Carciofo nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Carciofo (Cynara scolymus L.) foglie

Carciofo: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Carciofo

Il Carciofo (Cynara scolymus L.) è una pianta erbacea bienne appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Compositae).

Originaria del Mediterraneo, viene coltivata come ortaggio in Italia, Spagna, e Francia.

Il Carciofo viene usato in medicina popolare ad uso interno per le sue proprietà: epatoprotettrici, colagoghe, coleretiche, ipocolesterolemizzanti, disintossicanti, diuretiche ed amare.

Il Carciofo trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insufficienza epatica, dell'ipercolesterolemia, dell'ipertrigliceridemia, delle epatiti, delle colecisti, delle colelitiasi e delle steatosi epatiche.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: lo foglie caulinari. I principi attivi caratterizzanti sono: cinarina (acidi caffeoilchininici), flavonoidi, cinaropicrina, tannini, steroli, poliacetileni, lattoni sesquiterpenici, sali minerali ed acidi organici (malico, succinico). Il principio attivo responsabile dell'azione coleretica è la cinarina. Quest'ultima è usata in molti farmaci, ma in realtà non esiste nella pianta fresca.

Carciofo: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Carciofo viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, decotti, infusi, tisane, polveri, estratti fluidi e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2 grammi di droga Carciofo in 100 ml di acqua (decotto), 10-15 grammi di Carciofo per litro (infuso), 100-200 mg di polvere per capsula (polvere), 92 mg per capsula di 300 mg (estratto secco nebulizzabile titolato in derivati polifenolici al 3.65% minimo), 15-25 gocce di estratto fluido da assumere prima dei pasti, 30 gocce di Carciofo tintura madre tre volte al giorno.

Il Carciofo può produrre effetti collaterali come reazioni allergiche in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

L'impiego del carciofo è controindicato in gravidanza, in allattamento, in caso di occlusioni biliari ed in caso di colelitiasi. Il Carciofo è da evitare in caso di elevata fermentazione batterica intestinale, vista la presenza di inulina.

L'impiego del Carciofo nelle tisane trova spazio per le sue proprietà epatoprotettrici, colagoghe, coleretiche, ipocolesterolemizzanti, disintossicanti, diuretiche ed amare. La tintura e l'infuso di foglie di Carciofo sono stati soppiantati dall'impiego dell'estratto secco standardizzato in acido clorogenico. Il frutto del carciofo (achenio) viene usato come alimento.

Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le foglie caulinari del Carciofo.

Esempi di Tisane che contengono Carciofo

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015