Dieta ricca di potassio

Introduzione

Il potassio (K) è un catione presente al 95% dentro le cellule. Si tratta di un oligoelemento essenziale, quindi NON sostituibile né sintetizzabile dall'organismo.

Nel corpo di un adulto sono contenuti circa 110-140g di potassio, ovvero 1,6-2 g di minerale per kg di peso corporeo; di questi 5,9 g/l si trovano disciolti nei fluidi intracellulari e solo 137-215 mg/l si trovano nel fluido extracellulare.Dieta Potassio Alimenti

Funzioni del potassio

La sua omeostasi è strettamente legata a quella del sodio (elettrolita extracellulare) e viene mantenuta soprattutto grazie alla pompa SODIO-POTASSIO. Questa struttura trans-membrana rappresenta una via per il passaggio di molecole contro gradiente di concentrazione, utile al controllo della pressione osmotica e dell'equilibrio acido-base.

La porzione extracellulare del potassio è coinvolta nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella contrazione muscolare e nella regolazione della pressione arteriosa.
NB. La quantità di potassio nell'organismo è direttamente proporzionale alla massa cellulare, pertanto, la sua rilevazione corporea è frequentemente utilizzata nella stima della massa magra individuale.

Regolazione del potassio

L'apporto di potassio (K) con la dieta avviene soprattutto in forma ionica facilmente assorbibile a livello dell'intestino tenue. Nonostante le vie di escrezione del potassio siano tre: intestinale, urinaria e con il sudore, è fondamentale sottolineare che il potassio, a causa della sua importanza nel mantenimento di numerosi processi fisiologici, è un oligoelemento soggetto al controllo della filtrazione renale; ciò significa che, nonostante si possano verificare variazioni dietetiche o perdite fisiologiche più che rilevanti, l'omeostasi di questo elettrolita viene garantita dal bilancio del rapporto tra filtrazione glomerulare e secrezione tubulare.

Potassio negli alimenti e nella dieta

Il potassio è un oligoelemento pressoché ubiquitario negli alimenti, nelle bevande e perfino nell'acqua. Nei soggetti sani e con attività fisica ordinaria, più che l'apporto complessivo di potassio nella dieta, sarebbe opportuno considerare il RAPPORTO potassio/sodio (K:Na), un parametro che sembra decisamente più elevato (quindi MIGLIORE) nei cibi freschi, non trattati e non conservati (frutta, verdure e carni fresche).
L'apporto di potassio con l'acqua da bere è variabile (in base alla qualità dell'acqua) ma comunque non determinante rispetto a quello alimentare.
Una dieta sufficientemente equilibrata e "mediamente" ricca di potassio ne apporta dai 3 ai 5g/die, mentre la sua escrezione urinaria si attesta sui 2,3g/die. Conoscendo i meccanismi di risparmio renale del potassio, che in caso di necessità ne limiterebbero drasticamente l'eliminazione, questi valori lasciano dedurre che un apporto di potassio pari a 3-5g/die possa essere più che sufficiente al mantenimento omeostatico delle funzioni essenziali.
NB. Il bilancio del potassio negli sportivi esula completamente dai valori sopra riportati; ricordiamo che, nonostante si sia specificato che NORMALMENTE la quota di potassio eliminata con la sudorazione possa essere definita pressoché irrilevante, uno sportivo (soprattutto di endurance) può essere sottoposto a ripetute variazioni del bilancio idrico che raggiungono il 3-4% del proprio peso corporeo. In tal caso è fondamentale valutare l'entità dell'apporto alimentare complessivo di potassio ed eventualmente stilare una dieta ricca in oligoelementi; è anche possibile ed a volte auspicabile ricorrere all'integrazione alimentare idro-salina.

Iperpotassiemia

Come anticipato, il potassio è un minerale pressoché ubiquitario (si trova in moltissimi alimenti) ma ciò nonostante rappresenta uno dei nutrienti più utilizzati nell'integrazione alimentare; ciò significa che, molti soggetti, con la dieta e gli integratori assumono una quota di potassio superiore ai propri fabbisogni. Tuttavia, supponendo che la funzione renale sia quantomeno NORMALE, l'eccesso patologico di potassio nel sangue - definito iperpotassiemia o iperkaliemia - è a dir poco improbabile. L'intossicazione di potassio può manifestarsi in clinica per eccessiva somministrazione enterale o parenterale a dosi > 17,5 g/die (3 o 4 volte la dose media).
NB. L'iperkaliemia acuta può provocare arresto cardiaco.

Ipopotassiemia

Il deficit di potassio, meglio definito ipokalemia, può manifestarsi per via gastroenterica in caso di vomito prolungato, diarrea cronica o abuso di lassativi, oppure per via urinaria attraverso l'abuso di diuretici, in presenza di alcuni tipi di nefropatia cronica o di disturbi metabolici come l'acidosi diabetica. Un disturbo simile può indurre alterazioni elettriche delle membrane cellulari determinando: stanchezza muscolare, anoressia, nausea, disattenzione, apprensione, sonnolenza ed alterazioni comportamentali.
NB. L'ipokaliemia, nei casi più gravi può dare origine ad aritmie cardiache fatali ed ileo-paralisi.

Dieta ricca di potassio ed ipertensione

Alcuni studi hanno riportato una correlazione inversa tra l'aumento della pressione arteriosa e l'escrezione urinaria di potassio. Pare che una dieta ricca di potassio sia indispensabile al mantenimento dell'omeostasi del sodio; infatti, i soggetti che non raggiungono livelli dietetici soddisfacenti di potassio alimentare non sono in grado di eliminare efficacemente il sodio rispetto a quelli che svolgono una dieta ricca di questo minerale.

In definitiva, una dieta ricca di potassio può:

  1. Ridurre indiscriminatamente e significativamente la pressione arteriosa sistolica media
  2. Verosimilmente diminuire fino al 25% i decessi correlati all'ipertensione

NB. Con una dieta ricca di ortaggi e frutta freschi è anche possibile raggiungere un apporto di potassio superiore a 10g/die.


Bibliografia:

  • Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN) – Società Ittaliana di Nutrizione Umana (SINU)


Ultima modifica dell'articolo: 23/05/2016