Dieta ed Anemia

L'anemia è una patologia che spesso ha origini nutrizionali, pertanto, alcune modifiche nella dieta potrebbero migliorare significativamente il quadro patologico e sintomatologico dei pazienti che ne sono affetti.Dieta Anemia

Cause e sintomi dell'anemia: il ruolo della dieta

L'anemia è un'alterazione generica dei valori ematici di emoglobina (Hb) che si ripercuote sullo stato di salute generale del soggetto; i cutoff (o valore di soglia) per l'Hb che indicano anemia sono:

  • <14 mg/dl nell'uomo
  • <12 mg/dl nella donna
  • < 11 mg/dl nella gravida

La riduzione dell'Hb è direttamente correlata al calo dell'ematocrito (Hc), il quale è responsabile della capacità di trasporto dell'ossigeno ai tessuti; i cutoff per l'HC che indicano anemia sono:

  • < 40% nell'uomo
  • < 37% nella donna

L'anemia si differenzia in base all'agente eziopatologico responsabile della sua comparsa; le forme anemiche che derivano dalla scorrettezza o insufficienza della dieta sono: l'anemia sideropenia (da carenza di ferro [Fe] nutrizionale) e l'anemia perniciosa, (da carenza vitaminica nutrizionale: acido folico e/o cobalamina - B12). Spesso, all'insufficienza alimentare si associano:

I sintomi dell'anemia sono legati soprattutto all'astenia (stanchezza ed affaticabilità), difficoltà a concentrarsi, cefalea (mal di testa), vertigini (soprattutto nel passaggio dalla posizione distesa a quella eretta) e ragadi agli angoli della bocca (piccoli o grandi tagli). Ovviamente, la manifestazione sintomatologica dell'anemia può essere estremamente ampia e variegata, soprattutto se caratterizzata da una lunga storia patologica.

Quale dieta in presenza di anemia?

La dieta per l'anemia deve ottemperare in maniera soddisfacente ai fabbisogni nutrizionali soggettivi, con particolare riferimento all'apporto di ferro, acido folico e cobalamina, nutrienti per cui i LARN* suggeriscono le seguenti razioni giornaliere:



FERRO ACIDO FOLICO COBALAMINA (Vit B12)

Lattanti

7mg 50mcg 0,5mcg

Bambini

7-9mg 100-150mcg 0,7-1,4mcg

Maschi >11 anni

12mg 180-200mcg 2mcg

Femmine in età pre-puberale

12mg 180-200mcg 2mcg

Femmine in età fertile

18mg 180-200mcg 2mcg

Femmine in menopausa

12mg 180-200mcg 2mcg

Femmine gestanti

30mg 400mcg 2,2mcg

Femmine nutrici

18mg 350mcg 2,6mcg

* Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti per la popolazione italiana


Le raccomandazioni da seguire nella dieta per l'anemia sono diverse:

  1. innanzitutto, si consiglia di raggiungere le razioni raccomandate di cui sopra (non è facile! Soprattutto per le gravide, le nutrici e per chi segue regimi alimentari come il veganismo, tutte categorie di soggetti alle quali vengono spesso prescritti specifici integratori). Per approfondire leggi l'articolo: alimenti ricchi di ferro
  2. in secondo luogo, è indispensabile verificare che l'apporto di ferro nella dieta sia coperto per circa 2/3 dalla sua forma ridotta, detta ferro ferroso (Fe++ o ferro eme, il quale si trova soprattutto negli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova) legato all'eme (gruppo funzionale dell'emoglobina). Al contrario, il ferro ferrico (Fe+++) derivante dagli alimenti di origine vegetale (radicchio verde, spinaci, rucola ecc.) dovrebbe costituire al massimo 1/3 del ferro totale, in quanto, essendo in forma ossidata, è scarsamente biodisponibile all'assorbimento intestinale. Per approfondire leggi l'articolo: assorbimento intestinale del ferro
  3. La dieta per l'anemia deve anche garantire l'apporto vitaminico essenziale di acido folico e cobalamina (indispensabili per la sintesi degli acidi nucleici cellulari, quindi anche dei globuli rossi). Le più generose fonti alimentari di acido folico sono i vegetali a foglia verde: spinaci, broccoli, asparagi, lattuga ecc., mentre la vitamina B12 abbonda nei prodotti di origine animale: carne, uova e pesce.
  4. Di fondamentale importanza anche l'apporto di vitamina C, che reagisce chimicamente assieme al ferro. Nel lume intestinale, l'acido ascorbico interviene preservando la forma ridotta del ferro ferroso e tende a convertire (quindi a ridurre) lo ione ferrico in ferroso, potenziandone la biodisponibilità all'assorbimento intestinale. Inoltre, ne favorisce il trasferimento dalla transferrina plasmatica (proteina di trasporto del ferro nel sangue) a quella tissutale ed aumenta la biodisponibilità cellulare aumentando la stabilità del legame stesso. L'aggiunta di limone ad una bistecca di carne rossa si rivela quindi ideale per garantire l'assorbimento e la biodisponibilità del ferro nella dieta dell'anemico.
  5. Nella dieta per l'anemia si consiglia anche di non introdurre nello stesso pasto alimenti che contengono elevate quantità di calcio, di fosforo e di ferro, in quanto questi ioni entrano facilmente in competizione per l'assorbimento intestinale (generalmente a favore del fosforo e del calcio). Nell'alimentazione dell'anemico, quindi, si sconsiglia l'abbinamento di carne e formaggi o altri latticini all'interno dello stesso pasto.
  6. Inoltre, sarebbe opportuno limitare il consumo di alimenti ad alto contenuto di fitati (ad esempio tè nero) ed ossalati (ad esempio il rabarbaro); queste molecole, a causa della loro funzione chelante, vincolano il ferro, riducendone la captazione da parte degli enterociti.

Vedi anche: Dieta contro l'Anemia dell'Atleta »



Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016