
L'Additivo alimentare, secondo il Food & Nutrition Board degli Stati Uniti, è definito come “qualsiasi sostanza, o miscela di sostanze, diversa dagli alimenti di base, che si ritrovi nell'alimento pronto per il consumo a seguito dei vari trattamenti connessi con la produzione, la lavorazione, la conservazione ed il confezionamento dello stesso”. In questa definizione non si fa riferimento alla differenza esistente fra “additivo volontario” ed “additivo involontario”:
il primo è quello che comunemente consideriamo oggi, il secondo, invece, è rappresentato dai residui di varia entità che possono derivare da trattamenti agro-zootecnici e tecnologici (si è quindi più vicini come definizione a quella di sostanza estranea).
Alla fine degli anni '50, gli esperti della Commission Internazionale Des Industries Agricoles (C.I.I.A), in occasione del Simposio di Como, hanno avanzato una differente definizione di additivo alimentare: “con il nome di sostanze chimiche aggiunte (substances chimiques d'addition) è opportuno comprendere tutte le sostanze che non sono, già all'origine, parte costituente dell'alimento, ma che gli vengono aggiunte al fine di migliorarne l'aspetto, l'odore, il sapore, la consistenza, la conservabilità, o che ancora potrebbero entrare nella composizione degli alimenti come impurezze derivanti dall'applicazione dei diversi processi di fabbricazione”. In quell'occasione si era ventilata anche l'ipotesi di un'aggiunta a tale definizione: “non sono da considerare come sostanze chimiche aggiunte la vitamina C, il sale da cucina, l'aceto, l'alcool, lo zucchero e le altre sostanze che sono state considerate esse stesse “alimenti” in ragione del loro effetto nutritivo o stimolante”. Se si esclude la vitamina C - la cui aggiunta dev'essere dichiarata come additivo anche quando non entra in gioco la sua attività vitaminica, ma solo quella antiossidante o maturante - la risoluzione non aveva bisogno di alcun richiamo legale.
Per la legislazione italiana, sono considerati additivi chimici quelle “sostanze prive di valore nutritivo o impiegate a scopo non nutritivo, che si aggiungono in qualsiasi fase della lavorazione, alla massa o in superficie degli alimenti, per conservare nel tempo le caratteristiche chimiche, fisiche o fisico-chimiche, per evitarne l'alterazione spontanea o per impartire ad essi o esaltare favorevolmente particolari caratteristiche di aspetto, di sapore, di odore o di consistenza”.
In Italia, gli additivi volontari sono disciplinati dal D.M 31.3.1965 e successive modifiche; le liste positive indicano, per ciascun composto, i casi e le dosi di impiego consentiti.
Oggi, anche per gli additivi alimentari, la norma italiana è allineata alle direttive della Comunità Economica Europea (C.E.E).
Bibliografia: Mariani, Testa - Gli additivi alimentari '09; Cerutti, Il rischio alimentare - '93
Gli additivi possono essere raggruppati in base alla funzione principale che svolgono nell'alimento in cui sono contenuti e vengono classificati in:
COMPOSTI CONTRO LE ALTERAZIONI DI NATURA MICROBICA (ANTISETTICI, FUNGISTATICI, ANTIFERMENTATIVI CONSERVANTI):
COMPOSTI CONTRO GLI IRRANCIDIMENTI DEI GRASSI E L'IMBRUNIMENTO:
COMPOSTI CONTRO LE ALTERAZIONI DI NATURA FISICA E/O PER IL CONTROLLO DELLA QUALITA' REOLOGICA (è la scienza che studia gli equilibri raggiunti nella materia deformata per effetto di sollecitazioni):
ADDITIVI AD AZIONE VARIA (così indicati dal D.M 14 aprile 1983):
COLORANTI
Essi si possono suddividere in:
AROMATIZZANTI E ESALTATORI DELL'AROMA
Essi si possono suddividere in:
NUTRIENTI:
EDULCORANTI O DOLCIFICANTI, SOSTITUENTI DELLO ZUCCHERO:
mandare via un accenno di pancetta: il nuoto farebbe al caso mio? gli addominali li ho sempre fatti ma praticamente non sento mai la stanchezza...
Dietista, Personal Trainer: DR.Riccardo BorgacciDefinizione:cosa mangio?: Salve, non è così semplice... le do' un paio di link per informarsi in maniera sufficientemente esaustiva ed alla fine dei quali potrà ripostare la domanda in maniera meno generica: http://www.my-personaltrainer.it/allenamento-definizione.html http://riccardoborgacci.com/?p=1039 Dott. Riccardo Borgacci...
![]() |
Ferro ed Endurance |
| Nella lezione di oggi Vi parlerò dell'elemento ferro e della sua importanza negli sports agonistici di endurance (ciclismo, maratona ecc.) e - perché no? - nelle attività fisiche amatoriali cardio fitness |
Dal blog
Varicocele, Deficit di Testsosterone, Sessualità
Ultimi articoli
Cortisolo: come controllarne la produzione