Dieta per il Raffreddore

La dieta per il raffreddore è un insieme di raccomandazioni nutrizionali finalizzate a prevenire la malattia e a sostenere l'organismo in caso di infezione in atto.

Per correttezza divulgativa, ricordiamo che il raffreddore comune è una patologia di natura virale e che, pertanto, l'utilizzo degli antibiotici è totalmente inappropriato (salvo complicazioni secondarie).Dieta Raffreddore

Raffreddore

Per raffreddore si intende una malattia infettiva comunemente imputabile a virus del genere Rhinovirus.
I sintomi del raffreddore sono principalmente: starnuti, produzione eccessiva di muco, congestione nasale e talvolta sinusale, mal di gola, tosse, mal di testa e spossatezza. Ricordiamo che il raffreddore è una malattia differente dall'influenza, anche se gli accorgimenti nutrizionali possono avere delle caratteristiche in comune (Per approfondire: Dieta per l'Influenza).
Pur non avendo alcuna funzione terapeutica diretta, la dieta può esercitare un effetto protettivo e di supporto nella guarigione dal raffreddore. Infatti, un regime alimentare appropriato incide positivamente sul sistema immunitario e, talvolta, favorisce la moderazione dei sintomi. Viceversa, la malnutrizione generale, in particolare la carenza vitaminica, indebolisce l'organismo predisponendolo al contagio virale.

Sistema Immunitario e Raffreddore

La possibilità di contagio per il raffreddore varia in base a moltissimi fattori, indipendenti dalla propria o altrui volontà (ambientali, familiari, igienici, interni dell'organismo ecc); tuttavia, ricordiamo che il sistema immunitario può essere sollecitato o indebolito da comportamenti soggettivi, come: allattamento, nutrizione, livello di attività fisica, obesità, stress ecc.
Ad ogni modo, in senso assoluto, le condizioni ideali per un buon sistema immunitario prevedono:

  • Base genetica pre-esistente
  • Allattamento al seno
  • Flora batterica fisiologica trofica e ben funzionante
  • Età adulta (mentre i bambini e gli anziani sono più deboli)
  • Stato nutrizionale impeccabile, quindi in normopeso e senza alcuna carenza di tipo energetico, salino, vitaminico e antiossidante
  • Buon livello di attività fisica, comprensivo di attività motoria non troppo intensa (quest'ultima può risultare debilitante)
  • Assenza di altre patologie
  • Stabilità psicologica, basso livello di stress e sonno regolare.

Dieta e Sistema Immunitario

Sarà capitato a tutti di notare che alcune persone risultano maggiormente predisposte all'insorgenza di raffreddore rispetto ad altre. Allo stesso modo, esistono soggetti che non si ammalano quasi mai.
Come anticipato, questo dipende soprattutto dallo stato dell'efficienza del sistema immunitario che, a sua volta, subordina alle condizioni elencate nel capitolo precedente. Escludendo i fattori sui quali non è possibile intervenire, per incrementare le proprie difese non resta che mangiare correttamente e praticare esercizio fisico regolare.
Purtroppo, è molto complicato dimostrare scientificamente che un certo modello alimentare sia in grado o meno di ostacolare il contagio o di ridurre nettamente la gravità del raffreddore. Infatti, mentre esiste la certezza clinica che l'alimentazione incide sui sistemi di difesa, non è provato che aumentando l'assunzione di certi alimenti o nutrienti si possa ridurre l'incidenza del raffreddore; per contro, è dimostrato che uno stato di iponutrizione o malnutrizione è in grado di incrementare le possibilità infauste.
I punti essenziali della dieta per il raffreddore sono pochi ma molto importanti. Prima di tutto, è fondamentale chiarire quali nutrienti non devono assolutamente mancare e quali potrebbero esercitare (a dosi maggiori rispetto al normale) un ulteriore effetto trofico sul sistema immunitario.
In premessa, aggiungerei che la statistica rivela un chiaro peggioramento della condizione immunitaria, un aumento del rischio di contagio e reazioni avverse ai vaccini soprattutto nelle persone obese. Ciò significa che una dieta troppo energetica, mal ripartita ed associata a sedentarietà, esercita un effetto predisponente anche sul raffreddore.
Le molecole implicate nella prevenzione del raffreddore e nel miglioramento della guarigione sono: la vitamina C (acido ascorbico), la vitamina D (calciferolo), lo zinco, gli isoflavoni, i probiotici e i prebiotici.

Isoflavoni

Iniziamo descrivendo l'azione degli isoflavoni.

Si tratta di antiossidanti vegetali, tipici della soia (ma presenti anche negli ortaggi e nella frutta), che sono in grado di combattere (grazie a vari meccanismi) l'azione infettiva di certi virus; inoltre, gli isoflavoni esercitano effetti antiossidanti, antitumorali, positivi sulla lipemia e sulla glicemia ecc.

Vitamina C

Per approfondire: Vitamina C e Raffreddore


In molti ritengono che la vitamina C sia uno degli antiossidanti necessari a sostenere qualsiasi lotta immunitaria, dal raffreddore al cancro. Un esempio eclatante del suo potere terapeutico è il famoso caso di Allan Smith che, dopo aver contratto una grave forma di influenza suina, è stato curato usando una combinazione di vitamina C per via orale e venosa. Ovviamente, il singolo caso non fornisce una certezza, bensì uno spunto su cui riflettere.
Alimenti Ricchi di Vitamina C per il RaffreddoreUna ricerca pubblicata sul "Cochrane Database of Systematic Reviews" nel 2013 ha rilevato che il supplemento regolare con vitamina C esercita un "effetto modesto ma consistente nel ridurre la durata dei sintomi del raffreddore comune."
Inoltre, se somministrato agli atleti di endurance (potenzialmente soggetti a carenza, a stress immunitario ecc), questo antiossidante è in grado di dimezzare il pericolo di infezione.
Dal punto di vista pratico, per aumentare l'apporto di vitamina C nella dieta, è necessario mangiare frutta e verdura crude di stagione. Sono particolarmente ricchi di acido ascorbico: kiwi (anche di vitamina E, acido folico, polifenoli e carotenoidi), agrumi, peperoncino, peperoni, prezzemolo, lattuga, broccoli, cavoletti di Bruxelles, zucca, papaia, pomodori ecc.

Anche le patate contengono vitamina C, ma la necessità di cottura ne abbatte la concentrazione.
Un'altra ricerca, pubblicata sul “British Journal of Nutrition”, ha rivelato che una dieta ricca di kiwi riduce la durata e la gravità dei sintomi del tratto respiratorio superiore (raffreddore) nella popolazione anziana.

Vitamina D

La Vitamina D è un altro nutriente che tende a svolgere un ruolo importante nella maggior parte delle guarigioni da malattie infettive. Si tratta di un agente antimicrobico molto potente, che produce da 200 a 300 peptidi antimicrobici diversi (contro virus, batteri e funghi).
Bassi livelli di vitamina D possono compromettere seriamente la risposta immunitaria ed aumentano la suscettibilità al raffreddore, all'influenza e ad altre infezioni respiratorie; la correlazione è stata dimostrata da parecchi studi.
Tra questi, uno particolarmente rappresentativo è “Vitamin D and Other Simple, Inexpensive Tricks to Cure a Cold”, svolto in America; coinvolge circa 19.000 persone ed ha mostrato che i soggetti con i livelli più bassi di vitamina D hanno riferito una maggior incidenza di raffreddore ed influenza.
La migliore fonte di vitamina D è l'esposizione alla luce solare (raggi UVB), poiché il nostro organismo è in grado di sintetizzarla nella pelle. Se l'esposizione non bastasse, diverrebbe necessario aumentare il consumo di pesce e uova ed integrare con vitamina D3 sintetica.

NB. Con l'assunzione di vitamina D3 ad alti dosaggi è necessario integrare anche la vitamina K2 (antiemorragica).
Sulla base delle ultime ricerche del “GrassrootsHealth”, la dose media di vitamina D3 per gli adulti si aggira intorno agli 8.000UI/die. Per i bambini, molti esperti concordano sul fatto che necessitino di circa 35UI/kg di peso corporeo. D'altro canto, l'unico modo per verificare se l'apporto di vitamina D3 risulti ottimale è l'analisi del sangue, che dovrebbe mostrare una concentrazione plasmatica di almeno 40ng/ml (meglio se 50-70 ng/ml).

Zinco

La ricerca scientifica sullo zinco ha dimostrato che, se assunto entro un giorno dai primi segni, questo minerale può ridurre il tempo di malattia, fino a 24 ore, e la gravità dei sintomi.
Il dosaggio consigliato di zinco è fino a 50mg/die; gli alimenti che ne contengono di più sono: ostriche, fegato, latte e carni.

Probiotici e Prebiotici

Il mancato equilibrio della flora batterica intestinale è responsabile di alterazioni funzionali e riduzione del trofismo immunitario. Il più delle volte, questo disequilibrio è provocato da:

Per ripristinare l'equilibrio della flora batterica intestinale è dunque necessario apportare le giuste quantità di prebiotici ed aumentare i probiotici alimentari. Nel primo caso, è sufficiente consumare frutta e verdura nelle porzioni ordinarie (in tutto, quattro al giorno); nel secondo invece, possono essere di aiuto vari prodotti fermentati come: yogurt, kefir, latticello, kimchi, miso, cetriolini e crauti. In alternativa, può essere buona norma integrare con yogurt dietetici ed integratori.

Altri Consigli Dietetici

Alcuni specialisti suggeriscono, nella cura per il raffreddore, di consumare regolarmente il brodo di carne di pollo.

Questo alimento è facilmente digeribile e contiene molti nutrienti utili; tra i vari:

L'azione della cisteina - associata alla temperatura elevata della bevanda e alla presenza di molecole piccanti (capsaicina del peperoncino, piperina del pepe ecc) - è estremamente efficace nella lotta alla congestione delle vie aeree superiori.
Al classico olio extravergine di oliva, potrebbe essere utile alternare l'olio di cocco. Questo alimento contiene acido laurico, che viene convertito dall'organismo in monolaurina, un monogliceride capace di distruggere i virus provvisti di rivestimento lipidico ed i batteri gram negativi.
E' sempre utilie prediligere gli alimenti ricavati da animali allevati a terra e nutriti ad erba o con prodotti naturali. Questo accorgimento è finalizzato a garantire alcune molecole utili al sistema immunitario, come: carotenoidi, vitamina E, acidi grassi essenziali, acido linoleico coniugato e zinco.
Si consiglia di favorire il consumo di aglio, cipolla, scalogno e simili, per il loro contenuto in allicina; questa molecola dal sapore caratteristico ha funzioni antivirali, antibiotiche e antimicotiche.
Esistono anche certe erbe, estratti e prodotti utili a stimolare il sistema immunitario; tra queste citiamo: curcumina della curcuma, estratto di foglie di ulivo, propoli delle api, carvacrolo dell'olio di origano, funghi medicinali (ganoderma, shiitake ecc), tisana officinale (sambuco, achillea, Eupatorium perfoliatum, tiglio, menta piperita e zenzero) ed echinacea.
Ovviamente, molti di questi prodotti fanno parte della medicina popolare o tradizionale e non sempre hanno un riscontro scientifico contemporaneo; tuttavia, previo consulto medico (indispensabile soprattutto in gravidanza ed allattamento), talvolta il loro utilizzo può risultare vantaggioso.


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Ultima modifica dell'articolo: 29/09/2016