Falso Zafferano - Colchico d'Autunno

Cos'è il Falso Zafferano

Il colchico d'autunno è una pianta erbacea appartenente alla Famiglia delle Colchicaceae, Genere Colchicum, specie autumnale.

Anche noto come falso zafferano, il colchico d'autunno è un piccolo vegetale tuberoso che fiorisce nel periodo autunnale, risultando piuttosto simile allo zafferano (Famiglia Crocoideae, Genere Crocus).

Una delle caratteristiche più distintive del colchico d'autunno risiede nel fatto che i fiori emergono dal suolo dopo parecchio tempo dalla morte delle foglie; da qui il nome anglosassone “naked lady” o donna nuda.

Nonostante la sua tossicità, il falso zafferano è comunemente coltivato nelle zone temperate a scopo ornamentale.


Falso Zafferano - Colchico

Proprietà

Proprietà del falso zafferano

Il bulbo tuberoso (cormo) del colchico d'autunno contiene un principio attivo utilizzato in campo farmaceutico, chiamato colchicina; si tratta di un potente inibitore mitotico (ostacola il differenziamento cellulare per mitosi), usato nella cura di svariate patologie, soprattutto della gotta.

La colchicina esercita un'azione tossica sui microtubuli che muovono le vescicole contenenti molecole biologiche da una parte all'altra della cellula.

Utilizzi della colchicina

Utilizzi farmacologici

Utili ma dall'indice terapeutico basso (ovvero potenzialmente pericolosi), i farmaci a base di colchicina sono approvati dalla FDA (Food and Drug Administratinon) degli Stati Uniti d'America per il trattamento di:

Altri usi della colchicina

La colchicina viene utilizzata anche in botanica per produrre ceppi poliploidi (che contengono più di due gruppi omologhi accoppiati di cromosomi).

Controindicazioni

I regimi a lungo termine (profilassi) a base di colchicina per via orale sono controindicati nei pazienti con insufficienza renale avanzata (inclusi quelli in dialisi); questo perché circa il 10-20% della dose di colchicina viene escreta direttamente dai reni ma, in caso di emodialisi, questa non viene efficacemente rimossa dal circolo. Ne conseguirebbe quindi un'alta probabilità di tossicità cumulativa, con conseguente grave neuro miopatia e progressiva insorgenza di debolezza prossimale, elevata creatin chinasi e polineuropatia sensomotoria.

La tossicità della colchicina può essere potenziata dall'uso concomitante di farmaci contro l'ipercolesterolemia (statine, fibrati). Nota: Questa condizione neuromuscolare può essere irreversibile anche dopo la sospensione del farmaco. Nei casi più avanzati si è osservata anche demenza accompagnante. Può infine culminare nell'insufficienza respiratoria ipercapnica e morte.

Effetti indesiderati

Tutti gli effetti collaterali della colchicina sono verosimilmente imputabili all'iperinibizione della mitosi.

Gli effetti indesiderati della colchicina sono soprattutto di tipo gastrointestinale e comprendono anche la neutropenia (riduzione del numero di granulociti nel sangue); fotunatamente, entrambi si manifestano quasi esclusivamente ad alti dosaggi.
Dosi ancora superiori possono danneggiare il midollo osseo, portare ad anemia e causare la perdita dei capelli. Può insorgere anche una neuropatia periferica, che si manifesta con intorpidimento o formicolii delle mani e dei piedi a causa del danno ai nervi periferici. In tal caso è quasi sempre indispensabile ridurre il dosaggio o sospendere la terapia.

Tossicità della colchicina

La colchicina può essere tossica quando ingerita, inalata o assorbita dagli occhi. In quest'ultimo caso di tossicità, la colchicina può causare un temporaneo inscurimento della cornea e successivamente causare complicazioni sistemiche.
I sintomi da overdose di colchicina iniziano da 2 a 24 ore dopo la somministrazione e possono mostrarsi con:

  • Bruciore nella bocca e della gola
  • Febbre
  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolori addominali.

Come conseguenza indiretta, può manifestarsi lo shock ipovolemico a causa dei danni vascolari estremi e della perdita di fluidi attraverso il tratto gastrointestinale (può essere fatale). Se non avviene un recupero sufficientemente rapido, possono insorgere le insufficienze funzionali di alcuni organi/tessuti come: reni (ridotta filtrazione ed escrezione di urina), anemia, trombocitopenia, fegato (associata ad epatomegalia), milza e muscoli (fino all'insufficienza respiratoria). Sono anche evidenti i sintomi neurologici come: convulsioni, confusione e delirio; i bambini possono avere allucinazioni.

Il recupero può iniziare entro sei o otto giorni e inizia con la leucocitosi di rimbalzo e alopecia quando le funzioni dell'organo ritornano alla normalità.
L'esposizione di lunga durata alla colchicina può portare ad un alto livello di tossicità, in particolare sul midollo osseo, sui reni e sui nervi. Gli effetti della tossicità includono agranulocitosi, trombocitopenia, bassi livelli di globuli bianchi, anemia aplastica, alopecia, rash, porpora, dermatite vescicolare, danni renali, anuria, neuropatia periferica e miopatia.
Non si conoscono antidoti ma, in caso di sovradosaggio, viene utilizzata una cosiddetta terapia di supporto. Nell'immediato periodo dopo il sovradosaggio è opportuno monitorare i sintomi gastrointestinali, le aritmie cardiache e la depressione respiratoria.

Interazioni della colchicina

La colchicina non dev'essere assunta con antibiotici macrolidi come l'eritromicina o la claritromicina, che ne potrebbero enfatizzare la tossicità. Alcuni inibitori di CYP3A4 e/o P-gp, incluso il succo di pompelmo, possono aumentare il rischio di tossicità della colchicina.
I sintomi dell'avvelenamento da colchicina sono simili a quelli dell'arsenico ed attualmente non si conosce antidoto. I più frequenti comprendono:

  • Disturbi gastrointestinali
  • Febbre
  • Dolori muscolari
  • Bassi livelli di cellule del sangue
  • Insufficienza dell'organismo.

Tossicità

Tossicità del falso zafferano

Il colchico d'autunno è velenoso; la sua pericolosità è strettamente correlata alla concentrazione di colchicina. I casi di avvelenamento da falso zafferano sono dovuti principalmente alla sua somiglianza con altre piante selvatiche come, ad esempio, l'aglio orsino.

Descrizione

Il colchico d'autunno è una pianta bulbosa, glabra, alta 10-40 cm. Ha foglie lunghe fino a 25 cm, di colore verde e forma affusolata. Il fusto è quasi assente. I fiori sono singoli, di diametro pari a 4-7 cm, dotati di sei petali e sei stami che si trasformano successivamente in frutti. L'ovario è interrato; il tubero sotterraneo, dal quale escono anche le gemme, è dotato inferiormente di sottili e brevi radici filamentose.

Botanica

Cenni botanici sul colchico d'autunno

Il falso zafferano è una pianta erbacea perenne geofita bulbosa, diffusa in quasi tutta l'Europa continentale, dal Portogallo all'Ucraina, importata e naturalizzata in Danimarca, Svezia, Russia europea, Stati baltici, Nord Africa e Nuova Zelanda. In Italia è comune al nord, sulle Alpi (fino a 2100 m), e rara sull'Appennino.

Organizzato in colonie, il colchico d'autunno nasce prevalentemente su prati assolati caratterizzati da terreno calcareo e siliceo.

In Gran Bretagna ed Irlanda è l'unica specie del Genere botanico Colchicum; la sua densità di popolazione è interessata dal controllo del “County Wildlife Trust” (Royal Society of Wildlife Trusts).




Ultima modifica dell'articolo: 10/10/2017