Integratore di ATP - D-ribosio

Gli integratori di ATP (Adenosin-Tri-Fosfato) sono prodotti da banco venduti con l'intento (di opinabile onestà) di aumentare le riserve di ATP nei muscoli favorendo il rendimento sportivo.
Pare che la densità di ATP venga depauperata dall'esercizio fisico intenso e che il suo ripristino TOTALE necessiti un tempo massimo di 3 giorni (sintesi cellulare fisiologica).

Gli integratori di D-ribosio facilitano realmente il ripristino delle riserve di ATP?

Integratori di AtpDiciamo che anche se fosse possibile, l'effetto dell'integrazione di D-ribosio non vanterebbe comunque notevoli effetti ergogenici sulla prestazione; vediamo perché:
semplificando, diciamo che le "riserve" di ATP rappresentano un substrato energetico "potenzialmente" utilizzabile nella contrazione muscolare. La prima considerazione riguarda l'importanza effettiva di questo substrato; dal punto di vista QUANTITATIVO, esso è COSI' PICCOLO da fruire un ruolo metabolico assolutamente trascurabile risultando (a mio avviso) inutile.
Inoltre, la maggior parte dei lettori starà riflettendo sul fatto che, nei comuni testi di fisiologia dello sport, viene sempre citato come 1° substrato energetico della contrazione muscolare quello dela creatin-P (CP), noto anche per essere il più rapido da esaurire; seguono il glucosio e gli acidi grassi. In effetti gli utenti non commettono alcun errore concettuale! Dal punto di vista fisiologico-sportivo, le riserve di ATP sono considerate talmente insignificanti da non meritare d'essere collocate all'interno dei meccanismi energetici, anche perché non si tratta di un vero e proprio substrato, bensì di una riserva delle molecole che INCAMERANO l'energia MA non la producono.

Perché gli integratori di ATP contengono ribosio?

Gli integratori cosiddetti "di ATP" contengono prevalentemente ribosio e, al limite, poche vitamine; il ribosio è uno glicide/zucchero/carboidrato/glucide (che dir si voglia) con 5 atomi di carbonio, quindi pentoso. Il ribosio, oltre a costituire un elemento essenziale degli acidi nucleici (patrimonio genetico), in associazione all'adenina e a tre molecole di acido fosforico, rappresenta un tassello essenziale della molecola ATP;... fin qui tutto chiaro.

Quello che invece NON E' CHIARO è:

"Perché l'aumento dell'ATP dovrebbe essere ergogenico, visto che i siti nei quali sono collocate le ATP stesse hanno un numero ben preciso e NON modificabile?"

Sicuramente in seguito all'esercizio fisico avviene il depauperamento delle riserve di ATP, ma questo dipende dal livello di preparazione atletica, dalla capacità soggettiva di recupero e dall'intensità della prestazione. Se l'ATP fosse veramente un aspetto limitante, certi atleti NON potrebbero mai allenarsi 2 o anche solo 1 volta al giorno.

... inoltre...

"Perché avere più molecole di ATP dovrebbe aumentare la prestazione, visto che si tratta di una molecola perfettamente RICARICABILE?"

In effetti l'ATP è una molecola situata nella "testa della miosina", una delle principali proteine deputate alla contrazione muscolare; quindi, ad ogni miosina corrisponde un numero determinato di ATP equivalente al numero delle sue teste. Se ne evince che, pur avendo più molecole di ATP in forma di riserva, il muscolo non sarebbe in grado di utilizzarle se non in seguito all'annientamento simultaneo di tutte le ATP presenti nelle teste della miosina (eventualità quantomeno remota); per le deplezioni fisiologiche o indotte dallo sport sono sufficienti le scorte endogene muscolari.
Inoltre, l'ATP è una molecola ricaricabile (come fosse una batteria); in seguito alla contrazione muscolare essa diventa ADP o, più raramente, AMP. Nella contrazione muscolare, l'ATP perde un gruppo (o due) di acido fosforico; ma quest'ultimo, attraverso i 3 metabolismi energetici (anaerobico alattacido, anaerobio lattacido e aerobico) e per l'intervento dell'enzima ATP-sintasi, viene prontamente ricollegato alla molecola originaria ripristinando il funzionamento dell'ATP completa.
Concludendo, a cosa servirebbero ulteriori scorte di ATP? Probabilmente a garantire un buon guadagno aziendale dei commercianti!

Curiosità: differenza tra ribosio e D-ribosio

La dicitura D-del ribosio ne indica semplicemente la forma isomerica, ovvero la diversa distribuzione nello spazio degli atomi all'interno della STESSA molecola; per gli amminoacidi, ad esempio, l'opposto della forma D- è la forma L-, facilmente identificabile (con gli appositi mezzi) attraverso visione della rotazione del piano di luce polarizzata che, nei due isomeri, risulta completamente opposta. Se nelle molecole dell'organismo sono presenti composti otticamente attivi, quindi differenziabili in D- e L-, essi non saranno mai intercambiabili; così come nelle proteine umane gli amminoacidi sono sempre in forma -L, negli acidi nucleici e nell'ATP il ribosio è sempre D-ribosio. Ecco spiegato per quale motivo negli integratori di ATP il ribosio è nominato come D-ribosio e non semplicemente ribosio.



Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016