Artrite Reumatoide: Dieta, Integratori, Terapie Alternative

Artrite Reumatoide

L'artrite reumatoide (AR) è una malattia cronica autoimmune che colpisce le articolazioni, le quali si presentano gonfie, dolenti, rigide e calde. Vengono colpiti più comunemente i polsi e le mani (in maniera bilaterale). Questi sintomi dell'artrite reumatoide peggiorano con il riposo assoluto.

Dieta Artrite ReumatoideAltri segni clinici comprendono: basso numero di globuli rossi, infiammazione nei pressi dei polmoni e del cuore, e febbre.
Le cause dell'artrite reumatoide non sono chiare e si ritiene che la malattia dipenda da una combinazione di fattori genetici ed ambientali.

Il meccanismo fisiopatologico di base coinvolge il sistema immunitario, che attacca le articolazioni. Questo si traduce in infiammazione ed ispessimento della capsula articolare, con interessamento anche dell'osso e della cartilagine sottostante.

La diagnosi viene fatta sulla base dei segni e dei sintomi, per mezzo dei raggi X e delle analisi di laboratorio.

Altre malattie che possono mostrare una sintomatologia simile sono: lupus eritematoso sistemico, artrite psoriasica e fibromialgia.
Il trattamento è incentrato sulla riduzione del dolore e dell'infiammazione, e sul miglioramento della funzionalità generale. Dal punto di vista farmacologico, sono di impiego comune gli antinfiammatori e gli antireumatici (per cercare di rallentare la progressione della malattia). La chirurgia è impiegata solo per la “riparazione” e la sostituzione delle articolazioni gravemente danneggiate.
L'incidenza dell'artrite reumatoide è dello 0,5-1% nei paesi industrializzati e ne risento soprattutto le donne; l'età di insorgenza è quella adulta di mezza età.

Dieta e Attività Motoria

Come anticipato, l'artrite reumatoide è una patologia idiopatica che implica l'attivazione del sistema immunitario nei confronti dei tessuti articolari. Ciò significa che attualmente non esiste una cura definitiva, anche se sono stati osservati molti comportamenti in grado di migliorare la sintomatologia e rallentare il progresso patologico; vediamo quali:

  • Dieta: per dire il vero, è ancora incerto se certe misure dietetiche specifiche abbiano un effetto realmente positivo; d'altro canto, esiste una vera e propria strategia alimentare finalizzata alla diminuzione dell'infiammazione articolare.
  • Esercizio fisico regolare: consigliato per mantenere la forza muscolare e la funzionalità fisica generale; peraltro, la fatica di esercizio aiuta a decentrare l'attenzione dai dolori localizzati.
    Nonostante il dolore, è fortemente sconsigliabile interrompere le varie attività occupazionali (della vita quotidiana).

Nutrienti e Integratori

Tra le varie terapie, oltre alle pratiche mediche convenzionali, esistono parecchi sistemi definiti “alternativi”. Si tratta di una dicitura piuttosto generica che comprende una vasta gamma di interventi anche parecchio diversi l'uno dall'altro. Di tutti, quello scientificamente più rilevante è l'integrazione alimentare.

Omega 3 e GLA

Integratori Artrite ReumatoideLe evidenze sperimentali più significative riguardano il supplemento generale con acidi grassi polinsaturi essenziali della serie omega 3 (EPA, DHA e acido alfa linolenico o ALA) e con acido gamma linolenico (o GLA, prevalentemente vegetale, classificato come omega 6 NON essenziale). Il beneficio apportato dalla somministrazione di questi nutrienti sembra modesto ma costante, anche se le evidenze attuali non risultano ancora abbastanza forti da stabilire se gli acidi grassi omega 3 (nello specifico, quelli dell'olio di pesce) siano un trattamento efficace per l'artrite reumatoide.

L'acido gamma linolenico è in grado di ridurre il dolore, il gonfiore e la rigidità articolare; viene considerato generalmente un prodotto sicuro.

Erbe Medicinali

L'American College of Rheumatology non raccomanda l'uso di erbe medicinali, per l'assenza di una base scientifica abbastanza solida da dimostrarne la sicurezza e l'efficacia in sostituzione ai farmaci convenzionali. Peraltro, ricordiamo che certe erbe medicinali, anche se classificate come "naturali", possono essere tossiche o comunque pericolose.
Sulla base di risultati preliminari positivi, risultano ancora in fase di sperimentazione (quindi, non sono ancora raccomandati per l'uso clinico): acido boswellico, curcumina, artiglio del diavolo, Euonymus alatu e Tripterygium wilfordii.

ATTENZIONE! Il “National Center for Complementary and Integrative Health” (NCCIH) ha dichiarato che il Tripterygium wilfordii (conosciuto anche come “thunder god vine”) può causare gravi effetti collaterali.


Esistono anche prove contrastanti sul ruolo degli agenti stimolanti l'eritropoiesi (quelli utilizzati anche per il trattamento dell'anemia, come il ferro e l'acido folico) nei soggetti affetti da artrite reumatoide.
Storicamente, nella cura di questa patologia sono stati utilizzati (in maniera fallimentare) anche: dieta della mela, noce moscata, ortiche, veleno d'api, dieta del rabarbaro, digiuno, miele, vitamine e insulina.

Alimenti per l'Artrite

Sulla base di quanto citato, è dunque possibile stabilire una gamma di alimenti che possono essere utili nel trattamento dell'artrite reumatoide, ovvero quelli ricchi di certi acidi grassi (EPA, DHA, ALA, AGL).
I cibi ricchi di acidi grassi utili sono suddivisi in due gruppi: di origine animale e di origine vegetale. Quelli di origine animale contengono EPA (eicosapentaenoico) e DHA (docosaesaenoico), mentre quelli di origine vegetale contengono l'acido alfa e gamma linolenico (il primo un omega 3 ed il secondo un omega 6); solo le alghe contengono anche EPA e DHA.
Gli alimenti più ricchi di EPA e DHA sono i pesci che provengono dalle acque fredde, l'olio di krill e certe alghe (che possono essere consumate come tali o sotto forma di olio); tra i pesci ricordiamo tutti quelli azzurri come: tonno (più la ventresca del filetto), pesce spada, palamita, sgombro, lanzardo, aguglia o costardella, sugarello, cicerello, papalina, aringa, alaccia, sarda o sardina, acciuga o alice ecc.
Il merluzzo è invece un pesce che ha un'ottima percentuale di EPA e DHA rispetto agli altri acidi grassi ma che, in senso assoluto, ha una concentrazione di lipidi abbastanza ridotta.
Al contrario, il salmone è piuttosto grasso, anche se la percentuale di EPA e DHA risulta molto abbondante soprattutto nei pesci selvatici; quelli di allevamento hanno un profilo chimico diverso.
Come anticipato, il krill (dei mari artici) è ricco di EPA e DHA, ma il suo consumo avviene prevalentemente sotto forma di olio come integratore alimentare; al contrario, traendo ispirazione dalla dieta orientale, anche in occidente si sta diffondendo il consumo di alghe come la kombu. Anche in questo caso, sono disponibili sul mercato certi integratori a base di olio o di polvere (in capsule).
Gli alimenti più ricchi di acido alfa e gamma linolenico sono i semi oleosi ed i relativi oli. Per l'alfa linolenico, le fonti principali sono: semi ed olio di kiwi, di lino, di canapa,  di colza, di ravizzone, di noce e di soia.
Per il gamma linolenico, invece, le fonti prevalenti sono: alghe azzurre (come la spirulina e le klamath), semi ed olio di borragine, di enotera, di ribes nero e di canapa.

Alimenti Nocivi

Se è vero che alcuni alimenti possono favorire la riduzione sintomatologica dell'artrite reumatoide, è altrettanto vero che certi nutrienti ed un eccesso del grasso corporeo ne peggiorano la condizione.

L'obesità consiste in un esubero del grasso corporeo, il quale viene stoccato principalmente nel tessuto adiposo; quest'ultimo non è fatto di materia amorfa, bensì da cellule che interagiscono con il resto dell'organismo. Nello specifico, quando sono troppo gonfie e sollecitate allo sviluppo, queste cellule secernono varie molecole di natura infiammatoria che peggiorano la condizione.

Un eccesso alimentare cronico, causando sovrappeso, costituisce un importante fattore di rischio per l'artrite reumatoide. Inoltre, l'aumento del carico di lavoro sulle articolazioni dolenti non può far altro che aggravare la sintomatologia dolorosa.
E' anche dimostrato scientificamente che l'abuso alcolico incide negativamente sulla malattia favorendone l'insorgenza ed il peggioramento.
Inoltre, mentre gli omega 3 ed il GLA contrastano la tendenza infiammatoria, altre molecole sono in grado di aumentarla. Ad esempio, un eccesso di acido linoleico (un omega 6 essenziale) e soprattutto di acido arachidonico, potrebbero essere coinvolti nell'incremento sanguigno di prostaglandine infiammatorie; i dati sperimentali a sostegno di questa ipotesi sono abbastanza controversi e, più che alla quantità, prendono in oggetto il giusto rapporto con gli omega 3.
L'impatto negativo dei grassi saturi invece è piuttosto eclatante. Questi risultano debilitanti sia dal punto di vista percentuale, sia assoluto. In pratica, non ha importanza quanti lipidi “benefici” vengono assunti con l'alimentazione: un eccesso di grassi saturi ha sempre un effetto negativo sui parametri metabolici dell'infiammazione.

Consigli Pratici

Prima di tutto rammentiamo che, secondo la statistica, chi segue una dieta mediterranea (ricca di ortaggi, cereali integrali e leguminose) ha un rischio inferiore di insorgenza e gravità per l'artrite reumatoide.
In base a quanto specificato nel capitolo precedente, aumentando le quote di EPA, DHA, ALA e GLA con l'alimentazione potrebbe essere possibile ridurre la gravità dell'artrite reumatoide. Ciò nonostante, non tutti sono in grado di strutturare accuratamente la propria dieta; ecco perché di seguito offriremo alcune linee guida utili ad organizzare un regime nutrizionale per l'artrite reumatoide.
Iniziamo sottolineando che, prima di cominciare l'assunzione di integratori, è necessario verificare che la dieta di base rispetti i principi di una sana e corretta alimentazione.
Come anticipato, le fonti principali di acidi grassi utili per l'artrite reumatoide sono: semi ed oli, pesce azzurro o d'acqua fredda, krill ed olio, alghe ed olio. Per quel che riguarda le porzioni, la frequenza di consumo, la conservazione e la cottura, di seguito riassumeremo i punti fondamentali:

  • Consumare pesce azzurro 2-4 volte alla settimana; le porzioni dovrebbero essere comprese tra 150 e 250g.
  • Utilizzare metodi di cottura delicati, senza applicare temperature molto elevate (ad es. NO alla frittura, SÌ alla cottura a vapore). Questo perché i grassi polinsaturi non resistono alle alte temperature e si deteriorano facilmente perdendo ogni funzione metabolica.
  • Consumare i semi oleosi ricchi di ALA e GLA ogni giorno, ma in completamento ad altre ricette; ad esempio, aggiungendo un cucchiaio di semi di lino nei cereali per la colazione.
  • Selezionare accuratamente i semi oleosi facendo attenzione che non contengano troppo acido linoleico. Questo acido grasso polinsaturo essenziale appartenente agli omega 6 potrebbe avere un effetto negativo se consumato in eccesso rispetto agli omega 3. NON tutti i semi oleosi sono uguali! Preferire ad esempio le noci, i semi di lino ed i semi di canapa.
  • Consumare rigorosamente a crudo gli oli ricchi di omega 3 e GLA (come condimento), facendo attenzione che siano ricavati mediante processi di spremitura a freddo; è importante conservarli per breve tempo, in bottiglie scure ed in frigorifero.
  • Inserire le alghe nella dieta, anche se “una tantum”.
  • Utilizzare integratori alimentari a base di krill o alghe, stabilendone la dose con uno specialista.

Inoltre:

Terapie Alternative

Pur non essendoci sufficienti prove scientifiche a sostegno dell'efficacia delle così dette terapie alternative, molti soggetti hanno trovato un giovamento nel seguire certi principi curativi diversi dalla terapia medica tradizionale.
Alcune pratiche che interessano la mente e/o il corpo, così come il supplemento nutrizionale con integratori alimentari, possono aiutare nella riduzione dei sintomi dell'artrite reumatoide; alcune completano i trattamenti convenzionali, ma non esistono prove scientifiche che consentano di trarre conclusioni soddisfacenti.
Una revisione sistematica del 2015 sulle CAM (Complementary and Alternative Medicine) ha rilevato che i dati ad oggi disponibili non giustificano l'utilizzo delle terapie complementari nella gestione dell'artrite reumatoide, ad eccezione dell'olio di pesce. Gli studi che dichiarano l'opposto sono detti pubblicazioni di tipo bias (unilaterali e non imparziali) e risultano generalmente di bassa qualità metodologica.
Un'altra revisione più datata stabilisce che la terapia laser a bassa intensità può essere utilizzata per diminuire la percezione del dolore e la rigidità mattutina causate dall'artrite reumatoide in quanto, a prescindere dall'efficacia, non presenta effetti collaterali degni di nota.
Vi è anche qualche evidenza che il Tai Chi (arte marziale cinese) possa migliorare la capacità di movimento articolare nelle persone affette da artrite reumatoide.
Gli studi sull'agopuntura sono inconcludenti.
Il dispositivo di filtraggio del sangue “Colonna Prosorba”, finalizzato alla rimozione delle IgG per il trattamento dell'artrite reumatoide, nel 1999 venne approvato dalla “Food and Drug Administration”; tuttavia è stato sospeso alla fine dell'anno 2006.


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Bibliografia:

  • Artrite reumatoide e complementari approcci salute - National Center for Complementary and Integrative Health - 1 luglio 2015.
  • Low level laser therapy (Classes I, II and III) for treating rheumatoid arthritis - Brosseau L, Robinson V, Wells G, Debie R, Gam A, Harman K, Morin M, Shea B, Tugwell P (2005) - Cochrane Database Syst Rev. 4 (4): CD002049.
  • Tai Chi nel trattamento dell'artrite reumatoide - Han, Alice; Judd, Maria; Welch, Vivian; Wu, Taixiang; Tugwell, Peter; Pozzi, George A (2004) - Cochrane Database of Systematic Reviews (3).
  • Erbe medicinali per il trattamento dell'artrite reumatoide: una revisione sistematica - Soeken, K L; Miller, S A; Ernst, E - Centre for Reviews and Dissemination. National Institute for Health Research - 23 Marzo 2013.
  • Rimedi erboristici, integratori e agopuntura per l'artrite - American College of Rheumatology - 3 Maggio 2013.
  • Agenti stimolanti l'eritropoiesi per l'anemia in artrite reumatoide - Martí-Carvajal, Arturo J; Agreda-Pérez, Luis H; Solà, Ivan; Simancas-Racines, Daniel (2013) - Cochrane Database of Systematic Reviews 2013 - 20 Ottobre 2014.


Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016