Datteri di Mare

Generalità sui Datteri di Mare

I datteri di mare sono molluschi bivalvi (o lamellibranchi) commestibili. La loro prelibatezza li ha resi un prodotto della pesca molto ambito ed apprezzato, ma anche protetto in parecchie zone del pianeta. In italia e in altri Paesi, il dattero di mare è infatti considerato una specie protetta.
Datteri di MareI datteri di mare appartengono alla famiglia Mytilidae (come le cozze), Genere Lithophaga, Specie lithophaga; la nomenclatura binomiale dei datteri di mare è Lithophaga lithophaga. NB. Estremamente simile (appartenente alla medesima Famiglia), anche se classificato con la nomenclatura binomiale Pholas dactylus, è il dattero bianco.
I datteri di mare, purtroppo (ed ora vedremo perché), costituiscono una vera prelibatezza. Si caratterizzano infatti per una particolarissima nicchia ecologica, che prevede l'insediamento del mollusco all'interno delle rocce calcaree; qui, erodono il proprio alloggio grazie a particolarissime secrezioni acide, secrete da ghiandole specializzate, in sinergia all'attrito meccanico esercitato con la conchiglia.
I datteri di mare, in genere, non possono essere catturati senza rompere lo scoglio nel quale si insediano e, anche per questo motivo, il loro prelievo è divenuto proibito dalla legge. La scarsa densità di popolazione (dovuta all'estrema lentezza con la quale si accrescono), e la necessità di deturpare il litorale costiero per estrarli, hanno fatto dei datteri di mare uno dei lamellibranchi più soggetti a tutela ambientale dell'intera categoria.
L'apporto nutrizionale dei datteri di mare è leggermente differente rispetto a quello delle cozze.

Descrizione dei datteri di mare

I datteri di mare hanno la forma di un'ellisse stretta e lunga, con una delle due estremità più arrotondata dell'altra. Il colore è bruno scuro con sfumature di ruggine, ha una certa fosforescenza ma all'interno presenta un pigmento bianco-celeste tipicamente madreperlaceo. La conchiglia dei datteri di mare è composta da due valve equivalenti che, all'esterno, mostrano evidenti linee di accrescimento.
I datteri di mare raggiungono dimensioni di 8-10cm, ma la crescita è estremamente lenta; impiegano fino a 20 anni per concludere appena 5cm di lunghezza.
I datteri di mare presentano dimorfismo sessuale e si riproducono nei mesi estivi di luglio ed agosto. Il primo stadio dei neonati è larvale; essi, trasportati dalla corrente, tendono ad aggrapparsi alle rocce (o alle conchiglie) per mezzo del bisso (ciuffo di fibra analogo a quello delle cozze) che, in un secondo momento, cadrà.
Sono ampiamente diffusi nel mar Mediterraneo ma, contrariamente a quanto menzionato in certe fonti bibliografiche, la loro presenza NON interessa (o solo marginalmente) il litorale Adriatico occidentale, che parte dal Veneto e finisce in Abruzzo.

Pesca dei datteri di mare

Come anticipato, la pesca dei datteri di mare è considerata una pratica fuori legge. L'Italia, ancor prima dell'Unione Europea, ne vietò la pesca con un decreto ministeriale del 1998; negli altri paesi d'Europa fu necessario attendere il 2006 (Art. 8 Regolamento CE 1967/2006).
Dei datteri di mare, oltre alla pesca, in Italia ed in Europa ne è totalmente abolito il commercio (Art. 8 Regolamento CE 1967/2006 con proroga al 30 settembre 2007). Le motivazioni sono chiare; come citato anche nelle norme vigenti, il prelievo dei datteri di mare (che prevede l'utilizzo di martelli pneumatici o, nel piccolo, di scalpelli manuali):

  • Comporta il danneggiamento irreversibile delle coste di natura calcarea
  • Può compromettere seriamente la sopravvivenza della Specie.

Ovviamente, tutt'oggi si assiste alla continua trasgressione della legge che ne regola l'attività di prelievo; le operazioni di bracconaggio vengono frequentemente intercettate e sanzionate, ma ciò non sembra sufficiente ad eradicare l'abitudine nella popolazione locale (soprattutto nelle zone del sorrentino e delle isole, grandi e piccole, del sud Italia; decisamente meno problematica la situazione del centro-Nord).

Gastronomia e caratteristiche nutrizionali dei datteri di mare

Va da sé che, trattandosi di una Specie protetta, di seguito NON riporterò alcuna ricetta di preparazione dei datteri di mare.
Inoltre, poiché attualmente i datteri di mare risultano ancora ben presenti nel mercato nero dei prodotti vietati, soprattutto al fine di scoraggiarne la cattura, ho deciso di prescindere totalmente sia dai consigli per l'acquisto, sia dalle note inerenti l'igiene alimentare e la conservazione.
Mi limiterò quindi a riferire che i datteri di mare possono essere preparati in maniera analoga agli altri bivalvi e che risulta parecchio diffuso anche il consumo " a crudo", nel quale è particolarmente evidente il contenuto in carboidrati.


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Dal punto di vista chimico-nutrizionale, i datteri di mare non rientrano frequentemente nelle tabelle di composizione diffuse dagli enti di ricerca. Alcune fonti, delle quali non mi è possibile stabilire l'attendibilità, elencano i seguenti parametri:
Acqua: 74,6g, Carboidrati: 24,2%, Grassi: 6,9%, Proteine: 68,9%, Calcio: 31,0mg, Ferro: 3.19,g, Fosforo: 190,0mg, Magnesio: 48,0mg, Manganese: 0,04mg, Potassio: 250,0mg, Selenio: 0,04,g, Sodio: 301,0mg.