Olmaria nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Olmaria (Spiraea ulmaria ) fiori

Sinonimi: Ulmaria, Regina dei prati, Spirea

Olmaria: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Olmaria

L'Olmaria (Spirea ulmaria L.) è una pianta erbacea pelosa appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Originaria dell'Europa, tranne nelle coste del Mediterraneo, è comune soprattutto nelle zone umide. E' nota anche come Ulmaria, Regina dei prati o semplicemente come Spirea.

L'Olmaria viene usata in medicina popolare ad uso interno per le sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche ed antispasmodiche; è utilizzata anche come antalgico negli stati febbrili ed influenzali e nella cefalea.

L'Olmaria trova quindi impiego per uso interno nel trattamento di dolori articolari ed affezioni reumatiche, e come diuretico nel trattamento della cellulite. Per uso esterno è invece indicata come antiflogistico ed astringente.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: fiori e sommità fiorite.

I principi attivi contenuti nei fiori e nelle sommità fiorite dell'Olmaria sono: derivati flavonoici: spireoside, rutoside, iperoside (1-3% nelle sommità e 6% fiori); tannini pirogallici; eterosidi di acidi fenoli, xyloglucosidi del salicilato di metile (monotropitoside) e dell'aldeide salicilica (spireina); olio essenziale composto da: salicilato di metile, aldeide salicilica (quest'ultima è maggiormente presente nei fiori), vanilina, spireina.

Olmaria: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia l'Olmaria viene utilizzata sottoforma di infuso, decotto per uso esterno, estratto secco titolato in derivati salicilati allo 0,20% minimo, e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 5% nel preparato freddo o con acqua calda non bollente (diverse tazze al giorno fino a mezzo litro al dì); nel decotto per uso esterno le concentrazioni salgono al 10%; nell'estratto secco  si utilizzano circa170 mg per capsula (1 capsula da una a tre volte al dì); nel caso della tintura madre, si assumono 40 gocce tre volte al giorno.

Sia per uso esterno che interno, l'Olmaria non ha dimostrato particolari effetti collaterali, tranne in soggetti che hanno una sensibilità individuale all'Olmaria. Il suo utilizzo è controindicato, a scopo precauzionale, nei soggetti allergici all'aspirina. Può inoltre interagire con alcuni farmaci che influenzano l'aggregazione piastrinica, agendo come antiaggregante piastrinico.

L'impiego di Olmaria nelle tisane trova spazio per le sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche ed antispasmodiche. Mancano tuttavia adeguati studi clinici che ne confermino efficacia e sicurezza. Infatti, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i fiori e le sommità fiorite dell'Olmaria.

Esempi di Tisane che contengono Olmaria

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015