Lino nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Lino (Linum usitatissimum) semi

Lino: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Lino

Il Lino (Linum usitatissimum L.) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Linaceae.

Il Lino è originario delle zona compresa tra il Golfo Persico, il Mar Caspio e il Mar Nero. In Europa, il Lino viene coltivato in Francia, Gran Bretagna e Belgio. Il Lino cresce molto bene in terreni profondi e fertili.

Il Lino viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: lassative ed antiflogistiche, mentre per uso esterno vanta proprietà emollienti e lenitive.

Il Lino trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della stipsi, delle affezioni da raffreddamento e delle irritazioni delle mucose. Per uso esterno, il Lino è indicato per pelli secche, foruncoli e flogosi locali.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono i semi. I principi attivi caratterizzanti sono: mucillagini (galattosio, arabinosio, ramnosio, xilosio, acido galatturonico e mannuronico), acidi grassi non volatili (esteri dell'acido linolenico, linoleico ed oleico), fibre, proteine, fosfatidi, steroli, triterpeni, glicosidi cianogenetici, linustatina e neolinustatina.

Lino: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Lino viene utilizzato sottoforma di infusi, macerato, cataplasmi e polveri. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: un cucchiaio di semi di Lino interi o schiusi in circa 150 ml di acqua (macerato), 2-3 cucchiai di semi tritati o sminuzzati (mucillagini), 30-40 grammi di semi di Lino polverizzati (cataplasma per uso esterno).

Il Lino può causare degli effetti collaterali come: flatulenza, gonfiore, alterazioni idriche e rallentamento dell'assorbimento dei farmaci.

A scopo cautelativo l'impiego del Lino è sconsigliato in gravidanza, in allattamento e in caso di sindrome occlusiva e sindrome dolorosa addominale. È bene assumere la droga con molti liquidi (rischio di ostruzione intestinale) e di non superare le 3-4 settimane di trattamento con i semi di Lino. Tutte le droghe a mucillagini, Lino compreso, possono ridurre l'assorbimento dei farmaci.

L'impiego del Lino nelle tisane trova spazio per le sue proprietà lassative, antiflogistiche ed ipoglicemizzanti. Tipico della medicina popolare, il Lino viene utilizzato per via orale come rimedio fitoterapico contro stipsi, colon irritabile e diverticoli. I semi di Lino possono essere utilizzati interi o schiusi, non tritati, alla dose massima di un cucchiaio da minestra per tazza d'acqua; se contusi, viene sfruttata anche l'azione lubrificante dell'olio. I semi di Lino dal punto di vista alimentare sono in grado di fornire moltissime calorie, basti pensare che 100 grammi di semi di Lino possono fornire circa 500 calorie.

La farina di semi di Lino è molto utilizzata in fitoterapia per applicazioni locali su infiammazioni cutanee o bronchiali mediante cataplasmi.

Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i semi di Lino.

Esempi di Tisane che contengono Lino

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015