Anatomia e funzioni della prostata



La prostata è un piccolo organo di forma rotondeggiante che appartiene all’apparato genitale maschile. Quest'ultimo, oltre ai genitali esterni, quindi al pene e allo scroto, comprende anche le gonadi (cioè i testicoli), le vie spermatiche ed alcune ghiandole annesse. La prostata è proprio una di queste ghiandole annesse all'apparato genitale maschile. Viste le premesse, credo sia chiaro a tutti che la prostata è presente solo negli uomini.

Come si vede dall’immagine, la prostata si trova nella pelvi, quindi nella parte inferiore dell’addome. Osservando più nel dettaglio la figura, possiamo notare come la prostata sia posta subito al di sotto della vescica, davanti al retto. La ghiandola si fonde con i due dotti eiaculatori che la attraversano, e, come una ciambella, circonda parzialmente la prima parte dell’uretra, che per questo è detta uretra prostatica. Vi ricordo che l'uretra è il piccolo condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno durante la minzione. Nel maschio, inoltre, l'uretra serve per il passaggio dello sperma durante l'eiaculazione. In un uomo adulto, la prostata pesa circa 20 g. In condizioni normali, ha generalmente dimensioni e forma assimilabili a quelle di una castagna, con la base rivolta in alto attaccata alla superficie inferiore della vescica, e l’apice rivolto verso il basso. Come approfondiremo nei prossimi video, con il passare degli anni, o a causa di alcune patologie, la prostata può ingrossarsi, quindi aumentare di volume. Proprio a causa di questa sua posizione e dei rapporti descritti con gli organi vicini, l'ingrossamento della prostata può causare problemi alla minzione, all’eiaculazione o alla defecazione.

Per comprendere meglio le funzioni della prostata, vediamo ora brevemente alcune sue caratteristiche strutturali. La prostata è costituita da una componente fibro-muscolare e da una componente ghiandolare. Il parenchima ghiandolare è costituito da un grappolo di circa 30-50 ghiandole di tipo tubulo-alveolari. A queste formazioni ghiandolari è affidata la funzione esocrina della prostata: cioè l'elaborazione del liquido prostatico. Vi ricordo brevemente che le ghiandole esocrine sono ghiandole che riversano il loro secreto all'esterno del corpo o comunque in cavità comunicanti con l'esterno; oltre alla prostata, altri esempi di ghiandole esocrine sono rappresentati dalle ghiandole sudoripare, da quelle salivari e da quelle lacrimali. Tornando alle nostre ghiandole tubulo-alveolari, queste si aprono mediante 15-30 dotti escretori nell’uretra prostatica, dove riversano il loro liquido durante l'eiaculazione. Le ghiandole sono inoltre circondate da uno strato piuttosto spesso di fibre muscolari lisce e da tessuto connettivo. Durante l’eiaculazione, le contrazioni peristaltiche delle fibre muscolari comprimono le ghiandole, che in questo modo riversano le loro secrezioni nell’uretra prostatica.

Come anticipato, il compito principale della prostata è quello di produrre una parte del liquido seminale. La prostata produce quindi una parte del fluido che trasporta gli spermatozoi durante l'eiaculazione. In particolare, il cosiddetto secreto prostatico contribuisce al 20-30% del volume totale dell’eiaculato. Tale liquido si unisce agli spermatozoi provenienti dai testicoli e ad altri fluidi prodotti dalle vescicole seminali. Da tale unione, origina lo sperma, che viene espulso nell’atto dell’eiaculazione. Per quanto riguarda le funzioni, il secreto prostatico ha il compito di mantenere fluido il liquido seminale e di costituire un ambiente particolarmente favorevole alla sopravvivenza e alla motilità degli spermatozoi. Tale secreto è in grado, inoltre, di esercitare un’azione battericida e di agire sul pH del canale vaginale, diminuendone l’acidità ostile agli spermatozoi. Grazie anche al liquido spermatico dopo l'eiaculazione gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 3-5 giorni nell'utero e nelle tube di Falloppio.

Analizzandone la composizione, si scopre come il liquido prostatico sia fluido, lattescente, debolmente alcalino e ricco di elementi nutritivi, tra cui enzimi, prostaglandine, fruttosio, acido citrico, zinco ed altri sali minerali. Tutto ciò, come abbiamo visto, ha lo scopo di aumentare la sopravvivenza e la motilità degli spermatozoi. Tra i vari componenti del liquido prostatico, vi ricordo anche il PSA, acronimo di Prostate-Specific Antigen, italianizzato in antigene prostatico specifico. Il PSA ha l’importante funzione di fluidificare il coagulo spermatico, per facilitare il movimento degli spermatozoi. In altre parole, il PSA inibisce la coagulazione del liquido seminale, in modo che possa scorrere agevolmente nell'ambiente riproduttivo femminile. Come vedremo in seguito, lo screening iniziale per la diagnosi di cancro della prostata prevede proprio il dosaggio del PSA nel sangue. In particolare, quando il PSA è alto viene interpretato come un possibile segnale di allarme che merita opportuni accertamenti diagnostici.

Prima di concludere, è necessario evidenziare che la prostata è molto sensibile all’azione degli ormoni. In particolare, la sua crescita e le sue funzioni dipendono dagli ormoni sessuali maschili, noti come androgeni. Fra gli androgeni, la parte dei protagonisti è svolta dal testosterone, prodotto dai testicoli,  e da un suo metabolita, il diidrotestosterone o DHA. Alti livelli di diidrotestosterone si associano, generalmente, ad un aumento dei caratteri sessuali secondari, come la peluria, e predispongono alla calvizie androgenetica e all'ipertrofia prostatica.


Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015