Cumino nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Cumino (Cuminum cyminum L.) frutti

Cumino: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Cumino

Il Cumino (Cuminum cyminum L.), chiamato anche Comino, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Apiaceae (Umbelliferae). Spesso e volentieri il Cumino viene confuso con il Cumino dei prati (Carum carvi). In realtà il Cumino ha un sapore più intenso, un colore più chiaro ed i frutti leggermente più grandi rispetto il Cumino di prati.

Il Cumino è originario del bacino del Mediterraneo. La sua coltivazione è diffusa in tutta Europa ed in Italia cresce molto bene sugli altopiani umidi delle Alpi e degli Appennini.

Il Cumino viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, carminative, digestive, emmenagoghe e galattogoghe, mentre per uso esterno vanta la proprietà di stimolare la cute.

Il Cumino trova quindi impiego per uso interno nel trattamento del meteorismo, della flatulenza, della dispepsia e dell'aerofagia. Per uso esterno, il Cumino è indicato per il trattamento della pelle come stimolante.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono i frutti impropriamente chiamati semi. I frutti del Cumino sono ricchi di olio essenziale con proprietà carminativa ed antispastica. Inoltre, i semi di Cumino sono molto utilizzati in gastronomia per insaporire gli alimenti. I principi attivi caratterizzanti del Cumino sono: olio essenziale, aldeidi (aldeide cuminica), idrocarburi terpenici (alfa-pinene, beta-pinene, gamma-terpinene, p-cimene, limonene), flavonoidi, tannini, mucillagini, proteine e grassi.

Cumino: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Cumino viene utilizzato sottoforma di infusi, tisane, polveri e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 10-20 grammi per litro d'acqua (tre-quattro tazze di infuso al giorno), fino a 5 grammi di polvere al giorno (300-600 mg per presa di polvere), 50 gocce di Cumino tintura madre tre volte al giorno.

Il Cumino non presenta particolari effetti collaterali alle comuni dosi terapeutiche, a meno che il soggetto presenti ipersensibilità accertata ad uno o a più principi attivi contenuti nella droga. L'olio essenziale di Cumino, se assunto a dosi eccessive, può causare convulsioni.

A scopo cautelativo l'impiego del Cumino e di tutti i suoi estratti, è sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento. Il Cumino è sconsigliato in caso di gravi epatopatie.

L'impiego del Cumino nelle tisane trova spazio per le sue proprietà sedative, carminative e digestive. Gli oli e gli unguenti a base di Cumino possono essere usati nei massaggi come stimolanti della cute. Nella medicina popolare il Cumino viene utilizzato nelle tisane come carminativo ed antispastico specifico per l'apparato digerente; mancano tuttavia dati scientifici che ne attestino l'efficacia clinica. Inoltre, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono i frutti di Cumino.

Esempi di Tisane che contengono Cumino

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015