Ippocastano nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) semi

Ippocastano: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Ippocastano

L'Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.), noto come castagno d'India, è un albero appartenente alla famiglia delle Hippocastanaceae.

L'ippocastano è originario dell'Europa orientale e precisamente della penisola balcanica. Predilige terreni fertili ed in Italia è molto diffuso.

L'ippocastano viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: cardiovascolari, antiflogistiche, febbrifughe, bechiche, antiedemigene ed astringenti, mentre per uso per esterno vanta proprietà astringenti e capillarotrope.

L'ippocastano trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'insufficienza venosa e della fragilità capillare. Per uso esterno, l'ippocastano è adatto per emorroidi, varici, mialgie, nevralgie, cellulite ed edemi.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: i semi, ma si possono usare anche le foglie, la corteccia, le gemme ed i fiori. La corteccia della pianta viene usata nella medicina popolare come febbrifugo ed astringente; i fiori come tonici ed astringenti; le foglie come sedativo della tosse. Le gemme dimostrano di essere particolarmente attive sui vasi sanguigni, utili in caso di fragilità dei capillari, emorroidi ed alterazioni a carico del sistema venoso. I principi attivi caratterizzanti sono: saponine, escina, composti flavonici (glicosidi della quercetina e del kaempferolo), flavonoidi, proantocianidoli, cumarine (esculetina), amido, acidi grassi insaturi, tannini ed allantoina.

Ippocastano: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia l'Ippocastano viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, tintura madre, macerato glicerico e decotto. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 30 gocce di Ippocastano tintura madre tre volte al giorno, 25 mg di estratto secco per capsula da 250 mg (titolazione in escina al 2,25 % minimo), estratto secco (titolazione in escina 15-21% - dose giornaliera 100-150 mg di escina) 1-2 capsule tre volte al giorno, 50 gocce di estratto glicerico di Ippocastano due volte al giorno, 6 grammi di droga Ippocastano in 100 ml di acqua bollente (decotto).

L'Ippocastano è ben tollerato e solamente in rari casi si possono manifestare particolari effetti collaterali, quali disturbi gastrointestinali, nausea e prurito. Non sono descritti casi di interazioni con farmaci o ad altre piante medicinali.

L'uso dell'Ippocastano è sconsigliato in gravidanza ed allattamento. Evitare di assumere prodotti contenenti Ippocastano in caso di insufficienza renale e di terapie anticoagulanti. L'escina contenuta nell'Ippocastano determina l'attività emolitica della pianta. Il frutto o castagna d'India, è tossico e se ingerito può provocare una grave intossicazione con vomito, dolori addominali e diarrea. Ad uso esterno, l'escina contenuta nell'ippocastano può causare sulla cute un leggero effetto necrotizzante. L'uso topico della pianta può causare reazioni allergiche.

L'impiego dell'Ippocastano nelle tisane trova spazio per le sue proprietà cardiovascolari, antiflogistiche, febbrifughe, bechiche, antiedemigene ed astringenti. L'estratto secco standardizzato e purificato ha soppiantato l'uso di tisane, infusi ed estratti non titolati responsabili di numerosi effetti collaterali. L'estratto secco di semi di Ippocastano titolato in escina ed esculina rappresenta quindi l'unica formulazione sicura ed efficace. I fiori e la corteccia di Ippocastano sono ricchi in tannini e cumarina, ma il loro uso è limitato alla medicina popolare. Inoltre, sia i fiori che la corteccia sono scritti nella lista negativa della Commissione E tedesca.

Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i semi di Ippocastano.

Esempi di Tisane che contengono Ippocastano

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015