Gallette di Riso: Nutrizione e Pericoli

Caratteristiche Nutrizionali

Le gallette di riso sono un alimento molto calorico, che fornisce circa 35kcal per unità (10g) e poco meno di 400kcal per 100g.
Da questa prima affermazione si può dedurre che le gallette di riso non sono esattamente il prototipo di alimento dietetico; inoltre, risultano ben più energetiche del pane tradizionale. Quest'ultimo apporta mediamente poco meno di 300kcal/100g, per cui una singola fetta di pane (da 25-30g) apporta circa 75-90kcal. Dunque, facendo il paragone con una galletta di riso, una fetta di pane fornisce il doppio dell'energia ma possiede un peso totale 2,5/3 volte superiore. In pratica, una fetta di pane ha il doppio delle calorie ma vanta un potere saziante tre volte superiore.


Gallette di Riso Dieta


Le calorie delle gallette di riso sono fornite prevalentemente dai carboidrati, seguiti dai lipidi e infine dalle proteine. I glucidi risultano quasi totalmente complessi (amido), gli acidi grassi sono di tipo insaturo e i peptidi a medio valore biologico.

Le gallette di riso apportano una frazione d'acqua insufficiente, non contengono colesterolo e la loro porzione di fibra alimentare è piuttosto elevata.

Composizione nutrizionale per 100 grammi di Gallette di Riso Commerciali
Farina di Ceci Valori nutrizionali</a>

Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)

Composizione Chimica Valore per 100g
Parte edibile 100%
Acqua 5,8g
Proteine 7,1g
Lipidi totali 4,0g
  Acidi grassi saturi 0,88g
Acidi grassi monoinsaturi 1,58g
Acidi grassi polinsaturi 1,52g
Colesterolo 0,0mg
Carboidrati disponibili 81,1g
  Amido 80,2g
Zuccheri solubili 0,9g
Fibra totale 4,2g
  Fibra solubile - g
Fibra insolubile - g
Alcol 0.0g
Energia 392,0kcal
Sodio 71,0mg
Potassio 428,0mg
Ferro 1,5mg
Calcio 11,0mg
Fosforo 360,0mg
Magnesio - mg
Zinco 3,0mg
Rame - mg
Selenio - µg
Tiamina 0,06mg
Riboflavina 0,16mg
Niacina 7,81mg
Vitamina A retinolo equivalenti 0,0µg
Vitamina C 0,0mg
Vitamina E 1,24mg

Dal punto di vista salino, le gallette di riso forniscono un buon livello di fosforo, potassio e ferro (anche se quest'ultimo è poco biodisponibile). Per quel che concerne le vitamine, invece, spiccano le concentrazioni di niacina (PP), folati totali (non presenti in tabella e probabilmente annullati dal trattamento termico del riso soffiato) e tocoferoli (vit E).
Le gallette di riso non contengono zuccheri semplici ma, avendo un indice glicemico elevato (82 su un valore massimo di 100 dello sciroppo di glucosio), NON si prestano all'alimentazione dell'obeso, del diabetico tipo 2 e dell'ipertrigliceridemico.

Tra l'altro, a causa della scarsità d'acqua, il contenuto in fibre alimentari potrebbe (invece che migliorare) peggiorare un'eventuale condizione di stipsi; nell'eventualità, è dunque indispensabile che le gallette di riso vengano accompagnate da abbondante acqua o bevande.
E' anche importante precisare che non tutte le gallette di riso sono adatte all'alimentazione vegetariana e vegana, poiché alcune utilizzano come collante degli additivi alimentari di origine animale come, ad esempio, la colla di pesce.
Un'ultima precisazione riguarda l'idoneità delle gallette di riso all'alimentazione del celiaco. In molti pensano che, essendo a base di riso, le gallette possano venire inserite tranquillamente. Tuttavia, alcune di essere vengono prodotte con riso glutinoso, ragion per cui è sempre necessario leggere accuratamente l'etichetta dei singoli prodotti al momento dell'acquisto.
La porzione media di gallette di riso è variabile in base alla composizione della dieta generale; in un regime nutrizionale da 2000kcal, se impiegate come spuntino secondario, è possibile utilizzare 20-30g di gallette di riso (ovvero 80-115kcal).

Gallette di Riso: Sono Contaminate?

Alcuni esperti di nutrizione umana del “Technical University of Denmark's National Food Institute” hanno esaminato i livelli di arsenico inorganico e acrilammide in alcuni alimenti, tra cui anche le gallette di riso.
Trattandosi di due composti considerati venefici - dal momento che, ad un'esposizione elevata e duratura, possono aumentare il rischio di cancro - i ricercatori hanno ritenuto opportuno informare la collettività sui rispettivi livelli negli alimenti e sui margini di sicurezza; sarebbe infatti lecito per i consumatori voler adottare misure di contenimento per l'acrilamide e l'arsenico, al fine di moderare i rischi legati alla loro presenza nell'alimentazione.
I ricercatori sostengono che i consumatori non hanno alcun motivo di preoccuparsi per la maggior parte dei composti chimici indesiderati nei cibi, inclusi l'arsenico e l'acrilamide, specialmente nel contesto di una dieta variata ed eterogenea.
Tuttavia, il “National Food Institute” sostiene che “sarebbe vantaggioso per tutti se l'assunzione di alcuni composti venisse ridotta”; tra questi composti, ovviamente, rientrano anche l'arsenico inorganico e l'acrilamide.

Arsenico

Il riso è considerato una delle principali fonti di arsenico inorganico per quasi tutte le popolazioni e ad ogni fascia di età; inoltre, per i bambini, sembra che le gallette rappresentino la via principale di ingresso dei suddetti contaminanti.
Alla luce di queste certezze, l'assunzione media di arsenico inorganico con l'alimentazione (seppur nei margini di sicurezza) dovrebbe essere ridotta, soprattutto per i bambini. Questo perché gli organismi più piccoli e in via di sviluppo hanno una minor tolleranza di quelli adulti; ricordiamo che, se consumato in grandi quantità e per molti anni, l'elemento chimico in questione potrebbe aumentare il rischio di sviluppare alcune forme di cancro.
Sarebbe dunque auspicabile (nella dieta di chi mangia soprattutto questo cereale, come le popolazioni asiatiche o alcuni celiaci occidentali) sostituire parzialmente il riso con patate, pane (eventualmente senza glutine), legumi o altri vegetali, per variare la dieta e ridurre l'esposizione al veleno.

Acrilamide

L'acrilamide è un'altra sostanza chimica che può essere presente nelle gallette di riso e aumentare il rischio di certi tipi di cancro. Questa molecola indesiderata si forma quando gli alimenti ricchi di carboidrati vengono fritti, cotti alla griglia o al forno; comunque sempre a temperature >120°C.
Mentre la ricerca suggerisce che, dal 2007, l'assunzione media di acrilamide per la popolazione è diminuita, c'è chi sostiene che i livelli risultino ancora troppo elevati.
Secondo un rapporto dell'anno 2013, il 36% dell'acrilamide nella dieta degli adulti proviene da alimenti in busta come le patatine, il 30% dal caffè e il 13% dal pane e derivati (tra i quali, ovviamente, anche le gallette di riso).

Come Evitare l'Accumulo di Acrilamide e Arsenico

Oltre ad evitare certi tipi di alimenti che contengono alti livelli di questa sostanza (quelli molto dorati o bruciacchiati), i consumatori potrebbero adottare certe misure di sicurezza, come l'assunzione di un supplemento di disintossicazione.
Questi tipi di integratori contengono spesso una miscela di zeolite micronizzata (minerale vulcanico disintossicante a base di silicio e alluminio), acido alfa lipoico (un potente antiossidante) e/o altre molecole antiossidanti di origine vitaminica, minerale, polifenolica, coenzimatica ecc.
La composizione è giustificata dal fatto che l'acido alfa lipoico, così come gli altri componenti menzionati, potrebbe contribuire a limitare lo stress ossidativo causato dall'acrilamide, grazie alla sua notevole capacità di neutralizzare i radicali liberi nocivi in tutto il corpo. La zeolite, nel frattempo, grazie ad una struttura chimica “a gabbia” dovrebbe scambiare i metalli pesanti (tra cui anche il suddetto arsenico) nell'ambiente, liberando i propri ioni e impedendo che le tossine rimangano all'interno dell'organismo.
A dire il vero - se è dimostrato che la zeolite possa scambiare efficacemente i propri ioni con i metalli pesanti, ingabbiandoli, e che gli antiossidanti abbiano una certa efficacia nel combattere lo stress ossidativo - non esiste alcuna garanzia che i suddetti integratori possano annullare la presenza o l'effetto dell'arsenico ed dell'acrilamide negli alimenti. Tra l'altro, l'impiego delle argille negli integratori alimentari è stato recentemente bandito dal Ministero della Salute, al fine di ridurre l'esposizione dei consumatori alle fonti alimentari di alluminio.
Assumere integratori antiossidanti e "disintossicanti" potrebbe quindi essere un'abitudine corretta, ma la dieta rimane la forma di prevenzione più importante in assoluto.



Ultima modifica dell'articolo: 16/02/2016