Antinfiammatori Naturali

Infiammazione e Antinfiammatori

L'infiammazione è un processo di difesa dell'organismo, finalizzato ad ostacolare gli agenti responsabili di una lesione (patogeni, tossine, ustioni, traumi ecc.), iniziando parallelamente un processo riparativo.
L'infiammazione è riconoscibile per l'insorgenza di 5 fenomeni: arrossamento, aumento della temperatura, dolore, gonfiore e riduzione della funzionalità.

Le infiammazioni non sono tutte uguali; ad esempio, ne esistono di acute e croniche. Si tratta di un argomento molto vasto che non tratteremo in quest'articolo; quindi, per maggiori informazioni sull'infiammazione, consultare l'articolo dedicato cliccando qui.


Antinfiammatori Naturali

Talvolta, l'infiammazione diventa eccessiva e finisce per compromettere sia la capacità operativa del soggetto, sia l'integrità dei tessuti stessi (che risentono di questo fenomeno e possono deteriorarsi). Ecco che l'infiammazione può essere ridotta/ostacolata assumendo prodotti che contengono principi attivi specifici. Questi sono classificabili in: farmaci (di origine sintetica) e prodotti naturali (foglie, fiori, radici, stolomi, animali o parti di essi, alghe ecc).
Tra i farmaci ricordiamo gli antinfiammatori steroidei (cortisonici o corticosteroidi) e i non steroidei (FANS, come i salicilati, i para-aminofenoli ecc). Per quel che riguarda i prodotti naturali, invece, rimandiamo la lettura al prossimo paragrafo.

Antinfiammatori Naturali

PREMESSA

Alcuni prodotti o i loro principi attivi possono entrare in conflitto metabolico con eventuali terapie farmacologiche. Inoltre, non è da escludere che alcuni di questi, nella loro droga o in altre parti, possano occultare molecole potenzialmente nocive. Prima di farne uso è necessario consultare il farmacista ed il medico curante.

Le seguenti droghe verranno descritte sommariamente, trascurando molti dettagli di interesse puramente scientifico.


Ciò che molti non sanno è che buona parte dei farmaci viene ottenuta a partire da substrati naturali o loro derivati. Non a caso, sia nell'erboristeria occidentale, sia nelle medicine orientali (cinese, ayurveda, giapponese o kampo ecc), esistono moltissimi altri rimedi che sfruttano gli stessi elementi chimici. Di solito, cambiano soprattutto la forma (alimenti, spezie, fiori, radici, foglie ecc) e la concentrazione della droga o del farmaco in essa contenuto.
Ultimamente, si sente molto parlare di alimenti (ad es. l'ananas) che possiedono un'ipotetica funzione antinfiammatoria; tuttavia, la prima domanda che il lettore dovrebbe porsi è:“In che misura e con quali dosaggi l'alimento svolgerebbe un effetto antinfiammatorio?”
Proprio per questo motivo, invece che elencare i prodotti “più in voga”, citeremo prima di tutto quelli più efficaci (con alcuni piccoli cenni di farmacopea).

Liquirizia

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra, famiglia Fabaceae) è una pianta erbacea perenne che vive in Europa Orientale e Meridionale, e nell'Asia Centro Occidentale; è sporadica nella zona costiera italiana, dove viene coltivata in Abruzzo e in Calabria.
La droga della liquirizia è costituita dalle radici e dagli stoloni essiccati (spesso reperibili non decorticati). La liquirizia ha una superficie esterna color grigio-bruno, con evidenti striature longitudinali e poche radichette o cicatrici dei rami. Il sapore è caratteristico, dolciastro, poi acre ed amaro.
I principi attivi sono le saponine triterpeniche (glicirrizina), i flavonoidi, l'amido e gli zuccheri semplici (glucosio, saccarosio e mannitolo).
L'uso prevalente della liquirizia è a scopo antinfiammatorio, gastroprotettivo ed espettorante, grazie alle saponine triterpeniche, le quali - assieme ai flavonoidi - svolgono anche un ruolo antibatterico e protettivo gastrico. In associazione a droghe ad antrachinoni, le saponine triterpeniche della liquirizia manifestano anche un ruolo lassativo.
Gli inconvenienti più gravi del consumo di liquirizia sono legati al potenziale effetto ipertensivo ed agli edemi dovuti alla ritenzione di sodio (se assunta per lunghi periodi).
In farmacia, la liquirizia è spesso utilizzata come correttivo del sapore, bechico, espettorante, contro bruciori di stomaco, gastriti ed ulcere gastriche. Si presta alla preparazione di bevande dissetanti e toniche (es. birra scura).
La liquirizia è sconsigliata in associazione a farmaci digitalici (cardiocinetici) o in gravidanza.

Arnica

L'Arnica (Arnica montana, famiglia Asteraceae) è una pianta erbacea perenne che colonizza le catene alpine e appenniniche; in Italia è considerata una specie protetta.
La droga dell'arnica è costituita dai suoi capolini floreali (ricchi di terpeni) e dalla relativa tintura madre.
I suoi principi attivi sono terpenoidi (elenalina) e flavonoidi (isoquercitrina, astragalina, luteolina-7-glicoside) ed un olio volatile.
Gli usi principali dell'arnica sono prevalentemente esterni e a base di tintura madre, come antinfiammatorio locale e tonico della circolazione periferica.
Da secoli, viene impiegata contro distorsioni, contusioni, ferite e per mascherare i geloni. L'arnica è nota anche per i suoi effetti antireumatici ed antinevralgici.

Camomilla Comune o Tedesca

La camomilla tedesca (Matricaria chamomilla, famiglia Asteraceae) è una pianta erbacea annuale, diffusa in tutta Europa nei luoghi caratterizzati da terreno incolto.
La droga della camomilla tedesca è costituita dai suoi capolini con ricettacolo vuoto (sommità fiorite).
I principi attivi sono l'olio essenziale (costituito da bisabololo, camazulene), i flavonoidi (apigenina, luteolina, quercitrina) e le cumarine.
L'utilizzo principale della camomilla tedesca è come antinfiammatorio locale per la cute ed il cavo orale (azione ascritta al bisabololo), e come antispasmodico nei disturbi gastrointestinali, grazie alla componente idrofila in apigenina ed altri flavonoidi.
Tra gli effetti indesiderati, qualcuno (ma raramente) ha accusato allergia alle cumarine.

Camomilla Romana

La camomilla romana (Chamaemelum nobile, famiglia Asteraceae) è una pianta erbacea perenne e pubescente.
La sua droga è costituita dai capolini con ricettacolo pieno.
I principi attivi della camomilla romana sono i polifenoli (derivati dell'acido cinnamico, caffeico, ferulico), le cumarine, i flavonoidi (apigenina, quercitrina, luteolina), l'olio essenziale (acido angelico, tiglico, crotonico ecc), i monoterpeni (cineolo e pinene) e gli azuleni.
Gli usi principali di questa pianta sono sovrapponibili a quelli della camomilla tedesca; quindi spasmolitici per i disturbi gastrointestinali ed antinfiammatori per la cute ed il cavo orale. Noto anche l'impiego nei disturbi del sonno, forse supportato dalla presenza di molecole benzodiazepinosimili.

Cardo Mariano

Il cardo mariano (Silybum marianum, famiglia Asteracee) è una pianta erbacea biennale diffusa in tutta la regione mediterranea.
La sua droga è costituita dai frutti (acheni) privati del pappo ed ottenuti per battitura delle sommità fiorite; peraltro, anche queste ultime vengono utilizzate in forma essiccata (pur non costituendo una vera e propria droga di farmacopea). NB. La droga non deve avere odore o sapore tendenti al rancido.
I principi attivi del cardo mariano sono contenuti nella sua frazione lipidica, composta soprattutto da acido oleico e linoleico, ma caratterizzata anche dai glucosidi flavonoidici presenti nei tegumenti (silibina, silidianina, silicristina in rapporto 3:1:1, che formano la così detta silimarina) e da derivati flavonoidici polimerizzati.
Gli usi principali del cardo mariano si riferiscono principalmente alla componente flavonoidica, e sfruttano l'azione epatoprotettiva (azione a livello delle membrane degli epatociti), stimolante sulla proliferazione epatocitica, diuretica e pro-digestiva.
Inoltre, anche il cardo mariano ricopre un ruolo di rilievo nel trattamento dei disturbi cutanei, grazie all'azione anti-infiammatoria dei suoi composti affini con i fosfolipidi di membrana.

Tutte le Fonti di Omega 3

Gli omega 3 sono un gruppo di acidi grassi essenziali che comprende: acido alfa linolenico, acido docosaesaenoico (DHA) ed acido ecosapentaenoico (EPA).
Gli alimenti che li contengono (come pesce azzurro, krill, molti semi oleosi, alghe e relativi oli) contribuiscono a raggiungere la razione raccomandata di queste molecole, carenti nella maggior parte della popolazione.
Gli omega 3 hanno diversi ruoli metabolici, tra i quali: riducono il colesterolo cattivo, la trigliceridemia, la pressione arteriosa in eccesso, le complicazioni legate al diabete mellito tipo 2, il rischio cardiovascolare e la tendenza all'infiammazione sistemica.
In particolare, gli omega 3 attenuano le reazioni infiammatorie che stanno alla base dell'aterosclerosi, dell'asma e dell'artrite reumatoide.
Sono anche coadiuvanti nella cura della psoriasi e di altre patologie cutanee; sembrano avere un effetto anticancerogeno, e facilitano la risposta immunitaria ed antinfiammatoria in caso di ferite.
Le forme chimiche più attive sono il DHA e l'EPA, molto concentrati negli oli di origine marina (olio di fegato di merluzzo, olio di pesce in genere, olio di krill, olio di alghe ecc).

Altri Antinfiammatori Naturali

Altri infiammatori naturali meno rilevanti sono:

  1. Ippocastano: frutti dell'Aesculus hippocastanum, contengono saponine triterpeniche (escina), flavonoidi (kaempferolo, quercetina e rutina), cumarine e tannini. Le proprietà terapeutiche dell'ippocastano sono antiflogistiche, antiedemigene, antiessudative e venotoniche. Eventuali (ma rari) effetti collaterali possono implicare: prurito e disturbi gastrici.
  2. Rusco: rizoma di Ruscus aculeatus, contiene saponine steroidee (ruscogenina e neoruscogenina), flavonoidi, derivati benzofuranodici e poco olio essenziale. Le sue proprietà sono soprattutto anti-dilatante dei vasi venosi, antinfiammatoria e decontratturante. Utile l'impiego nell'insufficienza venosa cronica (IVC).
  3. Centella: foglie, piccioli e stolomi della Centella asiatica, contengono saponine triterpeniche (asiaticoside, madecassoside, acido asiatico, centelloside ecc), flavonoidi (quercetina, kaempferolo ecc) ecc. Possiede molte proprietà, tra le quali anche quella antiflogistica per inibizione della sintesi di prostanoidi (intermedi del processo infiammatorio).
  4. Artiglio del Diavolo
  5. Curcuma

Bibliografia:

  1. Farmacognosia: Botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali – Francesco Capasso,R. De Pasquale, G, Grandolini – Springer – pag. 157:159; 185-186; 213:219.