Calendula nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Calendula (Calendula officinalis) fiori

Calendula: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Calendula

La Calendula (Calendula officinalis L.) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Compositae).

Originaria dell'Europa, cresce molto bene nelle zone del Mediterraneo.

La Calendula viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: ipotensive, vasodilatatrici periferiche, coleretiche, emmenagoghe ed antispasmodiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: cicatrizzanti, lenitive, emollienti, rinfrescanti, riepitelizzanti ed antisettiche.

La Calendula trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'amenorrea, delle irregolarità mestruali, della dismenorrea, del colesterolo, dei trigliceridi, delle irritazioni della mucosa gastrica, dell'ulcera gastrica, della colite, della proctite e delle malattie da raffreddamento. Per uso esterno, la Calendula è indicata per le stomatiti, le faringiti, le afte, le gengiviti, la piorrea, le parodontopatie, per la cicatrizzazione di ferite, per le pelli arrossate, screpolate e secche, per le varici, per le tromboflebliti e per le piaghe da decubito.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie e le sommità fiorite. I principi attivi caratterizzanti sono: glicosidi triterpenici, alcoli triterpenici, steroli, carotenoidi (caroteni e xantofille), flavonoidi, cumarine, olio essenziale, polisaccaridi, composti azotati (allantoina), vitamina C, mucillagini, gomme, sostanze amare, resine, fenoli e tannini pirogallici.

Calendula: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia la Calendula viene utilizzata sottoforma di infusi, estratto fluido, succo fresco, pomata e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2-3 grammi di Calendula in 150 ml di acqua bollente (infuso), 0,1-1 grammo di estratto fluido (1g = 43 gocce), 40 gocce di Calendula tintura madre tre volte al giorno, tintura al 10-20% per uso esterno.

Non sono segnalati effetti collaterali e tossici. Grazie all'assenza di lattoni sesquiterpenici non c'è il rischio di incorrere in reazioni allergiche.

A scopo precauzionale l'impiego della calendula è sconsigliato in gravidanza ed in allattamento.

L'impiego della Calendula nelle tisane trova spazio per le sue proprietà ipotensive, vasodilatatrici periferiche, coleretiche, emmenagoghe, antispasmodiche, lenitive, emollienti, antisettiche e riepitelizzanti. Tipico della medicina popolare è l'utilizzo della Calendula nelle tisane ad azione antispastica, antiemorragica e favorente le mestruazioni; mancano tuttavia adeguati studi clinici che confermino l'efficacia degli estratti o costituenti della calendula assunti per via orale. La tintura e l'infuso di Calendula non sono raccomandati per via orale. Inoltre, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le foglie e le sommità fiorite della Calendula.

Esempi di Tisane che contengono Calendula

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015