Effetti Benefici e Collaterali delle Bacche di Goji



Dopo la breve introduzione del filmato precedente sulle bacche di Goji, oggi approfondiremo ulteriormente gli effetti benefici e collaterali di questi frutti.

Riassumendo, ricordiamo che le Bacche di Goji sono i frutti di un arbusto appartenete alla Famiglia delle Solanacee, ovvero la stessa delle patate, delle melanzane, dei pomodori, dei peperoncini e dei peperoni.

Sono frutti piccoli e rossi, e pare che vantino diverse proprietà fitoterapiche e nutraceutiche.

La pianta è il Lycium barbarum, ma esistono diverse altre Specie dello stesso Genere che producono frutti simili; un esempio lampante è il Lycium chinense.

Tuttavia, le caratteristiche benefiche che andremo ad elencare sono state osservate SOLO sui frutti originali di Goji, ovvero del Barbarum.

Il contenuto nutrizionale delle bacche di Goji è parecchio interessante.

Non ci sono informazioni dettagliate sull’apporto energetico totale ma è ipotizzabile che sia piuttosto moderato.

Le calorie derivano essenzialmente dai carboidrati, semplici e complessi, ma non mancano piccole quantità di proteine e di grassi.

Discreto anche l’apporto di fibra alimentare.

Il valore biologico delle proteine “dovrebbe” essere basso, mentre il rapporto degli acidi grassi è certamente a favore degli insaturi, ovvero di quelli "buoni". Tra questi ultimi, si apprezzano buone quantità di acido linoleico e alfa-linolenico, cioè le molecole essenziali in grado di migliorare certe condizioni metaboliche come il colesterolo ematico, i trigliceridi nel sangue e la pressione arteriosa.

Sempre in merito ai lipidi, troviamo alcuni costituenti NON energetici ma comunque parecchio utili all’organismo. E’ il caso dei fitosteroli (soprattutto del BETA SITOSTEROLO) che hanno una buona funzione IPOCOLESTEROLEMICA e preventiva contro le malattie VASCOLARI.

Inoltre, non mancano certe vitamine liposolubili come alcuni TOCOFEROLI, o vitamine del gruppo E, e certi CAROTENOIDI, o pro-vitamine del gruppo A. Si tratta di molecole dalla spiccata funzione antiossidante e rappresentano una delle componenti fitoterapiche più importanti.

Inoltre, l’ampia gamma di carotenoidi fa delle bacche di Goji un alimento potenzialmente PROTETTIVO per la funzione visiva e per l’integrità dei tessuti CUTANEI.

Per quel che riguarda le vitamine solubili in acqua, le bacche di Goji apportano buone concentrazioni di acido ascorbico, o vit. C, un altro potente antiossidante, nonché costituente del collagene e fattore coinvolto nei meccanismi di difesa IMMUNITARIA.

Non mancano certe vitamine del gruppo B, in particolare la riboflavina o vitamina B2. Questa, generalmente apportata nella dieta con il consumo di latte e derivati, è un costituente enzimatico estremamente importante in molti processi biologici di ossidoriduzione e nella respirazione cellulare.

In merito ai sali minerali, le bacche di Goji hanno molto da offrire. Vantano un discreto contenuto in calcio (essenziale per le ossa), un buon apporto di ferro (determinante per il trasporto dell’ossigeno nel sangue), ottime concentrazioni di potassio (il sale minerale carente negli sportivi) e notevoli quantità di zinco e selenio (due sali dal potere antiossidante).

In base a quanto detto fin ora, le bacche di Goji sembrano possedere due funzioni principali:

  • Protettiva dalle malattie metaboliche per la presenza di acidi grassi essenziali, fitosteroli e antiossidanti
  • Antitumorale e anti-aging, per il contenuto in antiossidanti. Questi sono la la vitamina A, la vitamina E, la vitamina C, lo zinco, il selenio e le sostanze fenoliche.
Si tratta di un prodotto estremamente ricco di molecole utili MA che si possono trovare in molti altri alimenti.

In realtà, le bacche di Goji sono divenute l’alimento NUTRACEUTICO per eccellenza grazie ad altre molecole ESCLUSIVE, ovvero dei polisaccaridi, o zuccheri complessi, detti BARBARUM POLYSACCHARIDES.

Questi glucidi sono anch’essi coinvolti nei processi antiossidanti e, straordinariamente, di difesa immunitaria contro le cellule malate, i patogeni e gli allergeni.

In pratica, alle due funzioni precedenti, con l’aiuto della vitamina C, se ne aggiunge una terza, ovvero l’ottimizzazione delle difese immunitarie!

Per contro, nonostante sia accertato che le bacche di Goji abbiano un contenuto nutrizionale simile, quasi tutti gli studi applicativi sui loro effetti salutistici sono stati effettuati “in vitro” o sui ratti.

A parte qualche esperimento che ha valutato la percezione del BENESSERE psicofisico generale sull’uomo, certi effetti non sono ancora stati confermati scientificamente.

Sorgono dunque molti dubbi sulla loro applicazione, sul dosaggio, sulla conservazione e sulle modalità di assunzione delle bacche di Goji; tra queste, oggi sono reperibili: frutti secchi, polvere, succo di frutta e capsule.

Non mancano poi gli effetti collaterali.

Anzitutto, ricordiamo che NON TUTTI sono in grado di tollerare la bacche di Goji. Certe persone accusano nausea e vomito dopo l’assunzione.

Poi, l'utilizzo è caldamente SCONSIGLIATO in gravidanza ed allattamento.
Ciò è imputabile soprattutto alla presenza di elevate quantità si BETAINA, una molecola coinvolta nella formazione del DNA, e di SELENIO, un antiossidante il quale eccesso può divenire anche molto nocivo per l’uomo.

Per altro, certe molecole delle bacche di Goji interferiscono con il metabolismo di alcuni farmaci come gli anticoagulanti, gli antiipertensivi, gli ipoglicemizzanti e in genere le molecole elaborate a livello epatico.

La reazione avversa delle bacche di Goji può comportare emorragie e petecchie (giustificate dall’alterazione del processo di coagulazione), eccessiva riduzione della pressione arteriosa ed eccessiva moderazione della glicemia con malori e svenimenti.

In conclusione, le bacche di Goji possono costituire un ottimo alimento funzionale dalle proprietà fitoterapiche e nutraceutiche, ed i suoi estratti sono da considerare buoni integratori alimentari.

D’altro canto, il loro utilizzo potrebbe NON sortire gli effetti benefici sperati e risulta del tutto sconsigliato in concomitanza a certe terapie farmacologiche.


Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015