Dieta e Artrosi

La dieta, così come l'attività fisica, sembra essere una delle componenti di maggior rilievo nella prevenzione dell'artrosi.
L'artrosi, o osteoartrosi (da non confondere assolutamente con l'artrite) è un'affezione articolare cronica, degenerativa, progressiva ma NON infiammatoria. L'artrosi si caratterizza per:

  • Alterazione cartilaginea articolare
  • Formazione di tessuto osseo sub-condrale e dei margini articolari (una sorta di "ossificazione" di alcune sedi tipicamente cartilaginee)

Per quanto l'artrosi si possa definire una malattia degenerativa (ovvero che peggiora progressivamente ed indipendentemente da altri fattori), spesso si accompagna anche a stati flogistici (infiammatori) più o meno intensi.
L'artrosi si distingue in primaria e secondaria:

  • Primaria o idiopatica: conseguente ad un'alterazione metabolica "primitiva" della cartilagine articolare, dalle cause sconosciute o non ben identificabili. Ha un esordio tra i 50 ed i 60 anni, e le cause sono di tipo generale
  • Secondaria, quindi attribuibile a traumi o ad altre malattie, come displasia, malattie reumatiche ecc. Ha cause di tipo locale.

NB: In diagnostica la classificazione dell'artrosi non è sempre facile e ben distinguibile.


Esistono molte teorie ed opinioni discordanti sul Dieta Artrosiruolo dell'alimentazione in merito alla degenerazione articolare, tanto che ad oggi non è ancora possibile stabilire se essa rivesta un ruolo preponderante nella patogenesi dell'artrosi primaria; tuttavia, si sono evidenziate correlazioni tra alimentazione ed altri disturbi verosimilmente classificabili come cause generali dell'artrosi.
L'artrosi origina una sintomatologia abbastanza uniforme e facilmente identificabile: dolore, limitazione funzionale ed atteggiamenti viziosi (errori posturali e di deambulazione) conseguenti alle prime fasi degenerative della cartilagine.
I fattori predisponenti all'artrosi possono essere:

L'equilibrio dietetico rappresenta un'azione preventiva contro l'insorgenza dell'artrosi


Osservando e valutando le cause generali verosimilmente implicate nella patogenesi dell'artrosi primaria, è evidente che si tratta di condizioni altamente prevenibili attraverso la correzione nutrizionale.

  • Innanzitutto, il controllo del peso ed il mantenimento di un indice di massa corporea normale garantisce, nel lungo termine, la conservazione dell'integrità cartilaginea articolare, la prevenzione degli infortuni e la possibilità di praticare attività fisica regolare. In caso di insorgenza di artrosi conclamata, il controllo del peso riduce al minimo gli attriti articolari e con essi il dolore correlato.
  • La dieta può agire efficacemente anche sul rapporto plasmatico degli elettroliti tra i quali la componente di maggior rilievo è costituita senz'altro dall'equilibrio di calcio e fosforo. Questi due oligoelementi influiscono sulla salubrità scheletrica generale ed il loro metabolismo è coinvolto sia nella sintesi che nel rimodellamento osseo.
  • Nell'artrosi, sono stati effettuati numerosi studi sulle alterazioni del pH articolare; i risultati dimostrano che l'acidificazione del liquido sinoviale favorisce "l'invecchiamento" articolare, anche se non è ancora ben chiaro in che modo l'alimentazione possa influire nel processo di accumulo tossico dell'articolazione. Un'alimentazione iper-proteica, che favorisce di certo l'escrezione urinaria del calcio, NON sembra incidere pesantemente sull'acidificazione del sangue, in quanto il plasma ematico subisce costantemente il tamponamento dei sistemi omeostatici; se ne deduce che il deposito di molecole acide all'interno della sinovia non è prettamente imputabile alle scorie azotate di origine proteica. Ciò non toglie che consumare frequentemente cibi alcalinizzanti quali frutta e verdura (contenenti magnesio Mg) e limitare l'introito proteico alla dose raccomandata potrebbe essere utile al mantenimento dell'omeostasi organica ed alla prevenzione dell'artrosi. Anche gli alimenti carnei potrebbero avere un ruolo importante nella dieta per la prevenzione dell'artrosi: i tessuti cartilaginei, in particolare, sono ricchi di glucosamina solfato e condroitina, due nutrienti oggetto di massicce campagne pubblicitarie destinate alla promozione di specifici integratori per la salute articolare ed il miglioramento dei sintomi dell'artrosi. Brodi, trippe e bolliti sono le fonti alimentari più ricche in collagene, condroitina e glucosamina. Nel caso si intenda ricorrere a specifiche integrazioni, la dose di collagene idrolizzato consigliata varia tra i 10 ed i 15 grammi al giorno, mentre quella di glucosamina e condroitina (generalmente associate) è di circa 500 mg da una a tre volte al giorno.
  • Per le donne, lo squilibrio ormonale della menopausa rappresenta un ulteriore fattore di rischio; a tal proposito, la terapia ormonale sostitutiva, il consumo di cibi contenenti fitoestrogeni (ad esempio la soia) o l'integrazione alimentare potrebbero costituire un elemento protettivo nei confronti dell'artrosi.

Bibliografia:

  • Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica – Marinelli, Montemarano, Liguori, D'Amora – Piccin – pag 343
  • La cura naturale nell'artrosi – H. G. Schmidt – Hermes edizioni - pag 49:51


Ultima modifica dell'articolo: 12/04/2016