Dieta per l'obesità

La dieta per l'obesità è un regime alimentare finalizzato alla riduzione del grasso corporeo in eccesso, quale causa (diretta e indiretta) dell'insorgenza di malattie gravi, e della riduzione della qualità e dell'aspettativa di vita stessa. Dieta obesitàUn soggetto viene definito obeso quando il suo BMI (indice di massa corporea) raggiunge o supera i 30 punti; per esempio, considerando un individuo alto 175 cm, la soglia dell'obesità si colloca intorno ai 92 kg.

La dieta per l'obesità non dovrebbe essere interpretata come un semplice "schema" alimentare o come "cura periodica"; piuttosto deve rappresentare una correzione totale e definitiva delle abitudini soggettive che hanno dato luogo all'alterazione patologica della composizione corporea e delle funzioni metaboliche (alimentazione scorretta ed assenza di attività fisica auspicabile). Non a caso "dieta" - etimologia greca e latina - significa stile/modo di vita.
In definitiva, nel complesso, la dieta per l'obesità ha lo scopo di: dimagrire, migliorare la risposta ormonale dell'insulina, il metabolismo dei lipidi e del glucosio, la fitness muscolare e quella cardio circolatoria, ridurre l'accumulo di acido urico (soprattutto nei soggetti predisposti), la possibilità di complicazioni articolari per sovraccarico e diminuire il rischio di: aterosclerosi, ictus cerebrale, varie neoplasie, carie dentaria, insoddisfazione PATOLOGICA verso la propria immagine corporea e conseguenti disturbi psichiatrici....
La dieta per l'obesità si focalizza su alcuni punti chiave o principi cardine; ovviamente, ogni professionista ha una propria visione della dieta per l'obesità, alla quale corrisponde un metodo assolutamente unico e soggettivamente interpretato. Tuttavia, alcuni concetti risultano univocamente condivisi, e sono:

  1. Rettifica dell'alimentazione:
    1. Riduzione delle calorie introdotte giornalmente
    2. Ripartizione nutrizionale soggettiva
    3. Ripristino delle razioni raccomandate giornaliere per macro e microelementi
    4. Ripartizione dei pasti soggettiva
    5. Eliminazione dei cibi spazzatura (junk-food)
  2. Incremento del dispendio energetico
    1. Sia riferito all'attività fisica ordinaria (camminare, salire e scendere le scale, spostarsi in bicicletta ecc.)
    2. Sia riferito all'attività fisica motoria - protocollo di allenamento aerobico/anaerobico
  3. Cura o riduzione di eventuali patologie aggravanti (disfunzioni ormonali) o aggravate dall'obesità (sopra menzionate).

Dieta per l'obesità: rettifica dell'alimentazione

L'applicazione della dieta per l'obesità implica una vera e propria rettifica dell'alimentazione. Per prima cosa è necessario ridurre le calorie consuetudinariamente introdotte dall'obeso; oltre ad una decurtazione assoluta, ovvero alla restrizione energetica rispetto ai cibi ABITUDINALMENTE consumati (normalmente in eccesso), questo schema necessita un'ulteriore moderazione delle calorie totali. La dieta per l'obesità è quindi una IPOcalorica. In breve, supponendo che il soggetto consumi circa 3000kcal/die, se per mantenere il peso basterebbero 2500kcal/die, la relativa dieta per l'obesità apporterebbe circa 1750kcal/die (ovvero il 70%).
In secondo luogo, la dieta per l'obesità necessita una ripartizione equilibrata dei macronutrienti energetici: carboidrati, proteine e lipidi (oltre all'eventuale eliminazione/moderazione dell'alcol etilico). Spesso l'obeso segue un regime alimentare fortemente sbilanciato, a causa dell'eccesso percentuale di: lipidi (>30-35% dell'energia totale - che forniscono c.a. 9kcal/g) e carboidrati [soprattutto zuccheri raffinati (saccarosio >12-16% dell'energia totale), che forniscono c.a. 3,75kcal/g]; pertanto, avvalendosi di alcuni dati specifici quali: peso fisiologico desiderabile ed energia totale (con stima IPOcalorica), è necessario ripartire: proteine (con coefficiente pro/kg soggettivamente determinabile - forniscono 4kcal/g), lipidi (25% delle calorie totali, con la frazione dei saturi + idrogenati < o = al 10% dell'energia totale) e carboidrati (per l'energia rimanente, dei quali <10-12% deve essere rappresentato da zuccheri semplici). Facendo un esempio:
Soggetto obeso con stima del peso fisiologico desiderabile pari a 75kg, stima del coefficiente pro/kg proteico di 1,2g/kg e valutazione della IPOcalorica pari a 1750kcal/die:

  1. Proteine: 1,2 * 75 = 90g, che equivalgono a 360kcal
  2. Lipidi: 25% di 1750kcal = 437,5 kcal, che equivalgono a 48,6g
    1. Dei quali SATURI: max 10% di 1750kcal = 175kcal, che equivalgono a 19,4kcal
  3. Carboidrati TOTALI: 1750 - (360 + 437,5) = 952,5kcal, che equivalgono a 254g
    1. Dei quali SEMPLICI: max 12% di 1750kcal = 210kcal, che equivalgono a 56g.

Non meno importante, il ripristino delle razioni raccomandate giornaliere; strutturando la dieta per l'obesità non è possibile prescindere dai vari apporti di: acqua totale, fibra alimentare e prebiotici, vitamine (con particolare attenzione a tiamina, riboflavina, niacina, retinolo equivalenti, acido ascorbico e, a volte, acido folico), sali minerali (con particolare attenzione a sodio, calcio, ferro e, a volte, potassio e magnesio), colesterolo (meglio se < 200mg/die e MAI > a 300mg/die) e possibilmente anche altre molecole nutrizionali UTILI (polifenoli, lecitine, fitosteroli ecc.). NB. Le razioni raccomandate variano in base a: età, sesso, condizioni fisiologiche speciali, condizioni patologiche ed attività sportiva.
La ripartizione dei pasti nella dieta per l'obesità è un argomento piuttosto controverso; alcuni professionisti utilizzano SEMPRE una scomposizione dell'energia in 5 pasti giornalieri, caratterizzati dal 15% dell'energia a colazione, il 5% nei 2 spuntini (mattina e pomeriggio), il 40% a pranzo e il 35% a cena. Personalmente, reputo che questa ripartizione dipenda principalmente dalle abitudini del soggetto che, d'altro canto, debbano sottostare ESCLUSIVAMENTE alla moderazione del pasto serale; a parer mio, trovo interessante l'applicazione della dieta per l'obesità con la seguente ripartizione dei pasti: 15% a colazione, 10% nei 2 spuntini (mattina e pomeriggio), 35% a pranzo e 30% a cena.
Inoltre, l'eliminazione del junk-food costituisce SEMPRE una tappa essenziale della dieta per l'obesità; parlando a nome dell'intera categoria, affermo che sia indispensabile una restrizione tanto immediata quanto ferrea.

Dieta per l'obesità: incremento del dispendio energetico

Qui si apre un capitolo che meriterebbe un intero trattato di approfondimento, tuttavia, cercherò di essere più sintetico e chiaro possibile. L'obeso è fondamentalmente un sedentario; non ama l'attività fisica e spesso nutre vergogna nel manifestare la propria goffaggine. Per tutti i terapisti questo è il problema più grosso da sormontare poiché, senza avviare la "macchina-uomo", non è possibile ottenere un consumo energetico utile al dimagrimento. Lavorando sul counseling e sulla motivazione, nonché appoggiandosi ad associazioni sportive o strutture abilitate, dovrebbe essere possibile indurre il soggetto ad iniziare un protocollo di attività fisica motoria (meglio se mista, quindi sia aerobica che anaerobica). Ma non è tutto; osservando attentamente i livelli di consumo energetico di 3-4 sedute di allenamento e paragonandoli a quelli di un soggetto ATTIVO nella vita quotidiana, si osserva che la pratica motoria (pur costituendo un validissimo ed insostituibile mezzo di dimagrimento/prevenzione/cura) deve necessariamente INTEGRARE e non SOSTITUIRE l'aumento dell'attività fisica ordinaria (camminare e muoversi in bicicletta piuttosto che utilizzare l'automobile o i mezzi pubblici, salire e scendere le scale piuttosto che utilizzare l'ascensore ecc.). Ovviamente, sia l'uno che l'altro aspetto dipendono in primis dalla condizione fisica e di salute dell'obeso che, oltre ad essere in salute, dev'essere giudicato idoneo allo sport previo visita medico sportiva.


Dieta per l'obesità: cura o riduzione di eventuali patologie aggravanti (disfunzioni ormonali) o aggravate (sopra menzionate) dall'obesità


Oltre alla necessità di moderare (farmacologicamente) le eventuali complicanze dell'obesità (diabete, ipercolesterolemia, ipertensione ecc.), a volte, la buona riuscita della dieta dipende dalla cura di altri disturbi correlati all'eccessivo accumulo adiposo. Si tratta per lo più di alterazioni ormonali tra le quali le più frequenti sono IPO-tiroidismo non compensato e modificazioni dell'azione insulinica (non solo in presenza di diabete, ma anche per alcuni disturbi più ambigui come l'ovaio policistico); ovviamente, in tal caso si richiede l'intervento medico-specialistico da integrare alla dieta per l'obesità.



Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015