Chianti Classico

Cos'è il Chianti Classico?

Il Chianti Classico è un vino rosso italiano, originario di Castellina in Chianti, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti; dal 1984, gode del marchio DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), il riconoscimento più alto per i vini italiani di qualità.

Chianti Classico

Riconoscimento editoriale: Shutterstock.com

Il Chianti Classico invecchiato per almeno due anni (stimati dal 1° gennaio dell'anno di vendemmia), di cui almeno tre mesi in bottiglia, e con una gradazione di almeno 12,5° può guadagnare il titolo di “Chianti Classico Riserva”.

La nomea di “Gran Selezione” è un ulteriore riconoscimento che il vino consegue rispettando criteri più rigidi (invecchiamento minimo di 30 mesi e presenza di caratteristiche chimiche e organolettiche qualitativamente adeguate).

Abbinamenti

Abbinamento enogastronomico del Chianti Classico

Il Chianti Classico si presta ad accompagnare soprattutto la carne, che sia bianca, rossa o nera; si sposa anche con alcune frattaglie.

E' famoso l'abbinamento tra Chianti e carne arrosto di maiale, manzo e pollame, ma anche con stracotti a base di lepre e con formaggi locali stagionati. Più che tradizionale è l'accostamento del Chianti alla bistecca “Fiorentina”, ai salumi di Cinta Senese e di Cinghiale. E' ottimo con il fegato di vitello e con le fave (lì note come “baccelli”).
La temperatura di servizio del Chianti Classico è di 16-18 °C; richiede d'essere stappato almeno due ore prima e, se invecchiato, ne esalta le caratteristiche la pratica dello scaraffamento in appositi decanter, debitamente sciacquati e asciugati.

Zona

Zona di produzione del Chianti Classico

Oggi la zona di produzione del Chianti Classico, collocata nel cuore della Toscana (tra la provincia di Siena e Firenze), è vasta oltre settantamila ettari. Questo territorio è caratterizzato da un terreno drenante, poco umido, arenaceo, calcareo, marnoso, con scisti argillosi, sabbia e ciottoli.

Il clima (continentale) e la morfologia collinare e degli appezzamenti favoriscono la luminosità, il caldo (anche nel primo autunno) ma in alcun modo l'afosità (nemmeno in luglio e agosto). Le escursioni termiche tra la fase diurna e notturna prevengono la maturazione eccessivamente rapida, incompleta e parziale (solo dei grappoli più esposti), assicurando un grado zuccherino adeguato e la formazione di composti essenziali alla maturazione del colore, del bouquet della gradazione alcolica (mai inferiore a 12°).
La raccolta e la lavorazione (con tecniche di vinificazione diverse) dell'uva dei vari tipi di Sangiovese avviene quasi sempre in maniera separata e specifica.

Vitigni

Vitigni del Chianti Classico

Il Chianti Classico è un vino composto prevalentemente da uve di Sangiovese; in alternativa può essere formato da un uvaggio con non più del 20% di altri vitigni di uva nera coltivati in Toscana (soprattutto Canaiolo e Malvasia, meglio se entrambi e in egual misura).
Il Sangiovese è un vitigno non troppo delicato, ma con produzione suscettibile alle variabili sia climatiche che territoriali; ergo, l'uva dello stesso Sangiovese coltivato a climi differenti e/o su terreni diversi, pur lavorato in maniera identica, darà origine a vini con bouquet molto differente.

Chianti Classico UvaPur essendo considerato il vitigno toscano per eccellenza (anche grazie a un altro vino locale pregiatissimo ottenuto con le stesse uve, ovvero il Brunello di Montalcino), il Sangiovese non rende in maniera eccelsa su tutto il territorio regionale. In particolare, i sentori floreali maturati nel Chianti Classico sono prerogativa dei terreni arenari, mentre le note di frutti di bosco provengono dalla componente calcarea.

La resa per ettaro del Sangiovese utilizzato per il Chianti Classico è volutamente modesta, per massimizzare ed enfatizzare tutte le caratteristiche di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Caratteristiche

Caratteristiche enologiche del Chianti Classico

Il Chianti Classico è un vino molto pregiato. Le sue caratteristiche enologiche sono rinomate in tutto il mondo e viene globalmente considerato una delle punte di diamante tra i vini del Bel Paese.
Il Chianti Classico è un vino limpido, color rubino anche intenso e profondo. All'olfatto si presenta con note floreali di mammole e giaggiolo, armonizzate da un tipico sentore di frutti rossi; alcuni prodotti di nicchia, spesso invecchiati, hanno note speziate e balsamiche.

Il sapore del Chianti Classico è armonico, asciutto, sapido, tannico e tendente alla morbidezza prolungando il tempo di maturazione.

Produzione

Cenni di produzione del Chianti Classico

Il disciplinare DOCG del Chianti Classico è abbastanza restrittivo. Vengono utilizzati solamente vigneti a giacitura collinare e orientamento adatti, ad altitudine pari o inferiore a settecento metri.

Il substrato del suolo dev'essere arenaceo, calcareo, marnoso, da scisti argillosi, da sabbia e ciottoli; al contrario, non sono adatti i vigneti su terra umida, argillosa e collocati a fondovalle.

Gli impianti nuovi e quelli rinfoltiti devono necessariamente avere una densità pari o superiore a quattromila e quattrocento ceppi per ettaro. Sono vietati:

  • Qualunque tipo di forzatura nella produzione; mentre è concessa l'irrigazione di soccorso.
  • L'utilizzo di tetti orizzontali; mentre il sistema di coltivazione tradizionale è costituito dal guyot, dall'archetto toscano e dal cordone speronato.

Durante il processo di vinificazione del Chianti Classico si ammette il “governo all'uso Toscano” (pratica enologica tradizionale), cioè una rifermentazione del vino già svinato con uve dei vitigni blandamente appassite.

Il disciplinare impone che qualsivoglia passaggio della produzione venga fatto nell'area geografica specifica; eventuali deroghe devono essere approvate ed autorizzate.

L'invecchiamento minimo del Chianti Classico è fino al primo giorno del mese di ottobre dell'anno successivo alla vendemmia.

Storia

Cenni storici sul Chianti Classico

Il termine “Chianti” potrebbe derivare dal nome latino “clangor”, rumore, per ricordare il frastuono delle battute di caccia tipiche delle foreste in loco. Oppure dall'etrusco clante (acqua), cognome di famiglie che vivevano nella zona o indicativo della ricchezza idrica nel territorio.
La notorietà della vinificazione nella zona del Chianti risale al 1200, riferendosi alla “Lega del Chianti” fiorentina dei produttori di vino rosso sangiovese. Lo stemma della lega era costituito da un “gallo nero”, poi mantenuto dal “Consorzio del Chianti Classico”.

Alla fine del XV secolo si parlava già di “vino del Chianti” e dal 1600 divenne un importante prodotto di esportazione

. Già nel 1700 i Medici (famiglia regnante) iniziarono a delimitare la zona di produzione di questo vino, anche se diversa da quella stabilita nel XX secolo.

Nel 1800 si iniziò a comporre uvaggi per migliorare la qualità del vino Chianti, nonché la tecnica del “governo all'uso Toscano”.




Ultima modifica dell'articolo: 19/08/2017