Aloe contro il Cancro - Aloe e Tumori

Generalità

Di recente è stata portata all'attenzione della collettività una nuova, presunta, cura naturale per il cancro. L'ideatore è tale padre Romano Zago (un frate brasiliano) e la sua "ricetta magica" è composta da aloe (specie Aloe arborescens Mill.), miele naturale e grappa.
Aloe Cancro - Padre zagoL'obbiettivo di questo articolo non è quello di valutare l'efficacia o meno di questo trattamento, piuttosto di raggruppare quanto di vero e dimostrabile si possa reperire in merito. Iniziamo col chiarire di CHE TIPO di PATOLOGIA STIAMO PARLANDO.

Tumore e Cancro

Il tumore, più propriamente detto neoplasia, rappresenta un processo patologico caratterizzato da un'abnorme accrescimento di un tessuto, che prosegue anche al termine dello stimolo scatenante. Questa crescita sregolata può sovvertire le normali funzioni del tessuto interessato e/o creare disturbi da compressione/ostruzione delle strutture vicine.

Un tumore può interessare vari tessuti, presentarsi in vari modi, essere benigno o maligno (in tal caso si parla di cancro o carcinoma) ed evolvere in stadi differenti. Com'è deducibile, quindi, i tumori non sono tutti uguali; la gravità dipende dal tessuto colpito e dal tipo istologico, ma la forma più pericolosa è sempre quella cancerosa (tumore maligno). Di solito, il cancro presenta cellule differenti da quelle originali (con perdita della funzione del tessuto), ha una crescita rapida ed infiltrativa (invade i tessuti sani), tende a recidivare e crea metastasi che colpiscono altri distretti a distanza; i danni al'organismo sono talmente elevati da portare (se non trattato) solitamente alla morte. Trattandosi di una malattia particolarmente eterogenea (poiché interessa tutti i tessuti del corpo), il cancro conserva ancora un'epidemiologia estremamente preoccupante; nel 2008 sono stati registrati 12,7 milioni di nuovi casi registrati in tutto il mondo, mentre i decessi (in diminuzione) hanno raggiunto il 60% delle diagnosi.

Le cause dei tumori sono verosimilmente di natura mista, con maggior importanza per alcuni fattori di rischio come: ereditarietà, episodi preesistenti, alimentazione scorretta e altri abusi (tabagismo, alcolismo ecc.), sedentarietà, infezioni oncogene, radiazioni, ormoni ecc.

Le cure oggi disponibili sono essenzialmente di tipo chirurgico, chemioterapico e radioterapico; un'arma importante è rappresentata dalla prevenzione primaria e secondaria (diagnosi precoce tramite test di screening), mentre nel prossimo futuro la possibilità di agire direttamente a livello genetico dovrebbe limitare sensibilmente le dimensioni del problema, che come abbiamo visto sono considerevoli.

Oltre alla ricerca scientifica e all'approfondimento delle tecniche convenzionali, sono stati proposti numerosi metodi alternativi di dubbia efficacia (tra i casi più noti ricordiamo il Metodo Kousmine, la cura col bicarbonato di sodio, quella con amigdalina e quella con veleno di scorpione); il più delle volte, si tratta di pratiche inefficaci o addirittura dannose, spesso motivate da un profondo interesse economico. D'altro canto, per obbligo deontologico, la medicina contemporanea è tenuta a verificare l'eventuale efficacia di TUTTI i sistemi alternativi proposti.
Chiarito questo, cerchiamo di capire più nel dettaglio COS'E' l'Aloe arborescens!

Aloe arborescens

L'Aloe arborescens è una "pianta grassa" molto comune. Come tutte le piante succulente, a scopo di riserva, possiede foglie piene di liquidi, dalle quali si può ricavare un gel ricco di proprietà fitoterapiche; famoso, ad esempio, è il gel ricavato dalle foglie dell'Aloe vera, una specie differente che (secondo padre Zago) sarebbe tuttavia priva delle proprietà antitumorali attribuite all'arborescens.


Leggi l'articolo sulle proprietà dell'aloe gel (essenzialmente idratanti, cicatrizzanti e dermoprotettive per uso esterno, antiossidanti, immunostimolanti e antinfiammatorie per uso interno)


L'Aloe arborescens è una pianta perenne tipica delle regioni desertiche (America e Africa) che raggiunge i 3-4m di altezza. Si sviluppa con numerose ramificazioni ed assume l'aspetto di un grosso cespuglio, con foglie verdi spinose lunghe fino a 50cm e fiori a grappolo di colore rosso.
Le proprietà medicinali dell'Aloe arborescens, note e già dimostrate, sono analoghe a quelle dell'Aloe vera: lassative, cicatrizzanti, emollienti, idratanti, antinfiammatorie, immunostimolanti e antiossidanti.
Per quel che concerne l'eventuale potere curativo sul cancro, il principio attivo responsabile è un complesso di antrachinoni, tra i quali il più importante è l'aloina e in particolare il suo aglicone chiamato aloe emodina. Non si tratta certo di una molecola nuova alle attenzioni dei ricercatori; queste sostanze sono studiate in laboratorio (in vitro e in cavie) ormai da molti anni, ma i risultati sono contrastanti e inconcludenti. Se da un lato alcuni studi hanno dimostrato una certa utilità nella lotta contro alcuni tipi di cancro, dall'altro non mancano evidenze circa potenziali effetti indesiderati, come la riduzione dell'attività di alcuni farmaci antitumorali (in particolare doxorubicina e paclitaxel) e un ruolo favorente sullo sviluppo di alcuni tipi di tumore (soprattutto a livello cutaneo e del colon). Non dobbiamo poi dimenticare come siano moltissime le sostanze naturali capaci di eliminare o rallentare le cellule cancerose in laboratorio; tuttavia, quando si esce dalla provetta per trasferire gli studi alle cavie o all'uomo, considerata la complessità biologica di questi ultimi, emergono puntualmente problemi di inefficacia, tossicità e interazioni farmacologiche.

Aloe per curare il cancro

Giunti a questo punto, se i lettori più scettici si chiedessero: "Ci sono o NON ci sono evidenze scientifiche VALIDATE sulle proprietà di questa formula?", suggerisco di interrompere la lettura poiché, al momento, NON sono disponibili dati sperimentali o statistici CONCLAMATI a favore del metodo di padre Romano Zago. Gli unici supporti ad affermazioni tanto esagerate quanto inattendibili sulle proprietà anticancro di questa "cura", derivano dalle timide evidenze scientifiche sugli antrachinoni (vedi capitolo precedente) e da diverse testimonianze positive di pazienti e specialisti che hanno potuto testarne l'efficacia.
All'interno del suo libro (senza riportare studi scientifici o dati statistici verificabili!), padre Zago sostiene che una certa formula di aloe è in grado di curare il cancro rapidamente e senza effetti collaterali; inoltre, nella Home Page del suo sito web dichiara "Di cancro si può guarire! La cura dell'Aloe arborescens di Padre Romano Zago ha permesso a moltissime persone di guarire dal cancro!". Personalmente, reputo che se l'approccio alla divulgazione fosse stato un poco più cauto, probabilmente avrebbe avuto una risposta decisamente meno scettica da parte della comunità scientifica. Ad ogni modo è comprensibile come per un malato grave e per i suoi famigliari la speranza sia sempre l'ultima ad andarsene... ciò li rende particolarmente ricettivi a messaggi di questo tipo, nonché facile bersaglio di venditori di fumo e di illusioni a caro prezzo.
La formula per la preparazione del composto è tanto semplice quanto antica. Anzitutto, è necessario utilizzare un'Aloe viva (pertanto si suggerisce di coltivarla in vaso). Quindi, tagliare 350g di foglie e frullarle con 350g di miele naturale; si consiglia di assumere la bevanda con un cucchiaio di grappa. Il frullato di Aloe può essere conservato MA solo per pochissimo tempo e assolutamente mai esposto alla luce e/o al calore (quindi si consiglia di prepararlo e consumarlo al buio). NB. L'unico principio attivo è contenuto nell'aloe; il miele ha una funzione edulcorante e la grappa vasodilatatrice.
La cura con Aloe arborescens prevede varie fasi di assunzione con pause di circa un giorno tra queste. Ogni fase richiede il consumo di 3 barattoli da 120g (2 cucchiai per 3 volte al giorno). ATTENZIONE! Sempre nel sito internet dedicato, si specifica che "Se si abbandona la cura quando il cancro non è ancora del tutto sconfitto e lo si trascura, questo recupera velocemente e in breve tempo ritorna più violento di prima". A parer mio, questa frase funge un po' da paravento...
Oltre a questa ricetta, Padre Romano Zago fa molti riferimenti ad altre piante e principi attivi da assumere regolarmente; uno, ad esempio, è l'amigdalina della mandorla amara che, per chi non lo sapesse, è una molecola contenente CIANURO (dal frate considerato tossico MA selettivo sul cancro... affermazione già ampiamente smentita in passato dalla comunità scientifica). Altri rimedi naturali proposti contro il cancro sono il bicarbonato di potassio e la vitamina C, da miscelare con tè verde freddo per produrre ascorbato di potassio. Viene poi offerta una vera e propria dieta che, non a caso, rimanda al metodo Kousmine.

Conclusione

In conclusione, testimonianze a parte (sulle quali non si può fare certo affidamento), la terapia con Aloe arborescens non ha dimostrato scientificamente la presunta efficacia curativa contro il cancro. Anche se la letteratura scientifica sugli antrachinoni dell'Aloe lascia spazio a qualche possibile beneficio (ma anche a potenziali danni per la salute!), è decisamente improbabile che questo prodotto abbia la capacità di eliminare un tumore maligno.

Infine, a chi si ostina ad affermare che i benefici delle terapie naturali contro il cancro sono offuscati dagli interessi dei colossi farmaceutici, ricordo che anche per l'aloe esistono dei "brevetti d'uso" (sfruttabili commercialmente...); uno di questi, per l'utilizzo degli antrachinoni dell'aloe in oncologia, ha coinvolto l'università di Padova, ma ne esistono altri relativi ad esempio all'impiego dell'acemannano (altra molecola immunostimolante, antivirale con potenziali proprietà antineoplastiche estratta dalle foglie di Aloe barbadensis).



Ultima modifica dell'articolo: 17/11/2016

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