Dieta Iposodica

Panoramica sulla dieta iposodica

"Dieta iposodica" significa regime alimentare povero di sodio.

Il sodio è un minerale particolarmente abbondante nello stile nutrizionale occidentale; per questo, contrariamente ad altri minerali (come ferro, calcio, potassio, magnesio ecc.), nella stragrande maggioranza dei casi crea complicazioni per un suo apporto dietetico ECCESSIVO (mentre una carenza alimentare è piuttosto rara).

L'eccesso di sodio nella dieta è correlato all'insorgenza di ipertensione arteriosa (IA).

La dieta iposodica prevede il consumo di cibi PRIVI di sale (NaCl) aggiunto, evitando quelli salati in fase di lavorazione industriale o casalinga. Dieta iposodicaOvviamente, la dieta iposodica esclude anche tutte le molecole additive contenenti sodio, come ad esempio il glutammato di sodio e il bicarbonato di sodio.
Oltre a limitare l'apporto di sodio rispetto alle abitudini dietetiche occidentali, la dieta iposodica agisce sulle complicanze indotte dall'eccesso di sodio attraverso altri aspetti di natura chimico - nutrizionale. Dagli studi inerenti la regolazione pressoria dell'organismo umano è emerso che, oltre al centro nervoso di regolazione, anche il tono vasale (vasodilatazione o vasocostrizione periferiche) ed il rapporto tra escrezione/riassorbimento dei nefroni giocano un ruolo essenziale nell'insorgenza dell'ipertensione arteriosa. Pertanto, tenendo in considerazione che sia la compliance arteriosa, sia la funzionalità renale sono meccanismi fortemente influenzati da alcune molecole nutrizionali, la dieta iposodica viene strutturata intervenendo non solo sul sodio ma su molti aspetti dell'alimentazione complessiva.
La dieta iposodica è una terapia nutrizionale finalizzata a contenere i livelli di ipertensione arteriosa (definita tale quando la pressione minima è stabilmente superiore a 90mmHg e quella massima supera sempre i 140mmHg). Questa patologia metabolica, che aumenta proporzionalmente il rischio cardiovascolare, può essere indotta o favorita da alcuni elementi eziologici o predisponenti; tra di essi se ne riconoscono di soggettivi ed oggettivi. D'altro canto, ciò che accomuna ogni tipo di ipertensione arteriosa è l'alterazione ANOMALA e non fisiologica del meccanismo in oggetto.

Ipertensione - cenni

L'ipertensione arteriosa colpisce circa il 20% della popolazione; inoltre, solo ¼ degli ipertesi diagnosticati riesce a mantenere i livelli pressori nella norma (grazie a farmaci e/o interventi comportamentali adeguati). L'ipertensione arteriosa può essere:

  • primaria (o essenziale) quando non dipende da altre patologie;
  • secondaria, quando subordina a patologie cardiache o renali (solo il 5% dei casi).

L'ipertensione primaria è determinata soprattutto da:

Tra tutti questi elementi, alcuni sono soggettivi (come la genetica), altri oggettivi (come quelli alimentari o il sovrappeso) oppure promiscui.

Nei soggetti affetti da ipertensione è possibile intervenire su più fronti: dieta (iposodica), integratori (vedi sotto), livello di attività fisica (aumentandolo) e utilizzo di farmaci (diuretici, vasodilatatori ecc., anche in combinazione tra di loro).

L'ipertensione arteriosa può determinare e più spesso contribuire all'insorgenza di eventi infausti quali cardiopatia ischemica e sindrome vascolare cerebrale, col rischio di morte o invalidità permanente; ciò che la rende una patologia metabolica estremamente pericolosa è l'assenza di sintomi significativi fino alla diagnosi dei primi segni clinici mirabili o delle prime complicazioni.

NB. L'ipertensione aumenta esponenzialmente i propri effetti nocivi quando si associa a diabete mellito tipo 2, dislipidemie, obesità e deposito viscerale (quindi anche di sindrome metabolica, della quale rappresenta un elemento costituente).

Sodio - cenni

Il sodio è il principale catione dei liquidi extracellulari. La sua funzione metabolica è essenziale e un eventuale difetto si rivelerebbe di certo nocivo per l'organismo. Tuttavia, come anticipato, nell'alimentazione occidentale il sodio è assunto tipicamente in eccesso, ragion per cui in presenza di ipertensione se ne rende necessaria la riduzione tramite una dieta iposodica.
Le funzioni principali del sodio sono di regolazione del volume extracellulare, della pressione osmotica dei fluidi extracellulari, dell'equilibrio acido-base, dei fenomeni elettrofisiologici dei tessuti nervoso e muscolare, dell'impulso nervoso ecc.
Durante il passaggio renale quasi tutto il sodio viene riassorbito e la sua ritenzione-escrezione è modulata dall'azione dell'ormone aldosterone. La capacità di espellere il sodio con le urine NON supera lo 0,5-10% e le uniche perdite obbligate dell'organismo sono con le feci e con le urine (circa il 7%).
L'eccesso di sodio alimentare causa un incremento della pressione osmotica dei fluidi extracellulari ed il conseguente richiamo di fluidi intracellulari, con incremento del volume dei primi rispetto ai secondi. "Forse" è per questo motivo che l'aumento cronico del sodio alimentare è direttamente correlato all'insorgenza di ipertensione arteriosa .
Nella dieta iposodica, il sodio viene ridotto attraverso 2 accorgimenti essenziali:

  • ELIMINAZIONE del sodio discrezionale (quello aggiunto in cucina mediante il cloruro di sodio - costituisce circa il 36% del sodio totale di una dieta "tipica" italiana)
  • ELIMINAZIONE degli alimenti artefatti che contengono sodio aggiunto (tutti i cibi lavorati per salatura o contenenti certi additivi).

NOTA BENE: i cibi freschi e non elaborati "raramente" contengono alte concentrazioni di sodio, eccezion fatta per i molluschi bivalvi, comunque più poveri del minerale rispetto a salumi, formaggi, alimenti sotto sale o in salamoia, snack, fritti ecc.

Dieta iposodica - non solo sodio

Nel corso dell'articolo è già stato accennato che la dieta iposodica NON si basa semplicemente sull'abolizione del sale discrezionale e dei prodotti alimentari che contengono sodio aggiunto; in particolare, la dieta iposodica PER IL SOGGETTO SANO (che non presenta compromissioni primarie renali o di altro genere) garantisce:

  1. Apporto energetico finalizzato al raggiungimento o al mantenimento del BMI e della circonferenza addominale ideali in termini di riduzione del rischio cardiovascolare
  2. Un ottimo apporto di potassio, di magnesio, di calcio e di acqua
  3. Un apporto minimo di acidi grassi saturi o idrogenati (e indirettamente anche di colesterolo) contrapposto ad un apporto generoso di acidi grassi polinsaturi essenziali, soprattutto della famiglia ω‰3 (EPA, DHA ed acido α-linolenico)
  4. Un carico ed un indice glicemici idonei, quindi moderati
  5. Un apporto minimo o assente di alcol e di nervini (ad es. caffeina).

Inoltre, la dieta iposodica è da associare RIGOROSAMENTE:

  • all'abolizione (se presente) del tabagismo
  • alla pratica regolare di un protocollo di attività fisica motoria o sportiva, composta da sessioni di tipo aerobico (predominanti) e possibilmente anche di tipo anaerobico.
  • Inoltre, si raccomanda di moderare sensibilmente le fonti di stress sociale - psicologico.

Dieta iposodica "in pratica"

Avendo già elencato quali sono i principi nutrizionali cardine della dieta iposodica, di seguito si esplicheranno i "comandamenti" pratici per poterla mettere in atto:

  1. In caso di sovrappeso od obesità, ridurre di 1/3 (circa il 30%) TUTTE le porzioni
  2. Consumare almeno 5 pasti al giorno (le quantità e le porzioni sono facilmente individuabili; il pasto è corretto se dopo 120-180' dal termine insorge appetito)
  3. Eliminare il sale ed il dado da brodo dai pensili e dalle mensole di casa (in modo da non cadere in tentazione)
  4. Eliminare ogni tipo di scatoletta, vasetto, barattolo, lattina, sacchetto di snack ecc. presente in dispensa e sulle mensole di casa; gli alimenti conservati sono SEMPRE ricchi di sodio o di zucchero o di alcol. Anche gli alimenti sott'aceto hanno subìto una lavorazione (cottura) in acqua e sale
  5. Eliminare i junk-food presenti in dispensa e sulle mensole di casa
  6. Sostituire tutti gli alimenti conservati o i derivati con quelli freschi; ad es:
  7. Sostituire il più possibile la carne col pesce azzurro poiché ricco di ω‰3 (tonno fresco, alletterato, ricciola, palamita, serra, leccia, lampuga, sgombro, lanzardo, alice, sarda, aringa, aguglia, boga ecc.)
  8. Condire a crudo con oli vegetali ricchi di omega-3 (di soia, di canapa, di noce, di kiwi ecc.) e cucinare solo con olio extravergine di oliva
  9. Sostituire l'acqua normale con quella iposodica
  10. Limitare i caffè a massimo 2 al dì e l'alcol a massimo 2 unità alcoliche al dì
  11. Eliminare il tabagismo
  12. Svolgere attività fisica motoria quotidianamente per un tempo di 40-60'
  13. Limitare le situazioni stressogene

Integratori da associare alla dieta iposodica

Gli integratori utili in caso di dieta iposodica sono quelli che ottemperano ai fabbisogni nutrizionali NON raggiunti attraverso il regime alimentare stesso. In genere, con un buon livello di attività fisica, il dispendio calorico è abbastanza elevato da consentire il raggiungimento delle razioni raccomandate tramite il consumo dei soli alimenti; d'altro canto, non sono rari i casi di dieta iposodica per soggetti molto anziani, allettati, infermi, obesi, sedentari ecc., che necessitano una restrizione tale da non garantire sempre tutti i nutrienti nelle adeguate quantità. In tal caso, risulteranno molto utili gli integratori di:

  1. Potassio: il quale, essendo il principale catione intracellulare, svolge un effetto diametralmente opposto a quello del sodio; la sua efficacia IPOtensiva non è ovviamente proporzionale alle dosi di assunzione ma risulta comunque molto utile.
  2. Altri sali minerali: soprattutto calcio, ferro e magnesio; non esistono dosi raccomandate ma sarebbe auspicabile assumerne quantità sufficienti a coprire il fabbisogno soggettivo.
  3. Acidi grassi polinsaturi della famiglia omega-3, possibilmente in prevalenza EPA e DHA (biologicamente più attivi); non esistono dosi raccomandate ma sarebbe utile assumerne dallo 0,5 a 2,5% in più (rispetto alle calorie totali) oltre a quelli già presenti nella dieta.

Inoltre, è stata evidenziata una buona azione ipotensiva a carico di:

  1. Amminoacido arginina
  2. Piante, estratti e derivati vegetali diuretici e/o ipotensivi.

Conclusioni - efficacia della dieta iposodica nella cura dell'ipertensione

La dieta iposodica è sempre efficace nella riduzione della pressione arteriosa, ma l'entità dei miglioramenti ottenibili dipende molto dalla natura patologica e dalle cause sottostanti.
In un'ipertensione secondaria, la dieta iposodica subordina alla cura delle malattie primarie ed assume un ruolo marginale o addirittura facoltativo. Per le forme primarie, invece, è più incisiva; quando l'ipertensione è determinata in prevalenza dal sovrappeso, l'aspetto nutrizionale di maggior importanza è quello di conferire un bilancio calorico negativo e promuovere il dimagrimento. Al contrario, quando il sovrappeso è moderato e si evidenzia una dieta ricca in alimenti salati, la dieta iposodica è determinante. Infine, se c'è il sospetto di una forte componente genetica ed ereditaria, la dieta iposodica è importante ma funge da complemento/agente preventivo da associare inevitabilmente alla terapia farmacologica.



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Ultima modifica dell'articolo: 13/08/2016