Apnea Subacquea - Rischi e Pericoli

Rischi e pericoli legati all'apnea eccessivamente protratta: stato pre-sincopale o Samba e Black-out

SubacqueiQuando l'apneista per alcuni motivi (mai sufficienti a giustificare l'accaduto) sbaglia nel calcolo dell'apnea e forza la prestazione posticipando la risalita, compromette significativamente il proprio stato di salute ed incrementa esponenzialmente il rischio di morte. Gli infortuni sono legati soprattutto alla carenza di ossigeno (e parallelamente all'incremento dell'anidride carbonica) verso i tessuti e soprattutto nei confronti del sistema nervoso centrale (SNC). In tal caso, le reazioni sono estremamente soggettive ma nella maggior parte dei casi si manifestano reazioni involontarie quali black-out e/o la Samba.

  • Samba: meglio definito (ma non del tutto propriamente) stato prensicopale, spesso precede il black-out. Si riconosce per la cosciente ma discontrollata attivazione motoria che spesso ripercorre i movimenti antecedenti l'infortunio; la Samba è il frutto reversibile di numerose ma piccole necrosi ipossiche dovute all'apnea prolungata, facilmente visualizzabili con la tomografia computerizzata (TAC) o con la risonanza magnetica cerebrale (RMC)
  • Black-out: anche comunemente associato alla sincope (con la quale condivide l'arresto respiratorio MA NON quello cardiaco); pare che sia una reazione cerebrale alla carenza di ossigeno plasmatico. Attraverso il black-out, il cervello scollega tutte le funzioni tranne quelle vitali (e temporaneamente anche la ventilazione polmonare) nel tentativo di risparmiare ossigeno per le proprie cellule nervose. Il blackout si caratterizza per lo stato di totale incoscienza associato ad irrigidimento muscolare (che rende più difficile l'insufflazione), ed induce la necrosi relativamente estesa di un'area della corteccia cerebrale (anch'essa visibile alla TAC o RMC); nel black-out il cuore continua a pulsare ed a perfondere il poco ossigeno rimasto nel plasma ai tessuti, e per questo motivo, se trattato tempestivamente, rappresenta una condizione facilmente reversibile. Ovviamente, la presenza di acqua nei polmoni può determinare l'annegamento, ma pur considerando l'eventualità che i polmoni rimangano asciutti, se il soggetto non viene riportato in superficie con naso e bocca totalmente emersi e liberi, non potrà comunque riacquisire la ventilazione e la perfusione necessarie.
  • Lesioni cerebrali permanenti: nel caso in cui il pericolante venga rianimato al limite delle sue possibilità, le necrosi cerebrali indotte dall'ipossia prolungata potrebbero risultare irreparabili e determinare serie compromissioni funzionali paragonabili a quelle dell'ictus cerebrale.
  • Morte: in caso di black-out è possibile affermare che la quantità gassosa del sangue possa garantire la sopravvivenza dell'infortunato per alcuni minuti; se i soccorsi non sono in grado di ripristinare tempestivamente la ventilazione e/o il ritmo cardiaco, è possibile che sopraggiunga la morte cerebrale.

Rischi e pericoli di tipo Otorinolaringoiatrico (ORL)

Nell'apnea subacquea i rischi ed i pericoli correlati, di tipo otorinolaringoiatrico, sono diversi:

  • Rinite, sinusite, faringite e laringite: questi due disturbi, generalmente caratterizzati da eziologia estranea all'ambiente marino (reazioni allergiche, infezioni virali, batteriche o micotiche), impediscono totalmente la pratica dell'apnea profonda e spesso anche quella dell'apnea dinamica. Rendono impossibile la compensazione dei timpani (per gonfiore delle mucose relative all'imboccatura delle tube di eustachio) e dei seni (cavità dello splancnocranio). I seni e le tube sono spazi generalmente pieni d'aria, che se ostruiti dal muco subiscono la pressione idrostatica determinando fitte lancinanti seguite da rotture capillari e piccole emorragie.
  • Otite barotraumatica: rappresenta lo spauracchio di ogni apneista. L'otite barotraumatica è una lesione del timpano o dell'orecchio medio ed interno dovuta alla pressione idrostatica NON adeguatamente compensata. Nel caso in cui si tratti dell'infiammazione o della rottura della membrana timpanica (ed anche in questo caso dipende dalla sede della lesione), di solito si tratta di condizioni facilmente reversibili senza grosse conseguenze per la funzione uditiva (purché adeguatamente trattate e non ripetute); al contrario, se il danno colpisce o si estende all'orecchio medio ed interno, l'entità della lesione è estremamente più grave. In tal caso è indispensabile recarsi immediatamente in un centro iperbarico per la relativa terapia in camera specifica; i danni all'orecchio medio ed interno possono portare alla sordità totale. Di solito, entrambe sono caratterizzate da forte dolore ma può capitare che la lesione all'orecchio medio ed interno non provochi una sintomatologia proporzionale all'entità del danno, compromettendo la tempestività della diagnosi, quindi l'efficacia della terapia.
  • Otite esterna infettiva: è l'infezione del canale uditivo esterno e/o della membrana timpanica causata da uno o più agenti patogeni (come batteri e miceti). Può determinare l'ingrossamento delle ghiandole linfatiche e spesso si rivela recidivante a causa dell'alterazione cutanea (eczematosa squamosa) dell'epitelio auricolare. A fini preventivi è opportuno curare l'igiene del canale uditivo esterno dopo ogni immersione (soprattutto in piscina, in lago ed in mare nei pressi dei porti dove gli agenti inquinanti ed il plancton sono abbondanti), mediante risciacqui di acqua fisiologica ed eventualmente soluzioni di acqua borica all'1-2% o di acqua clorata allo 0,5%; per la cura si consiglia di astenersi dal bagnare l'orecchio fino alla remissione (almeno 2-3 settimane).
  • Vertigine alternobarica: altro non è che una disfunzione labirintica (centro dell'orecchio interno coinvolto nella regolazione dell'equilibrio) di breve durata; è causata soprattutto dai forti sbalzi di temperatura e dal mal funzionamento dell'orecchio medio e/o dell'orecchio interno, che in condizioni particolari subiscono negativamente i cambi repentini di pressione idrostatica (cambio delle quote di profondità).
« 1 2 3 »


Ultima modifica dell'articolo: 08/12/2016