Candidosi - Cause e Contagio, Sintomi, Cure


Con questo video andremo a conoscere una malattia che, nonostante il nome, ha ben poco di luminoso e splendente. Si tratta infatti di una tra le infezioni genitali femminili più comuni, spesso fonte di grave disagio fisico e psicologico. Mi riferisco alla candidosi, più semplicemente nota come candida.  

La candidosi è un’infezione micotica, quindi provocata da funghi, che nello specifico appartengono al genere Candida. Nella maggioranza dei casi, l’agente responsabile della candidosi è la specie Candida albicans. Anche negli individui perfettamente sani, la candida fa parte della normale flora microbica dell'organismo, e prolifera senza arrecare alcun tipo di danno. In determinate circostanze, tuttavia, quest'ospite abituale di pelle, bocca, tratto gastrointestinale e vagina, si può trovare in una situazione di “vantaggio” rispetto al sistema immunitario. La candida comincia così a proliferare in maniera eccessiva causando un danno; in altre parole, questi funghi assumono il ruolo di patogeni e creano una serie complessa di disturbi, sia nell’uomo, che nella donna.  

 Per la sua presenza in numerosi distretti dell'organismo, la Candida è in grado di indurre infezioni di entità variabile in diverse sedi. La candidosi, infatti, comprende diverse tipologie di infezioni, che spaziano dal livello più superficiale a quello sistemico. Le infezioni superficiali causate dalla Candida sono responsabili di infiammazioni locali, spesso associate ad un intenso disagio. Un esempio di candidosi superficiale è il mughetto o candidosi orale, caratterizzato dalla comparsa di chiazze bianche su lingua, tonsille e palato molle. Decisamente più rare, ma assai più temibili, sono le infezioni sistemiche, che colpiscono perlopiù individui immunodepressi, causando complicanze importanti, come ascessi polmonari, endocarditi o meningiti. In questo video, ci concentreremo sulla forma più nota di candidosi, ovvero l'infezione superficiale a livello vaginale.  

La candidosi vaginale è un problema molto comune, soprattutto tra la popolazione femminile in età fertile. Si stima, infatti, che circa il 75% delle donne manifesti questo disturbo almeno una volta nella vita. Di queste, circa il 4-5% svilupperà una forma ricorrente di infezione, cioè andrà incontro ad almeno 3 episodi di candidosi vaginale acuta in un anno. Responsabile della candidosi vaginale è ancora una volta la Candida albicans. Sono comunque in aumento le infezioni causate da altre specie di Candida ed aumentano anche le infezioni di tipo misto, sostenute cioè sia da funghi che da batteri. Per quanto riguarda le possibili cause di candidosi vaginale, è opportuno ribadire quanto detto poco fa. Ricordo infatti che la Candida albicans convive normalmente con l'organismo, senza creare particolari problemi. Tuttavia, in presenza di alcune situazioni favorevoli può crescere velocemente e in abbondanza, diventando aggressiva e provocando sintomi molto fastidiosi.  

La Candida si può trasmettere attraverso i rapporti sessuali e con l’uso condiviso di asciugamani o biancheria usata da una persona infetta. È però necessario sottolineare che la trasmissione per via sessuale, a differenza di altre infezioni vaginali, è poco significativa. Più spesso, infatti, la vulnerabilità a questa micosi è dovuta a stress, diabete, uso protratto di antibiotici o di corticosteroidi e a squilibri nella normale flora batterica vaginale o intestinale. In generale, tutte le situazioni o malattie che debilitano l’organismo o abbassano le difese immunitarie possono predisporre alla candidosi. Questo è valido sia a livello sistemico, che a livello vaginale. Ricordo, infatti, che anche nella vagina esiste una microflora specifica, composta da diversi tipi di microrganismi in reciproco equilibrio. Nella donna fertile, in particolare, la vagina è un ambiente leggermente acido, ricco di microrganismi buoni, chiamati lattobacilli che la proteggono dalle infezioni. Tale equilibrio può però essere spezzato da diversi fattori, come l'uso di detergenti intimi aggressivi o l'uso di biancheria intima troppo stretta o di nylon. Anche l'uso di contraccettivi orali e le variazioni ormonali di estrogeni che si verificano durante il ciclo mestruale e la gravidanza sono stati messi in relazione con la comparsa della candidosi.  

Nella donna, la candidosi vaginale acuta si manifesta con un intenso prurito in corrispondenza delle mucose genitali, associato alla perdita di secrezioni vaginali biancastre. Queste perdite, più o meno abbondanti, assumono frequentemente un aspetto denso e cremoso, simile alla ricotta o al latte cagliato. Accanto a questi sintomi tipici, si associano spesso irritazione e gonfiore locale, bruciore durante la minzione e dolore a livello della vulva e della vagina, anche durante i rapporti sessuali. Proprio in riferimento a questi ultimi, che comunque sono spesso impraticabili per via del fastidio associato, la Candida può infettare anche i genitali maschili, provocando una certa irritazione, con arrossamento, prurito o bruciore del glande.
 

In presenza di sintomi suggestivi di un’infezione da Candida è opportuno rivolgersi al proprio medico o ginecologo. Una volta valutati i sintomi e i segni della malattia, il medico effettuerà uno striscio vaginale nella donna o un tampone uretrale nell’uomo. In questo modo sarà possibile analizzare in laboratorio il campione biologico così prelevato, allo scopo di isolare l’agente responsabile. In particolare, dopo essere state coltivate in laboratorio su un terreno di coltura specifico, le colonie di Candida appariranno tondeggianti e di colore bianco o crema.  

Come altre infezioni micotiche, anche la candidosi può essere trattata con farmaci antimicotici specifici, ad esempio, a base di clotrimazolo, miconazolo e fenticonazolo. Il medico prescrive solitamente una terapia locale, cioè a base di ovuli e creme vaginali. Più raramente, la terapia locale può essere associata a quella sistemica, cioè all’assunzione di compresse per via orale. È opportuno precisare che la guarigione dalla candidosi può essere lenta e, talvolta, il trattamento non è risolutivo. Bisogna, infatti, considerare che la terapia è di tipo fungo-statico, cioè blocca la replicazione e la proliferazione della Candida, concedendo al sistema immunitario il tempo utile per eliminarla. Pertanto, il disturbo può essere estremamente difficile da controllare e può recidivare dopo l'interruzione della terapia.  

In caso di infezione da Candida, oltre all’avvio precoce del trattamento, a cui peraltro bisogna aderire in modo rigoroso, è opportuno fare attenzione all’alimentazione e agli stili di vita. Per prima cosa, si consiglia di usare il preservativo durante i rapporti sessuali. Per prevenire le infezioni recidivanti, invece, l'alimentazione svolge un ruolo spesso cruciale. Dal momento che questi microrganismi si nutrono di zuccheri, per un certo periodo sarebbe meglio abolire o comunque ridurre drasticamente i cibi contenenti zuccheri raffinati, come dolci, dolciumi, succhi di frutta industriali e altre bevande zuccherate. Si consiglia spesso di evitare anche i cibi lievitati, come pane, focacce, pizza e dolci di ogni tipo. Per quanto riguarda gli alimenti consigliati, via libera a frutta e verdura, cereali integrali, yogurt e fermenti lattici. Questi ultimi sono spesso oggetto di integratori specifici, promossi per combattere la candida, mentre a livello farmacologico esistono delle specifiche preparazioni di lattobacilli da applicare direttamente in sede vaginale, vista appunto l'importanza del corretto equilibrio microbico locale sia in termini preventivi che terapeutici. Tra la frutta, andrebbe preferita quella non zuccherina, limitando quindi, uva, banane, cachi, fichi e frutta secca candita. Chiaramente, la dieta andrebbe cucita addosso al singolo paziente dal medico o da un nutrizionista in base alla condizione individuale. Tra gli integratori potenzialmente utili ricordiamo anche la glutammina, nutriente importante sia per le cellule dell'intestino che per quelle del sistema immunitario, e i fitoterapici immunostimolanti e adattogeni, come Echinacea,  Uncaria tomentosa ed Eleuterococco. Come spesso accade in presenza di malattie piuttosto comuni con tendenza a cronicizzare, la candidosi rappresenta un terreno fertile per la naturopatia ed altre medicine alternative o complementari. Ricordando che la posizione della medicina ufficiale è decisamente critica nei confronti di questi approcci alternativi, spesso basta un po' di buon senso. Senza scomodare fantomatici punti di energia vitale o profumi inebrianti, è chiaro ad esempio come condizioni di stress eccessivo e prolungato possano indebolire il sistema immunitario. La pratica costante di esercizio fisico, il riposo notturno regolare, la cura nell'alimentazione evitando gli eccessi, l'ottimale gestione dello stress, e perché no anche delle manipolazioni cosiddette antistress da parte di mani esperte, possono sicuramente giovare alla paziente colpita da vulvovaginite cronica. Per quanto riguarda l'igiene personale, questa deve essere scrupolosa, ma allo stesso tempo delicata, per non alterare l'equilibrio della pelle e delle mucose. Il detergente intimo dovrà comunque essere specifico e non troppo aggressivo, quindi privo di profumazioni o altri potenziali allergizzanti.  In caso di dubbi è sempre utile chiedere consiglio al proprio ginecologo o al farmacista. Infine, è bene indossare della biancheria intima di cotone ed evitare capi in nylon, microfibra e abiti troppo aderenti. Questo perché la Candida cresce maggiormente in un ambiente anaerobio, cioè privo di aria. Andrebbe, quindi, evitato il contatto prolungato con tessuti sintetici che possono ostacolare la naturale traspirazione della pelle.


Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015