Dieta Vegana - Video: Benefici, Criticità e Carenze Nutrizionali



Oggi parleremo di: DIETA VEGANA! Analizzeremo gli aspetti PIU’ IMPORTANTI che la caratterizzano e cercheremo di adottare una critica COSTRUTTIVA (o comunque disinteressata), RISPETTANDO i principi MORALI di tutti coloro che la seguono.

La dieta vegana è un regime alimentare che rientra nel gruppo di quelle vegetariane, ma allo stesso tempo se ne distingue per la maggior RESTRITTIVITA’.

Anzi tutto, SPECIFICHIAMO che il VEGANISMO (anche detto VEGETALISMO) è uno stile alimentare che ESCLUDE tutti gli alimenti di origine animale, ovvero l’animale stesso, le uova, il latte, il miele e tutti i derivati che se ne possono ricavare. Ammette invece il consumo di alimenti VEGETALI (interi o parte degli stessi), FUNGHI e MICROORGANISMI. Si differenziano poi i VEGANI prettamente CRUDISTI (che assumo solo cibi NON cotti) e i FRUTTARIANI (ovvero VEGETALIANI che mangiano SOLO il corpo FRUTTIFERO delle PIANTE).

E’ abbastanza importante saper distinguere un VEGANO o VEGETALIANO da chi invece consuma anche LATTE E DERIVATI, O UOVA, O ENTRAMBI, poiché questi rientrano nella ben distinta classificazione dei LATTO- ,OVO- o LATTO-OVO VEGETARIANI.

Procedendo alla descrizione della Dieta Vegana, è anzitutto importante sottolineare che, contrariamente a quanto si possa credere, le ESCLUSIONI alimentari caratterizzano la dieta umana ormai da alcuni millenni. Le motivazioni ARCAICHE di queste scelte dietetiche erano (e, in certi casi, SONO TUTT’ORA) prettamente religiose o filosofiche. Esse (in base al CASO SPECIFICO) impongono l’esclusione di certi ALIMENTI per periodi limitati o in maniera permanente.

Al contrario, il VEGETARIANISMO, il VEGANISMO, il CRUDISMO e il FRUTTARISMO sono fenomeni abbastanza RECENTI. Questi, rispetto ai vincoli religiosi e filosofici, NON SONO ORIENTATI dall’imposizione di una fede (o di una guida) spirituale, bensì dalla MORALE, dalle EMOZIONI e dall’ETICA della singola persona.

Per quel che concerne l’aspetto SCIENTIFICO della dieta vegana, il discorso si complica un po’…
In CERTE condizioni fisiche e metaboliche, seguire (anche solo per brevi periodi) la DIETA VEGANA, “potrebbe“ avere un effetto terapeutico per l’organismo; ad esempio, ne potrebbero giovare i soggetti tendenzialmente IPERCOLESTEROLEMICI, gli IPERTESI, gli STITICI e chi presenta STEATOSI EPATICA GRASSA.
Tuttavia, ad un’analisi più APPROFONDITA, se adottata in maniera PERMANENTE, la dieta vegana NON può essere considerata un regime alimentare EQUILIBRATO in quanto CARENTE di certe molecole estremamente importanti sia per l’accrescimento, sia per il mantenimento dello stato di salute dell’adulto e dell’anziano.

Per dirla tutta, seguire una dieta VEGETALIANA è un’impresa estremamente ARDUA, se non addirittura IMPOSSIBILE! Ciò deriva dal fatto che l’ESCLUSIONE delle materie prime di origine animale LIMITA sensibilmente anche la PRODUZIONE agricola e la FORMULAZIONE industriale di molti alimenti tendenzialmente di origine VEGETALE. Forse non tutti i VEGANI sanno che tra i concimi biologici ORGANICI più utilizzati spiccano la FARINA DI CORNA, DI SANGUE, DI OSSA, quella DI PESCE e molti altri prodotti ricavati da substrati di origine animale. Sempre di origine animale, sono alcuni additivi alimentari; esempi indicativi sono il colorante ROSSO COCCINIGLIA (E124, ricavata da insetti) e la COLLA di PESCE (E441, a base di collagene animale). Sebbene le etichette alimentari possano rivelare parecchio sulla natura dell’alimento, è IMPOSSIBILE sapere realmente se un terreno agricolo sia stato concimato con questi prodotti oppure no; inoltre, è a dir poco IMPENSABILE indagare sull’eventuale presenza di certi ingredienti utilizzati in ristorazione collettiva (dove peraltro, in assenza di ALLERGIE, si mentirebbe senza troppi problemi).

Giungiamo dunque al PUNTO CARDINE di questa breve presentazione: l’equilibrio NUTRIZIONALE della DIETA VEGANA o VEGETLIANA.

Senza alcuna INTERPRETAZIONE PERSONALE o DISTORSIONE CONCETTUALE, scrutando i dati ricavati dalle varie ricerche scientifiche, è possibile attribuirLE ASPETTI POSITIVI e NEGATIVI.

Tra gli aspetti NEGATIVI, i più importanti sono che:

  1. La dieta vegana NON apporta quantità SUFFICIENTI di CIANOCOBALAMINA o VITAMINA B12; ciò richiede necessariamente l’INTEGRAZIONE alimentare o l’INIEZIONE di farmaci specifici. Per un vegano che NON INTEGRA la vit. B12 nella dieta, le probabilità di incorrere nelle complicazioni da carenza sono pressoché il 100%. Nella migliore delle ipotesi si evidenzia un quadro anemico PERNICIOSO facilmente invertibile con l’integrazione o l’iniezione. Invece, nell’ipotesi più infausta, il feto ospitato da una VEGANA carente di vit. B12, ha MAGGIORI probabilità di nascere con MALFORMAZIONI fisiche e complicazioni a carico del sistema nervoso centrale. Non dimentichiamo poi la correlazione tra deficit di vit. B12 ed IPEROMOCISTEINEMIA; la CIANOCOBALAMINA è direttamente implicata nella conversione dell’omocisteina in metionina (due amminoacidi). Se questa trasformazione non avviene, si accumula l’omocisteina nel sangue COSTITUENDO un fattore di rischio cardiovascolare e cerebrovascolare.
  2. La dieta vegana raggiunge con MAGGIOR difficoltà l’apporto di certi SALI MINERALI ESTREMAMENTE importanti per l’organismo. Gli esempi più indicativi sono il FERRO ed il CALCIO, presenti nei vegetali SOLO in forma chimica POCO BIODISPONIBILE ed il cui assorbimento può essere NOTEVOLMENTE OSTACOLATO da certi agenti ANTI-NUTRIZIONALI. Compromettono l’assorbimento dei sali minerali: alcune componenti della fibra, l’acido fitico, l’acido ossalico, i fosfati, i tannini ecc. La carenza di calcio, soprattutto in età evolutiva, può determinare scompensi anche gravi dell’integrità scheletrica, manifesti sia nel breve, sia nel lungo termine. La carenza di ferro invece, può aggravare ulteriormente un’eventuale condizione anemica, sommando un deficit SIDEROPENICO al quadro PERNICIOSO indotto dalla carenza di vit. B12.
  3. Per raggiungere un buon valore biologico delle proteine nel pasto, la dieta vegana deve ricorrere NECESSARIAMENTE alle ASSOCIAZIONI ALIMENTARI di cereali e legumi; addirittura, per alcuni professionisti, le associazioni non sono comunque sufficienti a coprire interamente il fabbisogno di amminoacidi essenziali. Inoltre, in REGIMI ALIMENTARI MOLTO ENERGETICI come in quello dello sportivo, con la dieta vegetaliana è estremamente difficile mantenere un apporto proteico sufficiente SENZA ECCEDERE con l’apporto di CARBOIDRATI (in quanto molto più abbondanti delle proteine nei cereali e nei legumi).
  4. Spesso, la dieta vegana apporta quantità eccessive di FIBRA ALIMENTARE e MOLECOLE CHELANTI; cereali integrali, legumi interi, verdura e frutta contengono elevate quantità di QUESTE componenti nutrizionali e antinutrizionali che, se in eccesso, possono ostacolare l’assorbimento di alcuni nutrienti. Inoltre, la fibra alimentare potrebbe dare origine a disturbi intestinali come gonfiore, flatulenza e diarrea.
  5. Poi, non è raro che nella dieta VEGANA si consumino porzioni eccessive di alimenti ad alto contenuto di carboidrati (pasta e pane) e/o di lipidi (da oli vegetali o frutta secca), aumentando molto l’azione insulinica e la frazione di grassi nella dieta.
Tra gli aspetti POSITIVI ricordiamo:
  1. L’assunzione INSIGNIFICANTE di acidi grassi SATURI, e del tutto ASSENTE di COLESTEROLO. Questo aspetto riduce significativamente il rischio di ipercolesterolemia e quindi di deposito ATEROSCLEROTICO.
  2. L’introito ECCELLENTE di acidi grassi INSATURI che contribuiscono ad EQUILIBRARE L’INFIAMMAZIONE SISTEMICA, migliorare un’eventuale IPERTENSIONE primaria, e ridurre il COLESTEROLO e i TRIGLICERIDI nel sangue; questi grassi buoni sono in grado di migliorare quasi tutte le patologie che costituiscono la sindrome metabolica.
  3. L’introito ECCELLENTE di ANTIOSSIDANTI, tra cui citiamo la pro-vitamina A, la vitamina C, la vitamina E, e tutti i tipi di sostanze fenoliche. Queste molecole rappresentano: veri e propri ANTI TUMORALI, un fattore protettivo dall’ipercolesterolemia LDL (perché ne prevengono l’ossidazione) e una maggior tutela dalle malattie NEURO-DEGENERATIVE.
  4. L’introito ECCELLENTE di FITOSTEROLI e LECITINE VEGETALI; si tratta di molecole che, su meccanismi differenti, favoriscono la riduzione del colesterolo nel sangue e quindi prevengono la formazione di placche aterosclerotiche.
  5. L’introito ECCELLENTE di PREBIOTICI che, favorendo la selezione di una flora batterica BENEFICA, assieme all’azione purgante della fibra, favoriscono la riduzione DRASTICA del rischio di TUMORE all’INTESTINO.
  6. L’introito ECCELLENTE di POTASSIO, MAGNESIO e ACQUA che favoriscono il controllo della pressione sanguigna e prevengono l’ipertensione arteriosa primaria.
Concludiamo questa breve presentazione ricordando che la dieta vegana, come tutti gli stili alimentari “particolari”, è un regime nutrizionale che DEVE essere GESTITO in maniera OTTIMALE; eventualmente, può essere ADOTTATO con il supporto dell’integrazione alimentare opportunamente valutata da un professionista della dietetica, poiché DI PER SE’ NON E’ IN GRADO DI GARANTIRE “A TUTTO TONDO” IL MANTENIMENTO DELLO STATO DI SALUTE.