Dieta e Psoriasi

Psoriasi

La psoriasi è una malattia autoimmune, NON contagiosa e tendenzialmente cronica, caratterizzata da chiazze anomale sulla pelle. psoriasi a placcheNella forma più comune, queste macchie sono color rosso, rilevate, pruriginose e desquamanti.

Le lesioni cutanee della psoriasi possono variare in gravità, da piccole e localizzate, fino a rivestire totalmente il corpo. La diagnosi si basa sull'analisi di segni e dei sintomi.
La psoriasi può essere suddivisa in cinque tipi:

  • psoriasi a placche o psoriasi volgare (90% dei casi);
  • psoriasi guttata (numerose macchie a forma di gocce);
  • psoriasi inversa (interessa le pieghe cutanee);
  • psoriasi pustolosa (presenza di pus nelle lesioni);
  • psoriasi eritrodermica (quando l'eruzione diventa molto diffusa).

Si ipotizza che la psoriasi possa avere un'eziologia genetica che si attiva con fattori ambientali.

I sintomi peggiorano nella stagione fredda e con l'utilizzo di alcuni farmaci, come, ad esempio, i beta-bloccanti ed i FANS. Svolgono un ruolo negativo anche le infezioni e lo stress psicologico.

Altre teorie sull'origine della psoriasi si incentrano su infezioni dermatologiche preesistenti, comorbilità di vario genere e fattori autoimmuni implicati nell'alimentazione.
Attualmente non esiste una cura, tuttavia, i trattamenti disponibili possono aiutare a controllare i sintomi. Questi possono includere:

La malattia colpisce il 2-4% della popolazione, con uguale frequenza tra uomini e donne, e si associa ad un aumento del rischio di artrite psoriasica, linfomi, malattie cardiovascolari, morbo di Crohn e depressione.

L'artrite psoriasica colpisce fino al 30% delle persone con psoriasi.

Cosa C'entra la Dieta?

Oltre ai precedenti, molti altri fattori possono influenzare il disagio psoriasico. Tra questi, si osservano anche alcune variabili dietetiche, quali:

NB. Il glutine è una proteina esclusiva di alcuni cereali come: frumento, farro, spelta, segale, orzo, avena e sorgo.
Dieta PsoriasiEsiste anche una correlazione tra la psoriasi e le patologie intestinali infiammatorie; queste, come anche la malattia celiaca, hanno eziologia autoimmune.

Psoriasi e Obesità

Tra i principi dietetici fondamentali per il controllo della psoriasi, il primo è senz'altro il controllo del peso in caso di BMI eccessivo.
Uno studio del 2014 pubblicato sul “Journal of American Academy of Dermatology” ha rivelato una correlazione tra l'obesità e l'aumento del rischio di malattia psoriasica.

I ricercatori hanno scoperto che un aumento dell'indice di massa corporea (BMI) si associa ad un incremento del rischio di sviluppare la psoriasi e l'artrite psoriasica, nonché ad un aumento della gravità dei sintomi.
L'obesità può fornire la spinta necessaria a scatenare la psoriasi nelle persone già predisposte; questo perché le cellule adipose secernono citochine, ovvero proteine che possono innescare l'infiammazione.

Inoltre, l'obesità può diminuire l'effetto terapeutico di alcuni farmaci.
Un altro studio condotto nello stesso anno e pubblicato sul “British Journal of Dermatology” ha identificato un'associazione tra la perdita di peso e la riduzione della gravità della psoriasi. Questo approfondimento ha analizzato l'esito di un "intervento dietetico" associato ad esercizio fisico, nel corso di 20 settimane. E' emersa una chiara correlazione tra la perdita di peso ed il miglioramento della psoriasi. Inoltre, i pazienti che hanno perso più peso hanno mostrato un miglioramento ulteriore della patologia; è comunque doveroso specificare che anche una dimagrimento modesto può avere un grande impatto sul miglioramento della malattia.
Gli effetti a lungo termine sono ancora da scoprire; tuttavia, l'importanza del dimagrimento nei soggetti obesi - come parte del trattamento complessivo per la psoriasi e le sue comorbilità - è decisamente inoppugnabile.

Come Dimagrire

Anzitutto, il dimagrimento significativo ed urgente in caso di psoriasi è essenziale solo con un indice di massa corporea pari o superiore a 30 (calcola il tuo indice di massa corporea). Se compreso tra 25 e 29,9, pur essendo auspicabile, può essere ottenuto in tempi più lunghi.
Per ridurre l'eccesso ponderale è possibile utilizzare due sistemi differenti:

  • Ridurre l'energia giornaliera in percentuale; una decurtazione del 30% è finalizzata ad un calo ponderale di circa 3 chilogrammi al mese.
  • Eliminare tante calorie quant'è il peso da perdere, tenendo in considerazione che ogni chilogrammo include circa 7.000 calorie. In definitiva, per perdere 3 chilogrammi al mese è sufficiente eliminare circa 750 calorie al giorno.

In linea generale, un soggetto obeso o in sovrappeso affetto da psoriasi potrebbe seguire le linee guida di cui sotto:

In linea di massima, valgono tutte le regole ed i consigli per una dieta ipocalorica dimagrante.

Dieta e Salute del Cuore

La psoriasi è una malattia infiammatoria e sfrutta, almeno in parte, il meccanismo eziologico dell'aterosclerosi. Di conseguenza, riducendo l'infiammazione sistemica (anche attraverso il dimagrimento) e migliorando la salute cardiovascolare è possibile ottenere anche una riduzione della psoriasi. Ecco alcuni consigli:

  • Mangiare pesce almeno due volte a settimana, meglio se selvatici e di acqua fredda (come il tonno, lo sgombro, le aringhe e la trota); questi contengono acidi grassi essenziali omega 3 (EPA e DHA), che possono aiutare a ridurre l'infiammazione e il rischio/gravità di malattia;
  • Utilizzare prodotti caseari a basso contenuto di grassi e colesterolo;
  • Limitare al minimo gli alimenti contenenti oli vegetali idrogenati (ricchi di catene trans);
  • Mantenere la glicemia a livelli ottimali, consumando gli alimenti ricchi di carboidrati in porzioni moderate, meglio se con buccia o integrali ed associati ad alimenti proteici e blandamente lipidici (pasto completo, caratterizzato da almeno 3 portate di piccole dimensioni);
  • Assumere meno di 1.500 milligrammi di sodio al giorno (leggere le etichette alimentari);
  • Limitare l'alcool, soprattutto in caso di psoriasi grave!
  • Favorire l'apporto di molecole antiossidanti e antinfiammatorie (vedi sotto).

Dieta Antinfiammatoria

Abbiamo ripetuto più volte che la psoriasi è una malattia di natura infiammatoria. Molti soggetti colpiti da questo disturbo affermano di riscontrare notevoli miglioramenti aumentando le molecole antinfiammatorie con la dieta.
La risposta può variare in base alla circostanza individuale, alla compliance e alla genetica. Tuttavia, la maggior parte delle persone risponde positivamente alle modifiche dietetiche e dello stile di vita volte a controllare l'infiammazione cronica.
In caso di psoriasi, i cibi da evitare assolutamente (perché hanno dimostrato di provocare o aumentare l'infiammazione) sono:

Alcuni suggeriscono anche di eliminare: latte, latticini e prodotti ortofrutticoli che appartengono alla Famiglia Solanacee (patate, pomodori, peperoni, melanzane ecc); d'altro canto, il loro potenziale infiammatorio è solamente teorico e non ha riscontrato alcun tipo di valenza scientifica.
Al contrario, gli alimenti da includere (perché hanno dimostrato di ridurre l'infiammazione) sono:

Psoriasi e Glutine

La presenza di glutine nella dieta del celiaco può peggiorare un compresente stato psoriasico.
Sono molti gli studi che hanno valutato i benefici di una dieta priva di glutine in caso di psoriasi, con o senza malattia celiaca, ma non tutti hanno dato esiti sovrapponibili. Il legame tra psoriasi e glutine (talvolta occultato negli alimenti lavorati) non è ancora ben chiaro, ma una ricerca piuttosto recente stima che fino al 25% delle persone che soffrono di psoriasi potrebbero essere sensibili al glutine.
La malattia celiaca è causata da una vera e propria intolleranza alimentare al glutine, che sollecita il sistema immunitario contro l'epitelio intestinale. Una dieta priva di glutine è l'unico trattamento conosciuto per questa intolleranza.

Un discreto numero di studi suggerisce che la psoriasi e la malattia celiaca condividono alcune vie genetiche ed infiammatorie; inoltre, evidenzia che la presenza di psoriasi raddoppia le probabilità di soffrire di malattia celiaca.
Tuttavia, nonostante le dichiarazioni aneddotiche di alcuni pazienti, non esistono prove concrete che una dieta senza glutine possa migliorare la psoriasi nelle persone senza intollernza.
Nel dubbio di malattia celiaca, che talvolta si manifesta con sintomi atipici, sono necessari approfondimenti diagnostici come: esami del sangue, biopsia intestinale ecc. Un dietista può contribuire a produrre una dieta senza glutine che, in linea generale, conferisce i primi risultati a circa 90 giorni dall'inizio.

Integratori Utili

Gli studi non hanno dimostrato un legame diretto tra l'assunzione di vitamine ed altri integratori alimentari ed il miglioramento della psoriasi. Eppure, molte persone affette dalla patologia dichiarano un netto miglioramento delle lesioni cutanee.

Omega-3

Tra i prodotti più diffusi in caso di psoriasi spiccano quelli a base di acidi grassi omega 3, in quanto sembrano avere un impatto positivo sull'infiammazione sistemica e sul funzionamento dell'immunità.
Di questi ne esistono tre tipi:

  • Acido alfa-linolenico
  • Acido eicosapentaenoico (EPA)
  • Acido docosaesaenoico (DHA)

L'acido alfa-linolenico si trova in alcuni semi oleosi e relativi oli vegetali.

L'EPA ed il DHA sono invece presenti nel pesce grasso dei mari freddi e nelle alghe. L'olio di pesce ne è ricchissimo ed è anche disponibile in forma di capsule.

Alcuni individui affetti da psoriasi soffrono di una carenza di acidi essenziali; esiste anche il dubbio che l'eccesso di omega 6 (acido linoleico), sia proporzionale che assoluto, possa incrementare lo stato infiammatorio; per maggiori informazioni si legga l'articolo: Il giusto rapporto tra omega 6 e omega 3.
In tal caso, la ricerca effettuata sui supplementi di acidi grassi omega 3 ha dimostrato che possono contribuire a ridurre la gravità della psoriasi. Sono comunque necessari ulteriori approfondimenti da eseguire anche su soggetti con un apporto nutrizionale normale. Si raccomanda inoltre il ricorso a prodotti ad alto standard qualitativo, essendo piuttosto comuni le contaminazioni con metalli pesanti ed altre sostanze indesiderate.

Vitamina D

La vitamina D è un altra molecola soggetta a sperimentazione nel trattamento della psoriasi, poiché si ritiene che abbia un effetto modulatore sulla proliferazione cellulare dell'epidermide (eccessiva nella psoriasi). Si tratta di un principio attivo molto concentrato in alcuni farmaci ad applicazione topica.
La ricerca complessiva sull'effetto della vitamina D nella psoriasi è abbastanza ristretta e limitata. Un rapporto nel maggio 2011 pubblicato su “Science Translational Medicine Journal” ha riportato che la vitamina D aiuta a contrastare la risposta all'infiammazione della psoriasi. D'altro canto, troppa vitamina D può essere pericolosa.

Alcuni sostengono che un eccesso potrebbe causare gravi effetti collaterali come, ad esempio, l'aumento sproporzionato di calcio nel sangue (associato a calcolosi renale e formazione di cristalli articolari).
Le principali fonti alimentari di vitamina D sono: olio di fegato di merluzzo, salmone, sgombro, tonno, latte scremato fortificato, altri alimenti dietetici e uova (tuorlo).
Va poi specificato che la maggior parte della vitamina D è di sintesi endogena (cutanea); questa avviene in esposizione ai raggi solari, soprattutto nelle stagioni calde. Tuttavia, non è necessario che l'esposizione sia prolungata e, in condizioni ottimali, sono sufficienti 10'. Per verificarne le concentrazioni nell'organismo è indispensabile eseguire delle analisi del sangue.

Glucosamina e Condroitina

Glucosamina e condroitina sono altri integratori alimentari che possono essere assunti singolarmente o in coppia. Si tratta di molecole specifiche della cartilagine; la glucosamina ha un effetto blandamente antinfiammatorio e di stimolazione della riparazione cartilaginea. La condroitina, invece, è in grado di promuovere l'elasticità della cartilagine e inibirne la rottura.
Una ricerca mostra che questi due supplementi possono rallentare la progressione patologica e ridurre il dolore dell'osteoartrite ma, in caso di artrite psoriasica, risultano totalmente vane.

MSM, Selenio e Vit. B12

Il metilsulfonilmetano (MSM) è un composto contenente zolfo organico che si trova nella frutta e nella verdura. Tuttavia, viene totalmente distrutta quando il cibo viene elaborato fisicamente e chimicamente; anche per questa ragione, esistono integratori specifici di MSM.

Lo zolfo è necessario all'organismo per mantenere sane ed intatte le strutture connettive. D'altro canto, non esistono prove scientifiche sufficienti a dimostrare che possa esercitare un effetto analgesico od antinfiammatorio.


Alcuni scelgono di integrare la quota di selenio e vitamina B12, ma la ricerca dimostra che sono totalmente inutili.

Conclusione

Per concludere, la sperimentazione scientifica sull'utilità di certi integratori nel trattamento della psoriasi è ancora piuttosto inconcludente. Prima di iniziare qualsiasi programma di integrazione è necessario consultare il medico, onde evitare un eventuale interazione chimica con altri farmaci o complicazioni di vario genere.


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Ultima modifica dell'articolo: 31/08/2016