Farfaraccio nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Farfaraccio (Petasites officinalis) fiori

Farfaraccio: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Farfaraccio

Il Farfaraccio (Petasites officinalis) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Compositae).

Il Farfaraccio è originario del continente euroasiatico e cresce in luoghi umidi, freschi ed ombrosi. In Europa lo si trova sul massiccio Centrale, nella Foresta Nera, nel Vosgi, nel massiccio del Giura e sui monti Balcani. Fuori dall'Europa cresce in Asia settentrionale, occidentale e in America del nord.

Il Farfaraccio viene usato in medicina popolare ad uso interno per le sue proprietà: antitussive, ipotensive, sedative e spasmolitiche.

Il Farfaraccio trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della tosse, per favorire l'eliminazione del catarro e nel trattamento dell'ipertensione e delle affezioni alle vie respiratorie.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie ed i rizomi. I principi attivi contenuti nelle fogli di Farfaraccio sono: alacaloidi pirrolozidinici, petasine, olio essenziale, flavonoidi, tannini, saponine, resine ed inulina. Invece nei rizomi i principi attivi caratterizzanti sono: olio essenziale, petasine, mucillagini, resine, inulina, triterpeni, pectine e colina. La pianta fresca è più ricca in petasine rispetto alla pianta essiccata.

Farfaraccio: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Farfaraccio viene utilizzato sottoforma di tisane, infusi, decotti e tintura madre. La tintura madre si prepara usando la pianta intera fresca e raccolta durante la fioritura (titolo 45°).

L'impiego del Farfaraccio è molto limitato per la presenza di alcaloidi pirrolizidinici. Il Farfaraccio è severamente proibito durante la gestazione e l'allattamento. Infine è importante sottolineare che, essendo tale droga potenzialmente epatotossica, è necessario effettuare un'adeguata anamnesi farmacologica dei pazienti prima di consigliarne l'uso, in modo da evitarne la somministrazione contemporanea ad altri farmaci in grado di causare disturbi a carico del fegato.

L'impiego del Farfaraccio nelle tisane trova spazio per le sue proprietà antitussive, ipotensive, sedative e spasmolitiche. L'impiego del Farfaraccio è stato quasi soppiantato da altre piante e preparati officinali nettamente più sicuri ed efficaci. Il Farfaraccio lo si può comunque usare in fitoterapia, a patto che non si superino le sei settimane all'anno. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le foglie di Farfaraccio.

Esempi di Tisane che contengono Farfaraccio

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane