Amfepramone

Amfepramone, detto anche diethylcathinone e dietilpropione
Nomi commerciali: Anorex ®, Linea ®, Nobesine ®, Prefamone ®, Regenon ®, Tepanil ®, Tenuate ®.

AmfepramoneL'Amfepramone rientra tra i farmaci psicoanalettici semplici a massima psicoselettività ed impronta adrenergica; si tratta di una molecola amfetamino-simile e pertanto ad azione stimolante. L'Amfepramone agisce in maniera blanda sui sistemi dopaminergici e serotoninergici, ma possiede un'efficacia da 10 a 20 volte superiore nei meccanismi noradrenenrgici.
In passato, i farmaci amfetamino-simili sono stati usati nel trattamento delle psicosi sia schizofreniche che depressive; dopo l'introduzione dei farmaci psicoelettici e di quelli antidepressivi, l'utilizzazione degli anfetaminici in terapia antipsicotica  non ha più ragione d'essere, è inutile e può risultare dannosa. Nei casi di etilismo si può avere un aumento dell'intossicazione, quindi aumento della pericolosità; l'amfepramone, come le altre amfetamino-simili, può indurre un'erronea sensazione di sicurezza nelle proprie facoltà mentali, inducendo il soggetto ad eseguire atti non consentiti dallo stato di ubriachezza; và, infine, ricordato che gli anfetaminici possono causare di per sé tossicomania.

In linea generale, gli effetti dell'amfepramone si possono così sintetizzare:

  • Stimolazione dell'attività psicomotoria, scomparsa della stanchezza, dell'affaticabilità e dell'astenia
  • Stimolazione della vigilanza con relativa difficoltà ad addormentarsi o insonnia
  • Riduzione dell'appetito con diminuzione nel consumo dei cibi e regressione dell'obesità
  • Stimolazione simpatica periferica con vasocostrizione, tachicardia, tendenza all'ipertensione e agli spasmi coronarici.

Controindicazioni all'impiego delle amfetamino-simili (minori per l'amfepramone rispetto ad altre molecole):

  • Ipertensione arteriosa, cardiopatie e coronaropatie
  • Tutti gli stati di ipersimpaticotonia
  • Stati ansiosi e maniacali, psicosi, stati prepsicotici

I casi più recenti di utilizzo terapico dell'amfepramone erano a scopo anoressizzante (sopressione dell'appetito), in virtù della sua importante funzione di stimolazione centrale. Tuttavia, a partire dal mese di agosto (anno 2011) questa molecola è stata inquadrata come stupefacente a causa della manifestazione di morti sospettee, probabilmente correlate all'utilizzo di amfepramone.


Cito:


“DECRETO 2 agosto 2011. Aggiornamento e completamento delle tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e successive modificazioni ed integrazioni. Ricollocazione in tabella I delle sostanze Amfepramone (dietilpropione), Fendimetrazina, Fentermina e Mazindolo. (11A10727) (G.U. Serie Generale n. 180 del 4 agosto 2011)

1.  Nella  tabella  I  di  cui  all'articolo  14  del  decreto  del Presidente  della  Repubblica  del  9  ottobre  1990, n. 309, sono aggiunte, secondo l'ordine alfabetico, le seguenti sostanze:

  • Amfepramone, denominazione comune 2-(dietilamino)propiofenone, denominazione chimica Dietilpropione, altra denominazione Fendimetrazina, denominazione comune (+)-(2S,3S)-3,4-dimetil-2-fenilmorfolina,   denominazione chimica
  • Fentermina, denominazione comune Alfa,alfa-dimetilfeniletilamina, denominazione chimica Mazindolo, denominazione comune 5-(para-clorofenil)-2,5-diidro-3H-imidazo[2,1-a]isoindol-5-olo, denominazione chimica”.

Bibliografia:

  • Dalla psiche al soma. Manuale di psiconeurofarmacologia; 219:226 -  II edizione – Adriano Marino – Piccin nuuova libraria; Casa editrice Dr. Francesco Vallardi; Società editrice italiana
  • Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana – decreto 2 agosto 2011 - Aggiornamento e completamento delle tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope