Boldo nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Boldo (Peumus boldus) foglie

Boldo: introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Boldo

Il Boldo (Peumus boldus) è un alberello dioico sempreverde appartenente alla famiglia delle Monimiaceae.

Originario del Cile dove cresce in modo spontaneo, il Boldo viene coltivato in zone calde e temperate.

Il Boldo viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: coleretiche, colagoghe, sedative, diuretiche ed ipnotiche.

Il boldo trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, degli affatticamenti epatici, dell'ipercolesterolemia, della stipsi e della cistite.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono le foglie. I principi attivi caratterizzanti sono: composti monoterpenici (limonene, beta-pinene, p-cimene, ascaridiolo, 1,8 cineolo), flavonoidi (ramnetina, isoramnetina, chemferolo) ed alcaloidi porfirinici (boldina). Dubbia la presenza del glucoside boldoglucina. La boldina è il principio attivo di maggiore rilevanza contenuto nella droga Boldo.

Boldo: modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Boldo viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, infusi, polveri, estratti fluidi, oli essenziali e tinture madri. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2 grammi di foglie di Boldo per tazza d'acqua (infuso), 100 mg di polvere per capsula (polveri), 50 mg per capsula (1-2 volte al dì), 10-20 gocce 2-3 volte al giorno (estratto fluido), 30 gocce di Boldo tintura madre tre volte al giorno.

Il Boldo può produrre effetti collaterali come: vomito, diarrea e reazioni di ipersensibilità ad uno o più componenti della droga. Il Boldo rimane comunque una droga largamente impiegata in fitoterapia e considerata sicura alle normali dosi terapeutiche.

L'impiego del Boldo è controindicato in gravidanza e in allattamento, nel corso di epatopatie acute ed in caso di calcoli od ostruzioni delle vie biliari.

L'impiego del Boldo nelle tisane trova spazio per le sue proprietà coleretiche e colagoghe. Tipico della medicina popolare, l'impiego del Boldo nelle tisane trova spazio come digestivo e stimolante della produzione della bile specifico per l'apparato digerente. Il modo più sicuro e corretto di assumere la droga Boldo è comunque rappresentato dagli estratti titolati e standardizzati in principi attivi, mentre andrebbe abbandonato l'uso del dell'olio essenziale e del macerato freddo. L'olio essenziale possiede effetti antimicrobici ed antielmintici vista la presenza dell'ascaridolo, ma non viene più utilizzato perché il principio attivo contenuto è neurotossico. Il macerato freddo consente una buona estrazione dei principi attivi, ma si tratta di una preparazione estemporanea e non titolata. Infatti, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico; le  quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderati.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le foglie di Boldo.

Esempi di Tisane che contengono Boldo

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015