Dieta e Diverticoli - Quali Alimenti Scegliere?

La cosiddetta “dieta per la diverticolite” non è un sistema per curare la mattia diverticolare, ma un metodo finalizzato a prevenirne l'evoluzione infammatoria.

Anche se tramite una dieta corretta non possiamo eliminare i diverticoli intestinali, abbiamo dunque la possibilità di prevenirne l'infiammazione.Dieta Diverticolite

Cos'è la Diverticolite?

La diverticolite è una patologia gastroenterica che interessa la porzione crassa dell'intestino.
Questa malattia può colpire solamente chi presenta la così detta diverticolosi.
Diverticolosi significa “presenza di diverticoli”.

I diverticoli sono delle vere e proprie alterazioni anatomiche del colon che, in base alla natura patologica ed al livello di gravità, possono essere di due tipologie differenti.

  • I diverticoli meno problematici sono caratterizzati da estroflessioni della mucosa e della sotto-mucosa che tendono ad invaginarsi all'interno di loci di minor resistenza della parete, come i punti di penetrazione delle arterie attraverso lo strato muscolare liscio.
  • I diverticoli più gravi, ovvero quelli “veri” (meno frequenti), sono invece formati da un'estroflessione di tutti gli strati della parete intestinale.

La diverticolite si manifesta quando i diverticoli si infettano/infiammano e danno origine ad un disturbo in forma acuta. Tuttavia, se questi rimangono sani ed asintomatici, la condizione viene definita semplicemente diverticolosi.

Per evitare di distinguere continuamente le due fasi, soprattutto nei soggetti che si ammalano frequentemente, si parla di malattia diverticolare.

Chi Colpisce e Perché?

La diverticolosi può essere individuata con indagini specifiche, come l'ecografia addominale, la tomografia computerizzata e la retto-colonscopia.

L'accertamento diagnostico può essere giustificato da una sintomatologia specifica della diverticolite o essere un reperto casuale, durante l'indagine di altri disturbi dell'intestino crasso.
Non è facile stabilire l'incidenza della diverticolosi, in quanto non è detto che chi possiede uno o più diverticoli si ammali di diverticolite. E' invece molto più semplice definire l'importanza epidemiologica delle acuzie, che interessa circa il 10% degli over 40 ed il 50% dai 60 in poi.
La diverticolite colpisce maggiormente la porzione di sinistra ed è eccezionale nel bambino, rara nell'adulto con meno di 40 anni e abbastanza frequente negli ultra sessantenni.

Con questi dati alla mano, la prima domanda che sorge spontanea è: “I diverticoli tendono a formarsi di più con l'avanzare del tempo, o semplicemente diventano più delicati?”. Probabilmente, entrambe le soluzioni possono essere considerate valide e significative.

Fattori di Rischio

I diverticoli potrebbero essere la conseguenza di una debolezza intrinseca delle pareti muscolari dell'intestino crasso, ragion per cui l'indebolimento progressivo delle stesse con la vecchiaia spiegherebbe la maggior incidenza nell'anziano.

Oltre all'età, l'altro fattore statisticamente rilevante è una dieta povera di fibre ed acqua tipica dei paesi occidentali, dove l'incidenza della diverticolite è maggiore rispetto all'oriente.

Ciò avviene per una ragione ben precisa: la scarsa presenza di fibre ed acqua è associata ad un aumento della pressione intraluminale che, esercitando una spinta dall'interno verso l'esterno, forza le estroflessioni ad invaginarsi nei punti di maggior debolezza.

Sintomi e Terapia

Quando presenti, i sintomi della malattia diverticolare non complicata o blandamente attivata sono abbastanza generici e talvolta sovrapponibili a quelli del colon irritabile.

I più frequenti sono: dolore spontaneo o provocato, soprattutto nella fossa iliaca di sinistra, meteorismo ed alvo alterno con prevalenza di stipsi.

Al contrario, la diverticolite diventa esplicitamente sintomatica quando entra in fase di acuzie severa, ovvero nel caso in cui avvengono:

  • Ostruzione dell'ostio diverticolare, per ristagno delle feci all'interno della tasca e relativa comparsa di fenomeni flogistici
  • Perforazione dell'ostio diverticolare, con formazione di ascesso periviscerale che si associa a peritonite circoscritta o generalizzata
  • Sanguinamento, per erosione dei vasi sottostanti e, talvolta, conseguente emorragia.

La diverticolite si presenta spesso con dolori localizzati, alvo chiuso, febbre e brividi, aumento degli indici di infiammazione e rettorragia (espulsione di sangue che, se non associata ad altri sintomi, traduce quasi sempre per emorragia diverticolare).
La diverticolite complicata non può essere trattata con l'alimentazione e la terapia prevede: la somministrazione di farmaci antibiotici per via parenterale, il riposo intestinale completo (digiuno) e talvolta la chirurgia.
Al contrario, nel caso in cui si manifestino i sintomi generici già descritti o vi sia la consapevolezza della presenza di diverticolosi, è possibile adottare una dieta preventiva; questa, che alcuni definiscono dieta per la diverticolite, è molto simile al regime alimentare consigliato in caso di colon irritabile.

Prevenire la Diverticolite con la Dieta

Come anticipato, la diverticolite (soprattutto quella complicata) richiede il digiuno totale e un'alimentazione di tipo parenterale associata ad antibiotici; solo in alcuni casi, si rende necessaria la chirurgia.
La dieta per prevenire la diverticolite invece, è una terapia alimentare ben nota ed interviene con due meccanismi distinti ma complementari:

La dieta per prevenire la diverticolite non si basa molto sull'intake calorico o sulla ripartizione nutrizionale, bensì sulla composizione in fibre, probiotici e prebiotici.
Le regole fondamentali (per un adulto) sono:

Entriamo più nel dettaglio.
Come anticipato, la presenza di fibre solubili ed acqua serve principalmente a ridurre la pressione intraluminale e facilitare il transito delle feci. Questo evita sia l'insorgenza/peggioramento dei diverticoli, sia il ristagno di materiale fecale.
Alcune fibre sono anche considerate degli elementi prebiotici, ovvero che nutrono la flora batterica intestinale favorendone il trofismo. Questo accorgimento è estremamente utile a mantenere un equilibrio tra i ceppi interni ed a garantire il nutrimento degli enterociti.

Oltre a proteggere i tessuti da eventuali aggressioni esterne, la flora batterica riduce il pH fecale e produce vitamine e molecole molto utili alla salute delle cellule intestinali (acido butirrico e poliammine).
Oltre a nutrirli, può essere molto utile aumentare l'introduzione esogena di questi microorganismi. In tal caso, diviene auspicabile l'utilizzo di prodotti probiotici contenenti Lactobacilli, Bifidobacteria e Eubacteria.


L'utilizzo dei disinfettanti è, ancora oggi, una raccomandazione opinabile. Ciò significa che non tutti gli specialisti concordano sulla pertinenza o meno di questa pratica. L'aspetto positivo è senz'altro quello di ridurre la carica batterica totale, inclusa quella potenzialmente patologica; l'aspetto negativo consiste nella riduzione della popolazione microbica fisiologica.

Come abbiamo già detto, quest'ultima è estremamente benefica per l'organismo, ma non sono rari i casi di infezione (acuzie) provocata dagli stessi; in genere, si tratta di casi nei quali i diverticoli sono molto profondi o concomitanti ad alterazioni significative del transito intestinale (stipsi grave).


Anche l'esclusione dei cibi che possono lasciare scorie indigeste, rappresenta una raccomandazione che ha destato non poche controversie; si ritiene infatti che garantendo un funzionamento ottimale del colon non sia necessario escludere certi prodotti.

Alcuni potrebbero chiedersi: “Perché rischiare?”.

La risposta è abbastanza semplice. Molti dei cibi che dovrebbero essere eliminati dalla dieta contro la diverticolite appartengono al gruppo degli ortaggi e della frutta; oltre ad apportare ottime quantità di fibre (con una percentuale maggiore delle solubili rispetto ai cereali), necessarie alla salute del colon e della flora batterica, questi alimenti sono una fonte insostituibile di: vitamina C, vitamina A, acido folico, potassio, antiossidanti fenolici ecc.

La loro esclusione dalla dieta non è semplice da compensare e l'utilizzo di strumenti che ne filtrano i semi e la buccia richiede necessariamente la riduzione a purea, con conseguente scarsa appetibilità.


Al contrario, per quel che concerne i semi oleosi, è possibile eliminarli totalmente dalla consuetudine e compensarne la carenza utilizzando i relativi (o altri) oli di estrazione.

Questo perché i nutrienti più importanti che caratterizzano i semi oleosi sono di natura lipidica (acidi grassi essenziali e vit E) e pertanto risultano facilmente isolabili tramite la spremitura e la filtrazione.



Ultima modifica dell'articolo: 24/06/2016