Erica nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Erica (Erica vulgaris) parti erbacee

Erica: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Erica

L' Erica (Erica vulgaris L.), chiamata anche con il nome di Brugo, è un piccolo arbusto perenne appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

L'Erica è originaria dell'Africa del sud. In Italia, il Brugo cresce nelle zone centro-settentrionali dove il clima è freddo-temperato. L'Erica cresce con difficoltà nella zona appenninica, mentre è totalmente assente nel meridione e nelle isole.

L'Erica viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: diuretiche, diaforetiche astringenti, antibatteriche ed antispasmodiche, mentre per uso esterno vanta proprietà antiflogistiche.

L'Erica trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della diarrea, delle cistiti, delle uretriti della litiasi renale, e delle infiammazioni delle vie urinarie. Per uso esterno, l'Erica è indicata per l'attenuazione delle infiammazioni della cute e della mucosa orale e per aumentare il tono muscolare degli atleti e dei convalescenti (balneoterapia).

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le parti erbacee (pianta con i fiori). Le sommità fiorite sono ricche in tannini, invece nei rametti verdi sono stati isolati dei proantociani, di cui il leucocianidolo risulta essere quello di maggiore importanza. I principi attivi caratterizzanti sono: tannini, arbutoside, proantocianidoli, olio essenziale e flavonoidi.

Erica: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia l'Erica viene utilizzata sottoforma di decotti e tintura madre. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di droga Erica per tazza di acqua (decotto), 500 grammi di pianta Erica in due-tre litri di acqua (decotto per uso esterno), 30 gocce di Erica tintura madre tre volte al giorno.

L'Erica non possiede particolari effetti collaterali alle comuni dosi terapeutiche, a meno che non vi sia un'accertata ipersensibilità ad uno o più componenti della droga. Eventuali effetti collaterali risiedono nella comparsa di irritazioni gastriche. Non si può escludere l'eventuale assenza di interazioni farmacologiche, consultare il medico.

A scopo precauzionale l'uso dell'Erica è da evitare in gravidanza e durante l'allattamento. Evitare l'assunzione di estratti di Erica assieme alla vitamina C e ad altri cibi o sostanze che possono acidificare le urine.

L'impiego dell'Erica nelle tisane trova spazio per le sue proprietà diuretiche, astringenti, antibatteriche ed antispasmodiche. L'estratto secco di Erica è stato soppiantato dall'uso di estratti secchi standardizzati di altre piante con effetto più sicuro ed efficace. Inoltre, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le parti erbacee (pianta con i fiori) di Erica.

Esempi di Tisane che contengono Erica

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015