Crusca di Frumento

La crusca di frumento è un prodotto di scarto derivante dalla raffinazione del triticum eastivum.

Crusca di FrumentoLa crusca di frumento nasce come residuo di lavorazione destinato all'alimentazione animale; pertanto, i costi relativi al suo acquisto ERANO pressoché nulli; tuttavia, ad oggi, la crusca di frumento viene commercializzata alla stregua di un integratore alimentare per la "regolarizzazione dell'intestino", e spesso costituisce un ingrediente essenziale di alimenti dietetici e/o addizionati.

Analizzando il valore economico REALE della crusca di frumento e rapportandolo al prezzo di commercializzazione, è facile intuire che la differenza in utile oltrepassa il 10.000%. Questo accade fondamentalmente per due motivi:

  • L'industria dell'integrazione alimentare è un settore nel quale PER DEFINIZIONE si cerca il massimo guadagno con la minima spesa, curando relativamente poco la concreta utilità del prodotto venduto. Nel caso specifico, la crusca di frumento viene proposta come ingrediente essenziale

    In realtà, la crusca di frumento rappresenta uno scarto di raffinazione; pertanto, venderlo ed enfatizzarne le caratteristiche rappresenta una semplice "manovra economica".

  • I costi del packaging e della commercializzazione stessa superano di gran lunga il valore della crusca di frumento; pertanto, il ricarico attribuitole incide PIU' dei costi della materia prima. Inoltre, se consideriamo che nella produzione automatizzata della farina NON ESISTE PIU' la macinatura per "farina integrale", è intuibile che il processo per ottenerla possa essere il seguente:
    • Separazione della crusca dal frumento
    • Produzione della farina raffinata
    • Ri-addizione della crusca di frumento alla farina raffinata.

In tal modo, le industrie alimentari ottengono costi GENERALI di produzione inferiori (per il mantenimento di un solo impianto), ma spendono di più per la ri-addizione di crusca nella farina integrale rispetto al prodotto raffinato.


Dal punto di vista nutrizionale, la crusca di frumento è una componente che arricchisce la dieta di fibra alimentare INSOLUBILE. Per quanto possa essere utile alla prevenzione di stipsi, sindrome del colon irritabile e cancro al colon, la sua utilità nel trattamento della diverticolosi è opinabile. La crusca di frumento (per l'uomo) non è totalmente digeribile, ne deriva che durante la digestione i suoi residui potrebbero infiltrarsi all'interno dei diverticoli, infiammandoli ed originando la diverticolite. Al contrario, nel trattamento della diverticolite sarebbe molto più utile consumare frutta ed ortaggi (senza buccia e senza semi) in quanto più ricchi di fibra SOLUBILE (non digeribile ma gelificante).


Composizione nutrizionale della crusca di frumento:


Energia KCal 206
Acqua g 8.2
Protidi g 14.1
Lipidi g 5.5
  Saturi g 0.89
  Monoinsaturi g 0.87
  Polinsaturi g 2.82
  Ac. Linoleico g 2.63
  Ac Linolenico g 0.19
Colesterolo mg 0
Glucidi g 26.6
  Semplici g 3.8
Ferro g 12
Magnesio mg 550
Tiamina mg 0.89
Niacina mg 29.6
Tocoferolo mg 1.6

Analizzando la composizione chimica della crusca di frumento pare ovvio che la raffinazione delle farine non può far altro che impoverire gli alimenti. Innanzi tutto, l'apporto energetico della crusca di frumento è inferiore del 45% rispetto alla farina raffinata; ciò significa che consumare un prodotto non depurato avvantaggerebbe l'ipocaloricità dei cibi, prevenendo l'incremento del peso ponderale. In secondo luogo, la crusca contiene una maggior quantità di proteine e di grassi polinsaturi essenziali. Inoltre, analizzando l'aspetto micro-nutrizionale, la crusca di frumento vanta ottime quantità di:

  • Ferro: che pur non essendo in forma EME, contribuisce positivamente all'apporto giornaliero
  • Magnesio: che essendo un alcalinizzante, è molto utile nell'omeostasi salina dello sportivo
  • Tiamina: che dovrebbe essere introdotta in dosi di 0,4 mg ogni 1000 kcal
  • Niacina: contenuta in quantità decisamente MASSICCE e che dovrebbe essere introdotta in dosi di 6,6 mg ogni 1000kcal
  • Tocoferolo: strettamente legato all'apporto di acidi grassi polinsaturi (PUFA) e che dovrebbe essere introdotto in dosi di 0,4mg ogni 1g di PUFA, per un totale di circa 8mg/die.

In definitiva, la crusca di frumento non è un alimento che vale il costo di commercializzazione ATTUALE; tuttavia, la sua decurtazione dalle farine del grano penalizza significativamente la qualità alimentare di tutti i suoi derivati: pasta, pane, pasticceria e prodotti da forno in genere.



Ultima modifica dell'articolo: 15/03/2016