticoli, ovvero alcuni sali minerali, vitamine ed antiossidanti in genere.
Il kiwi è senz'altro un frutto utile al raggiungimento dei livelli di assunzione raccomandati dei nutrienti ed al mantenimento dell'integrità intestinale ma, in virtù delle informazioni fin ad oggi raccolte, non è possibile definirlo un alimento dalle caratteristiche peculiari od uniche nel suo genere.

Acidi grassi essenziali, allergie ed effetto lassativo

Con i suoi 620 mg di acido alfa-linolenico per grammo, l'olio di semi di kiwi rappresenta in assoluto una delle fonti più generose di questo acido grasso essenziale, capostipite degli ormai "famosi" omega tre. Nell'alimento fresco il contenuto in acido alfa linolenico è inferiore, ma comunque degno di nota; secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'agricoltura americano, un kiwi di medie dimensioni (80 grammi) apporta mediamente 33.6 mg di acido alfa linolenico. Essendo il fabbisogno di omega tre in età adulta pari ad 1000-1500 mg al giorno, il consumo di kiwi non contribuisce in maniera rilevante alla copertura di tale fabbisogno.

Purtroppo il kiwi rientra tutt'oggi nella lista delle allergie alimentari più diffuse al mondo; il principale imputato nella comparsa di questi fenomeni allergici - che spaziano da sintomi di irritazione della bocca e della gola sino a gravi reazioni anafilattiche - è una proteina, l'enzima actinidina. La stessa sostanza viene utilizzata - al pari della papaina e della bromelina - per intenerire i cibi ricchi di proteine e connettivo come alcuni tagli di carne. Non sorprende, quindi, che le persone allergiche a lattice, banane, papaya o ananas siano spesso allergiche anche al kiwi. Va comunque ricordato che la sensazione di prurito e bruciore del cavo orale dopo l'ingestione del kiwi potrebbe essere legata anche a fenomeni NON allergici: il frutto è infatti ricco di cristalli aghiformi di ossalato di calcio, che possono irritare per attrito la mucosa del cavo orale.

Il kiwi, infine, è inserito nella lista degli alimenti tipicamente ritenuti lassativi; tale effetto, variabile da persona a persona, è da attribuirsi in parte alla buona presenza di fibra solubile ed in parte all'effetto osmotico esercitato dagli zuccheri semplici nel lumen intestinale.