Agmatina e Integratori di Agmatina

Cos'è l'agmatina?

L'agmatina è un derivato dell'amminoacido arginina. Si tratta di un'amina biogena prodotta anche dai neuroni del sistema nervoso centrale (encefalo) ed immagazzinata nelle relative vescicole sinaptiche, dove viene incamerata per uptake, rilasciata per depolarizzazione e successivamente inattivata dall'enzima agmatinasi. Nel cervello umano, l'agmatina sembra agire come neuromodulatore/neurotrasmettitore legandosi a diversi target recettoriali; in modelli sperimentali ha dimostrato anche interessanti effetti neuroprotettivi.

L'agmatina si ottiene dalla decarbossilazione dell'arginina per opera dell'enzima arginina-decarbossilasi, ma la sua sintesi NON è finalizzata a se stessa poiché risulta un intermedio delle poliammine (fattori di crescita cellulare). La stessa reazione viene operata dalla flora batterica intestinale sui residui alimentari contenenti arginina, la cui biotrasformazione in agmatina (a sua volta convertita in putrescina) concorre a conferire alle feci il caratteristico e sgradevole odore.


Agmatina

Funzioni

L'agmatina è un regolatore biologico ed agisce come un vero e proprio neurotrasmettitore/neuromodulatore; le funzioni dell'agmatina sono (o meglio, DOVREBBERO ESSERE) di:

  1. *BLOCCO (ANTAGONISMO) dei recettori post-sinaptici per l'NMDA (N-Metil-D-Aspartato), il cui agonista fisiologico è l'acido glutammico; la stimolazione di questi recettori ha l'effetto di aumentare l'ingresso di sodio e soprattutto di calcio all'interno dei neuroni, a cui segue la messa in modo di vari processi:
    1. attivazione della nitrossido-sintetasi che produce l'ossido nitrico (NO) quale responsabile della sintesi di GMP-ciclico nelle terminazioni nervose; pertanto, l'agmatina inibisce la sintesi di ossido nitrico, ma nonostante ciò sembra comunque possedere effetti vasodilatatori ed ipotensivi
    2. attivazione di una protein-chinasi C che regola il blocco del magnesio (Mg).
    3. attivazione dell'ornitina-decarbossilasi che promuove la sintesi di poliammine potenziando l'influsso di calcio (Ca)
    4. attivazione della fosfolipasi A2 che determina un potenziamento del rilascio presinaptico e un’inibizione della captazione gliale dell'acido glutammico (neurotrasmettitore eccitante e precursore del GABA o acido γ-amminobutirrico; quest'ultimo è un regolatore dell'eccitabilità neuronale e risulta direttamente coinvolto nel mantenimento del tono muscolare).
  2. Legare i recettori α2-adrenergici: la loro attivazione determina un calo della produzione di noradrenalina (feedback negativo) e della secrezione di insulina a livello pancreatico. Ciò nonostante, l'effetto complessivo dell'agmatina sembrerebbe favorire il rilascio di catecolamine dalle cellule andrenergiche cromaffini (Li et al., 1994), e di insulina dalle cellule B-pancreatiche (Sener et al., 1989)
  3. Legare i recettori imidazolinici e quelli nicotinici
  4. Favorire la liberazione di ormoni peptidici quali: GH (somatotropina - ormone anabolico) e LH (luteotropina - stimolante la liberazione di testosterone - ormone anabolico).
  5. Similmente all'acido nitrico, causa vasodilatazione ed aumenta la velocità di filtrazione glomerulare; i ricercatori hanno infatti notato come l'infusione di arginina determini un aumento della filtrazione glomerulare anche quando l'ossido-nitrico sintetasi è inibita; tale effetto, però, non si verifica quando viene inibito l'enzima arginina decarbossilasi.

Integratori di agmatina e arginina

L'agmatina è quindi un derivato amminoacidico dell'arginina, che per le sue funzioni reali o presunte viene sfruttato come ingrediente di alcuni prodotti a base di arginina finalizzati all'incremento di ossido nitrico (ON) endoteliale (si legga l'articolo dedicato: Ossido nitrico).

L'obbiettivo dell'aggiunta di agmatina per favorire la sintesi di ossido nitrico è di bloccare la trasformazione ENDOGENA dell'arginina in agmatina, implementando conseguentemente la biodisponibilità dell'arginina per la produzione di ossido-nitrico.

Infatti, l'enzima arginina decarbossilasi è inibito dagli ioni calcio e dalle poliamine, quindi l'agmatina rappresenta un inibitore a feedback di tale enzima (effetto necessario per evitare un eccessivo accumulo di agmatina nel sito di sintesi).

In base a questa teoria, la presenza significativa di agmatina esogena inciderebbe sulla destinazione metabolica dell'arginina indirizzandola maggiormente verso la produzione di ossido nitrico piuttosto che sulla sua conversione in agmatina endogena.

Inoltre, l'agmatina viene utilizzata per la sua presunta attività anti-depressiva (Zomkowski et al., 2002; Taksande et al., 2009), anti-dolorifica (Onal et al., 2004), ansiolitica (Lavinsky et al., 2003), anticonvulsivante (Bence et al., 2003), anti-proliferativa (Isome et al., 2007), neuroprotettiva (Olmos et al., 1999), facilitante la memoria spaziale (Liu and Bergin, 2009) e di stimolo sulla secrezione di insulina e di altri ormoni anabolici (GH e Testosterone). Spesso, negli articoli informativi per spingere i relativi prodotti commerciali, tutti questi presunti effetti benefici vengono esaltati e dati in pasto al lettore senza la minima criticità, omettendo di sottolineare come si tratti di evidenze ancora preliminari.

Effetti collaterali

L'agmatina è una molecola ancora poco conosciuta e studiata; non sono noti effetti collaterali legati alla sua assunzione ma è ben risaputo che gli integratori di arginina (nei quali è presente l'agmatina) risultano potenzialmente allergenici (sintomi: complicazioni respiratorie, eruzioni cutanee, bruciore e prurito). Nel topo, l'agmatina ha dimostrato di aumentare l'apporto calorico e la preferenza dietetica per i carboidrati in ratti sazi (Prasad and Prasad, 1996); ciò potrebbe facilitare un aumento indesiderato dell'appetito, quindi del peso, nell'utilizzatore.
Per maggior sicurezza, prima di assumere integratori con agmatina, consultare il medico e verificare l'eventuale interazione biochimica con i farmaci utilizzati per eventuali compresenze terapiche.



Ultima modifica dell'articolo: 17/11/2016