Equiseto nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Equiseto (Equisetum arvense) parti aeree

Equiseto: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

L'Equiseto (Equisetum arvense L.), noto con il nome di coda cavallina, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Equisetaceae.

L'Equiseto è originario dell'Europa e cresce spontaneo in luoghi umidi e freschi di tutto il continente europeo ed asiatico. In Italia l'Equiseto è molto diffuso, anche su tutto l'arco alpino. In Australia ed in Nuova Zelanda l'Equiseto non cresce.

L'Equiseto viene usato in medicina popolare ad uso interno per le sue proprietà: diuretiche, emostatiche, emopoietiche, rimineralizzanti ed astringenti, mentre per uso esterno vanta proprietà: rassodanti, elasticizzanti, cicatrizzanti e protettive.

L'Equiseto trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della anemie, della cistite, dell'incontinenza infantile, delle fratture, dell'osteoporosi e dell'arteriosclerosi. Per uso esterno, l'Equiseto è indicato per pelli grasse, piaghe, emorroidi, ferite, reumatismi, invecchiamento cutaneo e per la cellulite.

Nella pianta di Equiseto ci possono essere due tipi di rametti, quelli sterili e quelli fertili. I più impiegati in fitoterapia sono quelli sterili chiamati cauli. I cauli sterili si differenziano da quelli fertili per la presenza di piccole foglie e 6-18 rametti disposti a raggiera (da cui il nome coda cavallina). I rametti fertili, invece si presentano privi di ramificazione, con foglie ridotte a squame e fiori all'apice dei rami. I principi attivi contenuti nei cauli sterili dell'Equiseto sono: sostanze minerali (acido salicilico, sali di potassio, silicio), saponosidi (equisetonina), flavonoidi, steroli, acido ascorbico, acidi cinnamici, acidi dicaffeiltartarici e tracce di alcaloidi. Sia nell'Equiseto arvense (Equisetum arvense L.) che nell'Equiseto paluste (Equisetum palustre L.) si ritrovano tracce più o meno significative di alcaloidi come la nicotina e la palustrina. Quest'ultima è tossica e contenuta in maggiore quantità nella specie palustre.

Equiseto: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia L'Equiseto viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, infusi, polveri, estratto fluido e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2-4 grammi di droga per tazza d'acqua bollente (infuso), 1-2 grammi di polvere al giorno da assumere prima dei pasti, 94 mg di polvere di Equiseto estratto secco (titolato in silicio allo 0,074 % minimo), 2-5 g di Equiseto estratto fluido (1g = 57 gocce), 30-50 gocce di Equiseto tintura madre per tre volte al giorno.

L'equiseto non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'ipersensibilità accertata verso uno o più principi attivi contenuti nella droga. Negli animali l'Equiseto ha dimostrato un'azione antitiamina (vitamina B1).

L'impiego della coda cavallina è controindicato in gravidanza e durante l'allattamento. L'Equiseto è sconsigliato a tutti i pazienti che sono trattati con farmaci diuretici.

L'impiego dell'Equiseto nelle tisane trova spazio per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti. In tempi passati, il succo e gli estratti a base di Equiseto venivano usati come astringenti, pro-coagulanti da utilizzare in casi di eccessivo sanguinamento; tuttavia nessuno studio clinico ne ha attestato l'efficacia e la sicurezza. Nella moderna fitoterapia l'Equiseto viene usato come estratto secco standardizzato in silicio nella cura e prevenzione dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere impiegato lo stesso estratto fluido. La polvere di Equiseto viene usata come eccipiente nelle preparazioni galeniche. I frutti fertili di Equiseto arvense possono essere utilizzati come alimento (verdura cotta). I frutti fertili di coda cavallina non vanno confusi con quelli di Equiseto palustre, i quali sono più ricchi dell'alcaloide palustrina.

Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i cauli sterili di Equiseto arvense.

Esempi di Tisane che contengono Equiseto

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane