Cistite Emorragica - Video: Cause, Sintomi, Cure



La cistite emorragica è un’infiammazione acuta della vescica, molto simile alla classica  forma infettiva ma distinta dalla stessa proprio per la sua natura emorragica, quindi associata alla perdita di sangue.
Nella cistite emorragica, la perdita di sangue è l’espressione di un danno del rivestimento interno della vescica e dei vasi sanguigni sottostanti. Per questo motivo, la cistite emorragica è caratterizzata dalla presenza, più o meno rilevante, di sangue nelle urine.
La cistite emorragica può insorgere per varie cause. Di solito, è provocata da un’infezione batterica, soprattutto nelle donne giovani. Più raramente, è indotta da farmaci, radiazioni, reazioni a sostanze tossiche o patologie urogenitali pre-esistenti.

Il termine cistite indica un’infiammazione a carico della vescica urinaria. Quest'ultima - che come sappiamo è l'organo deputato ad accumulare l'urina (prodotta dai reni), prima di eliminarla all'esterno - è un organo cavo, la cui parete è formata da quattro strati di tessuto sovrapposti. Dall'interno all'esterno, questi strati prendono il nome di: tonaca mucosa, tonaca sottomucosa, tonaca muscolare e tonaca sierosa. Nella cistite emorragica, il processo infiammatorio acuto interessa la mucosa, la sottomucosa e la rete di capillari che le irrora. È proprio il coinvolgimento dei capillari a determinare l’ematuria, cioè la perdita di sangue con le urine. In altre parole, l’infiammazione raggiunge i capillari, ne provoca la congestione e li danneggia. I capillari, quindi, possono rompersi, determinando un’emorragia che si evidenzia nelle urine. Perciò, oltre a presentare gli stessi sintomi della normale cistite acuta, nella cistite emorragica si assiste anche ad una certa perdita di sangue nelle urine.  Di conseguenza, se l’emorragia è copiosa l’urina si presenta di colore rosso vivo, mentre assume un colore rosa o violaceo se il sangue è presente nelle urine in minor quantità.

Vediamo ora insieme quali sono le possibili cause alla base del disturbo.
Anzitutto, le varie cause di cistite emorragica possono essere raggruppate in due grandi gruppi, quelle di natura infettiva e quelle di natura non infettiva.
Per quanto riguarda la forma infettiva, nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione provocata da batteri, come l’Escherichia coli e lo Staphylococcus saprophyticus. Altre volte, possono essere coinvolte infezioni di natura micotica, come le cistiti provocate dalla Candida albicans. Meno frequente, ma non da escludere, è l’infezione indotta da agenti virali, come l’Adenovirus e il Poliomavirus BK.
Tutte queste infezioni che interessano l’apparato urinario possono originare per vari motivi; nella maggior parte dei casi questi microrganismi provengono dall'intestino, vengono eliminati con le feci e dalla regione anale migrano verso l'apertura esterna dell'uretra, per poi risalirla fino a giungere in vescica (a tal proposito, vi ricordo che l'uretra è quel piccolo tubicino attraverso il quale l'urina viene espulsa dalla vescica verso l'esterno). La scarsa igiene intima, i rapporti sessuali e l'utilizzo di cateteri urinari possono favorire queste infezioni, che sono assai più comuni nella donna rispetto all'uomo.
La cistite emorragica di natura non infettiva, invece, si può verificare soprattutto come complicanza di radioterapia o trattamenti con farmaci immunosoppressivi, soprattutto quando prevedono l'impiego di ciclofosfamide ed ifosfamide. Non solo: la cistite emorragica può essere conseguente a disturbi già esistenti, come, ad esempio, infiammazioni ginecologiche o della prostata che possono estendersi fino alla vescica.
Oltre ai rapporti sessuali, specie se non protetti, e alla scarsa igiene intima, tra i fattori di rischio per la cistite emorragica possono essere annoverati  anche l’uso di detergenti intimi troppo aggressivi, creme spermicide o altre sostanze irritanti, la stitichezza, il diabete, la gravidanza, la menopausa, l'impiego di assorbenti interni, di dispositivi medici invasivi, come il catetere, e di anticoncezionali meccanici, come il diaframma.

Per quanto riguarda i sintomi, abbiamo anticipato che questi sono analoghi a quelli della cistite per così dire semplice. L'unica differenza è che nella cistite emorragica l’infiammazione si manifesta in una forma più acuta; di conseguenza, i sintomi si presentano in maniera più intensa e marcata. Ad esempio, il dolore durante la minzione è più intenso, così come la sensazione di bruciore, che persiste anche dopo la fine del getto urinario.
Oltre a ciò, tra i sintomi caratterizzanti la cistite emorragica spicca chiaramente l’ematuria, cioè la comparsa di tracce di sangue nell’urina. A tal proposito, i medici parlano di macroematuria quando l'urina cambia visivamente di colore, assumendo tonalità  rosa/violacee o rosso vivo in base all'entità della perdita di sangue; viceversa, quando l'emorragia non è visibile ad occhio nudo si parla di microematuria, condizione, questa, che si accerta esaminando al microscopio il sedimento urinario.
Come abbiamo visto, l’ematuria può essere accompagnata da sintomi irritativi urinari, quali l’urgenza e l’aumentata frequenza dello stimolo ad urinare. Altri sintomi che si possono riscontrare sono dolore al basso ventre e alla zona lombare, malessere generale, febbre e dolore durante i rapporti sessuali.

In presenza dei sintomi della cistite, è necessario giungere rapidamente alla diagnosi, in modo tale da identificare le cause dell'infiammazione e scegliere la terapia più valida. Per questo,  solitamente, dopo aver raccolto dal paziente gli aspetti rilevanti del disturbo, il medico procede con esami appropriati per accertarne la causa.
Innanzitutto, bisogna effettuare un esame delle urine completo e l’urinocoltura, per isolare l’eventuale germe responsabile dell’infiammazione.
Se è confermata la presenza di un agente batterico, viene eseguito un antibiogramma per individuare la terapia antibiotica più efficace per debellare la specifica infezione batterica.
Altri esami specifici come la cistoscopia, l’urografia e l’ecografia dell’apparato urinario, sono utili per valutare le lesioni tipiche della cistite emorragica.

La terapia prescritta per contrastare il processo infiammatorio caratteristico della cistite emorragica prevede più fronti di intervento, in relazione alle cause della cistite. Solitamente, nei casi ad eziologia infettiva, si abbina la terapia farmacologica per via orale con antibiotici, all’utilizzo di antisettici urinari e a una dieta adeguata. La terapia di supporto prevede anche la prescrizione di antidolorifici ed antispastici, per ridurre dolore ed infiammazione. In alcuni casi, possono essere instillate direttamente in vescica delle sostanze emostatiche, citoprotettive ed antisettiche. La terapia può inoltre protrarsi nel tempo a seconda della gravità della condizione.
Per coadiuvare il trattamento dell’infiammazione vescicale, si suggerisce di aumentare l’apporto di liquidi.  Bere molta acqua, infatti, ostacola la risalita dei batteri lungo l’uretra per l'azione dilavante dell'urina sulle vie urinarie; per lo stesso motivo, diluisce la carica microbica e ne favorisce l'eliminazione con la diuresi.

 In ambito preventivo, come visto per la cistite non emorragica, è possibile adottare dei semplici accorgimenti, che Vi riassumo brevemente. Si consiglia anzitutto di urinare quando se ne avverte la necessità, evitando quindi di trattenere l'urina troppo a lungo. Inoltre, sarebbe meglio svuotare la vescica sia prima, che dopo i rapporti sessuali.
Tra gli altri accorgimenti utili, è bene indossare biancheria intima di cotone, evitando l’uso abituale di indumenti troppo stretti e in tessuto sintetico. È consigliabile evitare i rapporti sessuali occasionali non protetti, limitare l’assunzione di alcol e combattere la stipsi con una dieta ricca di verdura e frutta e con abbondante acqua. Il ristagno di feci nel colon, infatti,  favorisce la proliferazione di germi patogeni, che poi come abbiamo visto possono invadere l’apparato urogenitale.
 Come ultima cosa, l’igiene intima quotidiana non deve essere trascurata, evitando però l’uso di saponi o cosmetici troppo aggressivi. Andrebbero quindi utilizzati soltanto detergenti intimi delicati e leggermente acidi.


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Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015