Il giusto apporto di iodio in gravidanza (o gestazione) è fondamentale per il corretto e completo sviluppo del feto.
Di per sé, la gravidanza è uno stato fisiologico femminile che subentra a partire dall'impianto embrionale nell'endometrio uterino; la durata di tale condizione oscilla intorno alle 38 settimane (con le dovute differenze soggettive), durante le quali i fabbisogni e le necessità della gravida, e del frutto del concepimento, risultano in continua evoluzione. Energia, nutrienti plastici e molecole o microelementi essenziali devono ottemperare alle necessità basali e quotidiane della madre, nonché allo sviluppo ed alla crescita del feto.
Nello specifico, l'apporto di iodio alimentare per una donna adulta si aggira intorno ai 150 microgrammi(mcgr)/die e l'incremento della razione raccomandata in caso di gestazione è pari a 25mcgr/die; in definitiva, l'apporto di iodio in gravidanza dovrebbe aggirarsi sui 175mcgr/die.
Classifica delle fonti alimentari di iodio:
NB: AL fine di prevenire la carenza iodica che caratterizza l'intera penisola, si consiglia di consumare sale da tavola (cloruro di sodio) integrato con iodio per almeno 2/3 dell'uso totale. Purtroppo, ad oggi il consumo di sale iodato non raggiunge ancora livelli sufficienti a prevenire la carenza iodica nella dieta degli italiani.
Lo iodio è un costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, pertanto la sua funzione si correla direttamente con l'azione specifica dei suoi ormoni: il T4 (tetraiodotironina) ed il T3 (triiodotironina). Indagini ad ampio campione sul consumo alimentare di iodio e sulla relativa comparsa dei sintomi carenziali hanno dimostrato che, mediamente, la quota di iodio introdotta con l'alimentazione NON raggiunge il fabbisogno minimo per il corretto funzionamento organico; è comunque d'obbligo specificare che un apporto iodico pari a 30-40mcgr/die sembra sufficiente a scongiurare le alterazioni ormonali del T4 e del T3.
Nel 1990, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che oltre 20 milioni di persone al mondo soffrono di un deficit cerebrale a causa della carenza iodica nella dieta; questi dati pongono la dieta ipo-iodica al primo posto nella classifica mondiale delle cause prevenibili rispetto ai deficit mentali.
Il sintomo specifico della carenza di iodio è il gozzo, ovvero un'alterazione anatomica caratterizzata dall'aumento dell'ormone ipofisario Thyroid Stimulating Hormone (TSH), infatti, tale condizione è giustificata dall'iper-stimolazione della ghiandola tiroidea e dal suo incremento di volume. Questa reazione si finalizza all'ottimizzazione della captazione, fissazione ed estrazione della maggior quantità possibile di iodio ematico circolante.
Molto raro ma comunque degno di nota è il super dosaggio; in tal caso possono comparire gozzo tossico (morbo di Plummer) ed ipertiroidismo.
Lo iodio in gravidanza è fondamentale al fine di prevenire complicazioni nello sviluppo fetale; tuttavia, secondo i Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN), la valutazione e la correzione dietetica dell'apporto di iodio dev'essere necessariamente effettuata nel periodo pre-gravidico. In caso contrario, analogamente alla carenza del periodo gestazionale, il deficit pre-gravidico può favorire:
Pare che tali complicazioni, legate alla carenza di iodio in gravidanza (soprattutto nei primi due trimestri) ed al suo scarso apporto nel periodo pre-gravidico, possano essere facilmente prevenute garantendo solamente 1 mcg/kg di peso corporeo/die; tuttavia, stimando il peso medio gestazionale raggiunto in Italia, un apporto simile andrebbe a coprire con fatica anche solo il 40-50% della razione giornaliera consigliata.
In definitiva, al fine di prevenire le complicanze sul feto indotte dalla malnutrizione ipo-iodica della gestante, si consiglia di verificare che l'apporto di iodio pre-gravidico raggiunga i 150mcgr/die e che l'apporto di iodio in gravidanza (soprattutto nei primi due trimestri) sia pari a 175mcgr/die.
Bibliografia:
mandare via un accenno di pancetta: il nuoto farebbe al caso mio? gli addominali li ho sempre fatti ma praticamente non sento mai la stanchezza...
Dietista, Personal Trainer: DR.Riccardo BorgacciDefinizione:cosa mangio?: Salve, non è così semplice... le do' un paio di link per informarsi in maniera sufficientemente esaustiva ed alla fine dei quali potrà ripostare la domanda in maniera meno generica: http://www.my-personaltrainer.it/allenamento-definizione.html http://riccardoborgacci.com/?p=1039 Dott. Riccardo Borgacci...
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