Ibisco nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Ibisco (Hibiscus sabdariffa L.) fiori

Ibisco: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Ibisco

L'Ibisco (Hibiscus sabdariffa L.), conosciuto con il nome di Carcadè o Tè rosa dell'Abissinia, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Malvaceae.

Il Carcadè è originario delle Indie occidentali, ma è diffuso anche in Asia (India, Sri Lanka) ed Africa (Etiopia, Sudan).

L'Ibisco viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà rinfrescanti, dissetanti, lassative, diuretiche, vitaminizzanti, angioprotettrici ed antinfiammatorie, mentre per uso esterno vanta proprietà lenitive.

L'Ibisco trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della stipsi e delle turbe epatiche. Per uso esterno, l'Ibisco è adatto come lenimento per le pelli infiammate. L'Ibisco può essere usato assieme a Rusco, Malva, Ippocastano, Calendula e Mirtillo.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono i fiori, ma in certe preparazioni erboristiche vengono usati anche foglie, semi e radici. L'olio essenziale, ricavato dai semi di Ibisco, ha proprietà ipocolesterolemizzanti in quanto è ricco di acidi grassi essenziali e vitamina E. Le foglie dell'Ibisco, oltre ad essere consumate in insalate, hanno proprietà rinfrescanti, emollienti, sedative e diuretiche. I fiori hanno un'azione diuretica e antirughe e possono rientrare nella preparazione di salse, gelatine, marmellate e vini. Le radici dell'Ibisco, grazie al loro sapore amaro, vengono impiegate nel settore liquoristico nella produzione di amari. I principi attivi caratterizzanti sono: acidi organici (acido ibisico, acido citrico, acido ossalico, acido tartarico, acido malico), antociani, acido ascorbico, tannini, mucillagini e fitosteroli.

Ibisco: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia l'Ibisco viene utilizzato sottoforma di estratti secchi, infusi, polveri e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a 1,5 grammi di droga Ibisco in 150 ml di acqua bollente (infuso), un cucchiaio da minestra in un litro d'acqua bollente (infuso), 50 mg di estratto secco di Ibisco per capsula (1-2 capsule per tre volte al giorno), 40 gocce di Ibisco tintura madre due volte al dì.

L'Ibisco non presenta particolari effetti collaterali alle comuni dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità del paziente ad uno o più principi attivi contenuti nella droga.

A scopo cautelativo l'impiego dell'Ibisco è sconsigliato in gravidanza ed in allattamento.

L'impiego dell'Ibisco nelle tisane trova spazio per le sue proprietà rinfrescanti, dissetanti, lassative, diuretiche, vitaminizzanti, angioprotettrici ed antinfiammatorie. Tipico della medicina popolare, l'Ibisco viene utilizzato nelle tisane come dissetante, rimineralizzante e diuretico; mancano tuttavia adeguati studi clinici che ne confermino l'efficacia terapeutica. Inoltre, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i fiori di Ibisco o Carcadè.

Esempi di Tisane che contengono Ibisco

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015