Dieta e Asma

Asma

L'asma è una malattia cronica infiammatoria abbastanza diffusa, che interessa le vie respiratorie; i sintomi risultano piuttosto variabili (dispnea, tosse, oppressione toracica e difficoltà respiratoria), ma nella consuetudine si associano ad ostruzione reversibile del flusso d'aria e a broncospasmo.
Dieta AsmaLe cause sono poco chiare e verosimilmente promiscue tra fattori genetici ed altri ambientali.

La diagnosi è solitamente basata sui sintomi, sulla risposta alla terapia farmacologica e sulla spirometria.
L'asma viene classificata in base alla frequenza dei sintomi, al volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV1) e al picco di flusso espiratorio (rilevati con la spirometria).

L'asma può essere suddivisa anche in atopica (estrinseca) e non atopica (intrinseca), dove per atopica si intende la predisposizione allo sviluppo di reazioni allergiche (ipersensibilità di tipo 1); in questo tipo di asma, è possibile che la dieta scorretta eserciti un ruolo predisponente.
Il trattamento farmacologico dei sintomi acuti avviene per via inalatoria di farmaci beta-2 agonisti e per via orale di corticosteroidi; nei casi molto gravi, possono essere iniettati durante il ricovero ospedaliero.
La prevenzione delle acuzie richiede di evitare il meccanismo scatenante, ad esempio il contato con allergeni o agenti irritanti; si può scegliere di fare un uso farmacologico constante per via inalatoria di corticosteroidi, talvolta supportati da beta agonisti a lunga durata o antileucotrienici.
Le diagnosi mondiali di asma sono aumentate significativamente dal 1970 in poi. Nel 2011, 235-300 milioni di persone sono riconosciute come asmatiche e 250.000 risultano decedute.
In base a quanto detto finora, l'asma sembrerebbe una malattia che interessa solo le vie respiratorie. Tuttavia, alcune forme risentono parecchio di certi fattori allergizzanti orali, relativa cross-reattività e altre condizioni predisponenti; alcuni di questi interessano il meccanismo eziologico di bronco-costrizione, altri enfatizzano significativamente le complicazioni della patologia stessa.

Asma e Nutrizione in Gravidanza o Allattamento

Specifichiamo che l'asma può avere una base genetica (ereditaria) e familiare piuttosto importante, ragion per cui certe donne tendono ad apportare modifiche dello stile di vita piuttosto rilevanti già dal concepimento.
Anzitutto, per correttezza divulgativa, ricordiamo che bloccare la terapia farmacologica aumentando il rischio di ipossiemia del feto (a causa dello scarso controllo patologico o in merito alle potenziali riacutizzazioni gravi) è considerato un atteggiamento molto rischioso. Risulta invece consigliabile assumere i farmaci consuetudinari a dosi minime e in presenza di un continuo monitoraggio medico.
Per quel che concerne l'alimentazione, invece, esistono ancora parecchi dubbi. Sono in molti a credere che la prevenzione alimentare dall'asma inizi già dalla gravidanza e dall'allattamento. Ecco perché alcune gestanti o nutrici evitano l'assunzione di cibi potenzialmente allergizzanti, adottando la così detta “dieta ipoallergenica elementare”.

D'altro canto, non è stata ancora dimostrata alcuna correlazione statistica tra questo stile nutrizionale e la riduzione dell'incidenza di asma (nella madre o nel figlio). Trattandosi di un regime alimentare altamente restrittivo (potenzialmente soggetto a carenza nutrizionale), quasi tutti i medici suggeriscono di non utilizzarlo se non in presenza di fattori di rischio ben determinati (ad es. la familiarità per un'allergia in particolare).
Nella nutrice, la dieta priva di molecole potenzialmente allergizzanti ha un valore molto più elevato. Serve  ad evitare il contatto tra il neonato ed alcuni allergeni che potrebbero rivelarsi fatali (per reazione anafilattica) ma, anche in tal caso, ha meno a che vedere con l'insorgenza dell'asma rispetto ai quadri più gravi di allergia alimentare.
NB. L'allattamento al seno piuttosto che quello artificiale, rappresenta un fattore preventivo da qualunque malattia.

Asma e Obesità

Si è evidenziata una correlazione più che significativa tra l'insorgenza di obesità e l'incidenza diagnostica (o il peggioramento) della condizione asmatica (soprattutto negli ultimi anni).
Asma ObesitàTra i fattori responsabili di questa correlazione si evidenziano soprattutto:

  • una riduzione della funzione respiratoria a causa dell'accumulo di grasso
  • e lo stato pro-infiammatorio metabolico indotto dall'eccesso di tessuto adiposo (comune all'asma).

Inoltre, la comorbilità tra malattia asmatica e sovrappeso grave può essere riferita al cosiddetto “stile di vita occidentale”, ovvero: inattività fisica, pochi antiossidanti e lunga permanenza negli ambienti chiusi.
In definitiva, l'obesità rappresenta un fattore non allergico, predittivo ed indipendente dagli altri in merito alla comparsa dall'asma.

Asma e Antiossidanti

Un altro fattore dietetico che sembra alterare l'incidenza e la gravità dell'asma è la presenza di antiossidanti.
Il gruppo degli antiossidanti è chimicamente molto eterogeneo; ha la funzione di limitare lo stress ossidativo intervenendo a vari livelli (in base alla molecola specifica), ma l'azione del singolo elemento è amplificata da quella di tutti gli altri.
Senza entrare troppo nello specifico, ricordiamo che gli antiossidanti possono essere endogeni (prodotti dall'organismo) ed esogeni (assunti con gli alimenti). Ovviamente, maggiore è la quota delle molecole introdotte con la dieta, superiore è il livello difensivo.
Oltre a combattere i radicali liberi, gli antiossidanti sono in grado di esercitare un'azione antinfiammatoria, antitumorale, ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, protettiva dall'aterosclerosi ecc.
Gli antiossidanti esercitano un ruolo protettivo dall'asma grazie alla loro capacità di prevenire l'infiammazione sistemica che, come abbiamo visto nell'obesità, è coinvolta nell'eziologia di questo disturbo.
Gli antiossidanti alimentari più comuni sono:

Asma e Allergeni

Quasi tutti gli allergeni sono sostanze naturalmente presenti nell'ambiente che entrano nell'organismo per inalazione, con gli alimenti o con i farmaci. Risulta quindi lecito dedurre che anche gli allergeni alimentari - in particolare quelli dell'uovo, del latte, delle noci e del pesce - possano determinare l'insorgenza dell'asma.
D'altro canto, non è ancora stato dimostrato che gli allergeni presenti negli alimenti abbiano il potere di scatenare in maniera indipendente una sintomatologia di tipo asmatico.
Nell'asma di natura professionale (diversa rispetto all'aggravamento di una forma preesistente), si riscontra una certa incidenza tra gli operatori che lavorano negli stabilimenti di natura alimentare (produzione di farine - asma del fornaio) o di additivi alimentari. Queste forme, assieme agli altri tipi di asma professionale, costituiscono fino al 15% del totale.

Asma e Additivi Alimentari

Ancora una volta responsabili di effetti avversi sulla salute umana, alcuni additivi alimentari sono stati accusati di scatenare crisi respiratorie (dispnea acuta).
Tra questi, sono coinvolti soprattutto i conservanti ed i coloranti, potenzialmente responsabili di broncospasmo.
Sembra che la scarsa tolleranza o l'assunzione eccessiva di solfiti possa indurre una bronco-costrizione sovrapponibile ad un vero e proprio attacco d'asma; le forme più nocive sono quelle dei metabisolfiti di sodio e potassio, o E223 e E224, impiegati soprattutto nella vinificazione.
Non solo, anche il colorante azoico E107 o Giallo 2G può scatenare una sintomatologia bronchiale sovrapponibile allo stato asmatico; questo additivo di natura sintetica viene impiegato per colorare di giallo gli alimenti come, ad esempio, la maionese.

Asma e Dieta

A causa delle preoccupazioni circa gli effetti collaterali dei farmaci utili alla cura dell'asma, il progresso scientifico si è orientato verso ricerca di alimenti o nutrienti in grado di controllare l'insorgenza e l'aggravamento di asma.
Questi interventi alimentari sono finalizzati prevalentemente a ridurre la risposta infiammatoria globale. Una sperimentale del 2014 intitolata “Dietary interventions in asthma” ha rivelato che gli acidi grassi saturi possono aumentare la risposta infiammatoria mediante l'attivazione dei recettori “pattern recognition”.
Asma DietaAll'opposto, gli acidi grassi polinsaturi omega-3 possono svolgere un'azione antinfiammatoria tramite meccanismi di modifica della produzione di eicosanoidi buoni.
Peraltro, gli antiossidanti di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti possono esercitare effetti antinfiammatori di notevole rilievo come, ad esempio, l'annullamento dei radicali liberi (prevenendo l'attivazione di certi fattori di trascrizione come il NF-kB).
Infine, come anticipato, l'obesità è in grado di aumentare l'infiammazione sistemica a causa del rilascio di mediatori chimici da parte del tessuto adiposo.
Da quanto citato nei capitoli precedenti ed in base a quanto specificato nella ricerca, pare evidente che una buona dieta contro l'asma debba avere le seguenti caratteristiche:

  • Calorie necessarie a mantenere il peso o a ridurlo (in caso sia eccessivo)
  • Aumento dell'attività fisica auspicabile (se tollerata)
  • Prevalenza degli acidi grassi insaturi sui saturi con enfatizzazione dell'apporto in polinsaturi del gruppo omega-3 (alfa-linolenico, EPA e DHA )
  • Riduzione, non solo percentuale ma assoluta, dei grassi saturi
  • Aumento, non solo percentuale ma assoluto, dei grassi omega-3
  • Ricchezza di antiossidanti ad azione antinfiammatoria come, ad esempio, quelli vitaminici, minerali e di natura fenolica
  • Assenza di additivi alimentari potenzialmente nocivi per l'asma.

In termini pratici è possibile affermare che:

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Bibliografia:

  • Dietary factors lead to innate immune activation in asthma - Wood LG, Gibson PG (July 2009) - Pharmacol. Ther.123 (1): 37–53.
  • Dietary interventions in asthma - Scott HA, Jensen ME, Wood LG - Curr Pharm Des. 2014;20(6):1003-10.


Ultima modifica dell'articolo: 02/02/2016