Astaxantina

Descrizione dell'astaxantina: potere antiossidante

L'astaxantina è una molecola estratta dall'Haematococcus pluvialis, un'alga verde nota per l'elevato potenziale antiossidante 1, 2.

Haematococcus pluvialisL'astaxantina è un carotene, pertanto una provitamina A; si tratta quindi di un elemento lipofilo, ovvero di un principio attivo termostabile che si diffonde efficacemente soprattutto nei tessuti ad alta concentrazione grassa: tessuto adiposo, sistema nervoso centrale, sistema tegumentario (pelle), polmone ecc.

L'astaxantina viene utilizzata come antifotosensibilizzante, ovvero come molecola in grado di inibire gli effetti collaterali scatenati dalla fotosensibilità; quest'ultima può essere definita come una "reazione eccessiva verso esposizioni, tendenzialmente innocue, alle radiazioni solari comprese nell'intervallo dell'ultravioletto (UVA) o del visibile".

Astaxantina - Struttura Chimica

Astaxantina: struttura chimica

L'astaxantina è un antiossidante che riduce le reazioni di fotosensibilizzazione

L'astaxantina è l'antiossidante più potente "ad oggi" conosciuto; è ormai noto che i suoi effetti di protezione dai radicali liberi siano ben 550 volte più potenti del tocoferolo (vit. E).
In virtù del suo potere antiossidante, l'astaxantina risulta anche una molecola in grado di ridurre o annullare le manifestazioni cliniche della fotosensibilità. Queste sono simili ad "intense scottature solari" e rappresentano alterazioni cutanee caratterizzate da eritema, edema, papule, reazioni orticarioidi (prurito) associate a vescicole nelle zone più esposte (apice dell'orecchio, naso, guance, nuca, avambracci e dorso delle mani); più raramente, la reazione di fotosensibilità si estende a tutto il corpo.

L'astaxantina incide positivamente sulla fertilità

L'astaxantina è stata sperimentata come integratore alimentare per l'incremento della fertilità nell'uomo.
Il primo studio3 randomizzato si è svolto in doppio cieco ed ha osservato le reazioni conseguenti all'integrazione con astaxantina naturale (AstaReal', Gustavsberg, Svezia) e placebo in maschi di un campione di coppie INFERTILI; i soggetti presentavano un liquido seminale con valori di riferimento inferiori a quelli raccomandati dal World Health Organization (WHO - organizzazione mondiale della sanità). L'integrazione alimentare con astaxantina ha determinato:

  • La RIDUZIONE della Reactive Oxygen Species (ROS - radicali liberi dell'ossigeno) nel liquido seminale
  • La RIDUZIONE sierica dell'inibina B (ormone che inibisce selettivamente la produzione di Follicle Stimulating Hormone [FSH o ormone follicolo stimolante] responsabile della produzione di spermatozoi)
  • L'AUMENTO della motilità progressiva lineare rapida degli spermatozoi
  • NESSUNA VARIAZIONE SIGNIFICATIVA della morfologia degli spermatozoi
  • L'AUMENTO dei livelli di gravidanza totale e gravidanza mensile del 54,5% e 23,1%, rispetto al gruppo di placebo che, al contrario, ha riportato valori inferiori: 11,2% e 3,6%.

Integratori di astaxantina: modalità d'assunzione

Come anticipato, l'astaxantina è una provitamina A; la sua integrazione non è soggetta a raccomandazioni particolarmente vincolanti, ma a grandi linee se ne consiglia l'assunzione per OS tra i 2 e gli 8mg/die. Astaxantina negli AlimentiPer uso topico è possibile raggiungere le 20-100 parti per milione.

Astaxantina negli alimenti

L'astaxantina è un carotene lipofilo, quindi un pigmento rosso porpora facilmente identificabile. La sua sintesi avviene esclusivamente negli organismi di tipo vegetale (vedi l'alga Haematococcus pluvialis), che entrando nella catena alimentare penetrano prima nelle carni dei crostacei (gamberi, mazzancolle, granchi ecc.) e poi in quelle dei pesci.
Esempi tipici di pesci ricchi di astaxantina sono il salmone e la trota salmonata (le cui carni rossastre sono dovute all'integrazione alimentare pilotata dall'uomo con piccoli crostacei rossi... al contrario di quanto si pensi, quindi, la trota salmonata NON è un incrocio tra la trota ed il salmone!).
Chi tra i lettori si diletta (o si è dilettato) con assiduità nelle arti culinarie avrà notato più volte che, concludendo la cottura dei crostacei in padella (ad esempio, mazzancolle saltate al brandy o in sciarpa di lardo), l'olio di rimanenza assume un gradevole colore rossastro. Quel pigmento è per l'appunto l'axantina che, grazie alla tipica liposolubilità, si diffonde rapidamente nel grasso di cottura dei crostacei.


Bibliografia:

  1. Iwamoto et al. – 2000
  2. Goto et al. – 2001
  3. Comhaire et al. - 2005
  4. Andrologia clinica – W.-B. Schill, F. H. Comhaire, Ti. B. Hargreave – Springer - pag 574