Liquirizia nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) radici

Liquirizia: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Liquirizia

La Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

La Liquirizia è originaria dell'Asia sud-occidentale e della macchia mediterranea. La Liquirizia predilige i terreni argillosi e/o calcarei e resiste benissimo anche alle temperature rigide della stagione invernale. In Italia, è molto diffusa in Calabria, Lucania e Sicilia.

La Liquirizia viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: dissetanti, aromatiche, addolcenti, bechiche, espettoranti, lassative, secretolitiche, antimicrobiche, antivirali, antiepatotossiche, antiflogistiche ed antispasmodiche, mentre per uso esterno vanta proprietà analgesiche, cicatrizzanti e lenitive.

La Liquirizia trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'ulcera gastroduodenale, delle gastriti, delle forme catarrali, delle affezioni alle vie aeree, delle dispepsie, dell'aerofagia, del meteorismo e della dismenorrea. Per uso esterno, la Liquirizia è indicata come antalgico contro le affezioni del cavo orale, nelle congiuntiviti, nelle ulcere e in caso di irritazioni della cute. La Liquirizia viene usata come ingrediente nella formulazione di paidocosmetici e per cosmetici destinati al trattamento di pelli secche e sensibili.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: la radice e gli stoloni essiccati. I principi attivi caratterizzanti sono: saponine triterpeniche (glicirrizina), amido, flavonoidi (liquiritina), isoflavoni, firosteroli, cumarine, glucidi, resine, acidi benzoici e tannini. La glicirrizina è il principio attivo più significativo della Liquirizia.

Liquirizia: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia la Liquirizia viene utilizzata sottoforma di estratti secchi titolati, infuso, polvere, succo, estratto fluido, macerato e tintura madre. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di radice di Liquirizia in 150 ml di acqua bollente (infuso), 0,25 g di polvere per capsula (1 capsula mezz'ora prima dei pasti), 1,5-3 g di succo per le ulcere gastroduodenali, 0,5-1 g di succo per le forme catarrali, 2-5 g di Liquirizia estratto fluido più volte al giorno (1g = 34 gocce), 35 gocce di Liquirizia tintura madre tre volte al giorno.

La Liquirizia può causare degli effetti collaterali come: iperacidità, ipertensione, edemi, perdita di potassio, diarrea e riduzione dell'assorbimento dei farmaci.

L'impiego della Liquirizia è sconsigliato in gravidanza ed allattamento. Evitare l'uso di prodotti a base di Liquirizia in caso di ipertensione, cirrosi epatica ed insufficienza renale. Le saponine contenute nella Liquirizia possono interagire con l'assorbimento dei farmaci. Le dosi massime di Liquirizia da assumere sono: 8 grammi per l'infuso nelle 24 ore, 5 grammi di polvere nelle 24 ore, 125 mg al giorno di glicirrizina come edulcorante e 5-15 grammi al giorno di Liquirizia droga.

L'impiego della Liquirizia nelle tisane trova spazio per le sue proprietà dissetanti, aromatiche, addolcenti, bechiche, espettoranti, lassative, secretolitiche, antimicrobiche, antivirali, antiepatotossiche, antiflogistiche ed antispasmodiche. L'estratto secco standardizzato in glicirrizzina al 20% deve essere prescritto dal proprio medico curante. L'estratto secco lo si può trovare anche in associazione ad altre piante sinergiche come la Camomilla, l'Aloe ed il Mirtillo. La polvere viene usata come edulcorante nelle tisane e/o in bevande, ma viene usata anche in farmacia per la preparazione di capsule a base di oli essenziali.

La tintura e l'estratto fluido sono formulazioni non più utilizzate perché prive di standardizzazioni e titolazioni in principi attivi. Anche le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i rizomi della Liquirizia.

Esempi di Tisane che contengono Liquirizia

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015