Marrubio (Sommità fiorite) nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Marrubio (Marrubium vulgare L.) sommità fiorite

Marrubio (Sommità fiorite): introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Marrubio (Sommità fiorite)

Il Marrubio (Marrubium vulgare L.) - noto anche con i nomi di Marrobio o Trifoglione - è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Il Marrubio è originario della macchia mediterranea, specialmente di quei paesi europei che si affacciano al Mediterraneo. Oggi, il Marrobio è diffuso anche in Africa, Asia minore ed America del Nord. Il Trifoglione cresce bene ai bordi di strade e su terreni incolti ed aridi.

Il Marrubio viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: bechiche, antinfiammatorie, coleretiche, colagoghe, mucolitiche, espettoranti ed aromatiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: astringenti, detergenti, antisettiche e cicatrizzanti.

Il Marrubio trova quindi impiego per uso interno nel trattamento delle turbe dispeptiche, dell'obesità, della cellulite, della tosse e delle affezioni bronchiali acute. Per uso esterno, il Marrubio è indicato per le piaghe e le ferite rimarginate male.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie (parti erbacee) e le sommità fiorite. I principi attivi contenuti sia nelle foglie che nelle sommità fiorite sono: tannini, sostanze amare diterpeniche, olio essenziale, mucillagini, pectine, beta-sitosterolo, flavonoidi, antociani e sali minerali (Calcio, Potassio e Ferro).

Marrubio (Sommità fiorite): modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Marrubio viene utilizzato sottoforma di infusi, decotti e tintura madre. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2 cucchiaini da caffè di droga Marrobio per tazza d'acqua bollente (infuso), 6 grammi di droga in 100 ml di acqua (decotto al 6% per uso esterno), 40 gocce di Marrubio tintura madre per tre volte al giorno.

Il Marrubio non presenta particolari effetti collaterali, a meno che non vi sia una sottostante ipersensibilità accertata ad uno o più componenti della droga. Come tutte le piante ad amari può causare iperacidità. Il Marrubio può interagire con i farmaci serotoninergici.

A scopo cautelativo l'impiego del Marrobio è sconsigliato in gravidanza e in allattamento. Evitare i prodotti a base di Marrubio in caso di gastriti, ulcera peptica e/o iperacidità.

L'impiego del Marrubio nelle tisane trova spazio per le sue proprietà bechiche, antifiammatorie, coleretiche, colagoghe, mucolitiche, espettoranti ed aromatiche. Tipico della medicina popolare, il Marrobio viene utilizzato contro le affezioni catarrali (specifico per l'apparato respiratorio); tuttavia contiene principi attivi amari in grado di sollecitare la secrezione gastrica causando disturbi di iperacidità. In passato, il Marrubio veniva impiegato a dosi elevate come rimedio per la febbre alta ed intermittente.

Il Marrubio possiede proprietà fitoterapiche molto simili all'Assenzio (Artemisia absintium L.). Inoltre, non deve essere confuso con la Ballotta o Marrubio nero (Ballota foetida L.) né con il Marrubio d'acqua (Lycopus europaeus L.).

Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le sommità fiorite di Marrubio.

Esempi di Tisane che contengono Marrubio (Sommità fiorite)

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane