Dieta Influenza

La dieta per l'influenza è un regime alimentare che - pur non essendo in grado di curare direttamente la malattia - aiuta a sostenere l'organismo nella lotta contro l'infezione.

Dieta InfluenzaPer correttezza divulgativa, ricordiamo che l'influenza è una patologia di natura virale e che, pertanto, l'utilizzo degli antibiotici è totalmente inappropriato (salvo complicazioni secondarie).

Influenza

Per influenza si intende una patologia di natura infettiva, provocata da virus appartenenti alla famiglia degli Orthomyxoviridae.
I sintomi dell'influenza sono principalmente: febbre, faringite, congestione nasale e sinusale, dolori ai muscoli e alle ossa, mal di testa e tosse.
Talvolta, l'influenza induce anche nausea e vomito, soprattutto nei soggetti di giovane età.

Sono piuttosto rare le complicanze gravi - come polmoniti, riacutizzazione dell'asma e peggioramento dello scompenso cardiaco - che riguardano soprattutto gli anziani, i soggetti immuno-deficienti e quelli potenzialmente a rischio.

Cosa C'entra la Dieta?

Pur non intervenendo direttamente nell'eliminazione dell'agente patogeno, la dieta per l'influenza riveste un'importanza ineccepibile sulla rapidità e sull'efficacia di guarigione.
Una dieta appropriata è infatti in grado di ridurre gli effetti negativi secondari alla febbre, alla nausea, al vomito e alla diarrea, responsabili di tendenza alla disidratazione, anoressia e malassorbimento nutrizionale.

Febbre

La febbre è una risposta immunitaria innescata da alcune citochine sul centro di regolazione ipotalamico, il quale determina un aumento della temperatura corporea per accelerare il processo di guarigione.
La febbre è quindi indispensabile alla lotta contro l'influenza; per questo, andrebbe ridotta con i farmaci solo quando diventa intollerabile per il soggetto.
Come anticipato, la febbre è provocata da un incremento della temperatura ad opera dell'organismo stesso; trattandosi di una reazione attiva, anche la febbre ha un costo energetico più o meno importante, a seconda dell'entità.
E' stato stimato che l'aumento della temperatura corporea oltre i 37°C può incrementare il metabolismo basale fino al 13%; tuttavia, considerando che l'influenza provoca una riduzione significativa dell'attività fisica, il fabbisogno calorico totale non aumenta tanto quanto ci si potrebbe aspettare (per maggiori informazioni, consultare l'articolo Dieta e Febbre).
Uno degli aspetti fondamentali ed ineccepibili della febbre è l'aumento della sudorazione; questa, che si mostra estremamente variabile tra i vari casi, determina un aumento significativo del fabbisogno idrico e salino.

Nausea

La nausea è una sensazione di disagio e fastidio localizzata nella porzione superiore dello stomaco, che molto spesso sfocia nell'effetto del vomito involontario.
La nausea si associa alla riduzione dell'appetito fino all'anoressia e, se protratta nel tempo, diviene un sintomo parecchio debilitante (iponutrizione) e invalidante.

Vomito

Si è scelto di differenziare il vomito dalla nausea per l'effetto diverso che possono esercitare sullo stato nutrizionale del soggetto, ma non solo.
Come anticipato, il vomito è una conseguenza frequente del senso di nausea; tuttavia, le due circostanze possono anche palesarsi in maniera totalmente indipendente.
Soprattutto nei soggetti in giovane età, ed in particolar modo nell'immediato post incubazione, il vomito può manifestarsi senza alcun tipo di preavviso.


Mentre la nausea esercita un effetto nutrizionale negativo di tipo secondario (inappetenza e anoressia), il vomito è responsabile sia di una perdita nutrizionale (del pasto espulso) che di una dispersione di liquidi (succhi digestivi dello stomaco, del tenue e delle ghiandole maggiori).
Tra le conseguenze a breve termine del vomito, quelle più significative riguardano la malnutrizione e la disidratazione.

Diarrea

Come il vomito, anche la diarrea o dissenteria è un sintomo che si manifesta prevalentemente nei soggetti di giovane età e che può dar luogo a complicazioni più che rilevanti.
La diarrea esercita un effetto antinutrizionale piuttosto accentuato, limitando drasticamente l'assorbimento intestinale e soprattutto il riassorbimento di acqua, sali minerali e vitamine nel colon. Talvolta, si associa a sfaldamento della mucosa e sanguinamento, con ulteriore perdita di acqua ed aumento della richiesta nutrizionale.
Gli effetti più significativi sono ancora una volta la malnutrizione e la disidratazione.

Dieta e Consigli

I principi fondamentali della dieta per l'influenza sono vari e molto importanti ma - in base al caso specifico, alla fase della malattia ed ai sintomi predominanti - possono risultare leggermente differenti.

Idratazione

In tutti i tipi di influenza, è strettamente consigliabile garantire un livello di idratazione elevato, necessario a compensare: sudorazione, aumento della funzione epato-renale per lo smaltimento di cataboliti endogeni e farmacologici, eventuali vomito e diarrea.
L'acqua corporea può essere mantenuta bevendo di più e mangiando cibi liquidi o ben idratati.

Tuttavia, se l'influenza è caratterizzata da nausea e vomito significativi, questo può diventare un serio problema. In tal caso, l'aumento delle bevande e dei cibi liquidi diventa impraticabile, poiché lo stimolo del vomito aumenterebbe drasticamente.

Non tutti sanno che il senso di nausea ed il vomito vengono peggiorati significativamente da alcuni fattori come: digiuno ed ipoglicemia, iperacidità gastrica ed eccesso di liquidi nello stomaco.
Ecco spiegato per quale motivo, in caso di nausea e vomito intensi, diventa assolutamente necessario alimentarsi con cibi:

  • Ad alta gradevolezza (per contrastare nausea, inappetenza ed anoressia), ma sempre nel limite delle indicazioni che seguiranno
  • Secchi o comunque non brodosi, in modo che tendano ad assorbire i liquidi gastrici piuttosto che aumentarne il volume
  • Facili da digerire, quindi: moderatamente proteici ma ricchi di amminoacidi essenziali (pochi peptidi ma ad alto valore biologico), poveri in grassi e prevalentemente insaturi (cibi magri e condimento scarso, solo con oli vegetali a crudo), e possibilmente ricchi di carboidrati.

In caso di diarrea, è consigliabile che risultino anche:

Questa primissima fase dev'essere protratta fino alla riduzione del vomito ma mai per troppo tempo; è assolutamente determinante ripristinare l'apporto di acqua e nutrienti essenziali il prima possibile e, se necessario, bevendo per mezzo di un cucchiaio da minestra.

Nei pazienti a rischio, la disidratazione viene talvolta contrastata precocemente con l'utilizzo di sacche flebo (via parenterale).

Contro la Diarrea

Una volta assicurata la tolleranza dei liquidi, soprattutto nei bambini e sempre in caso di utilizzo farmacologico, sarà possibile ed auspicabile utilizzare formule di ripristino dell'equilibrio idrosalino ed alcalinizzati come Pedialyte, Milupa, Biochetasi ecc.

In caso di diarrea persistente, questa può essere combattuta assumendo prodotti naturali come diosmectite e carbone vegetale.
Il latte e i derivati, con eccezione di piccole porzioni di formaggio grana sui primi piatti, dovranno essere presi dopo almeno 3-4 ore di distanza rispetto all'assunzione di tetracicline per via orale, in quanto potrebbero inattivare il farmaco facendolo precipitare nell'intestino.

Quando iniziare ad assumere cibi solidi

L'ordine di inserimento alimentare rispetta più o meno l'ordine seguente:

acqua e liquidi reidratanti → marmellate e gelatine di frutta → purea di vegetali → pastina o riso in brodocarne magra di vitello, di pollo e di pesce da squama, eventualmente frullata per aumentarne la digeribilità.

Al contrario, meglio ritardare l'assunzione di cibi molto grassi, crudi o troppo cotti, o ricchi di tessuto connettivo (molluschi).
Abbiamo già detto che, di norma, l'influenza non provoca un aumento del fabbisogno energetico; tuttavia, è ancora incerto se possa richiedere livelli maggiori di altri nutrienti insostituibili come acidi grassi ed amminoacidi essenziali, vitamine e sali minerali.
Nel dubbio, una volta garantita la capacità digestiva, si dovrebbero aumentare i livelli di tutti i nutrienti utili, sia attraverso la dieta, sia con gli integratori.
In particolare, si consiglia di aumentare la razione vitaminica di:

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Ultima modifica dell'articolo: 23/05/2016