Biancospino (sommità fiorite) nelle Tisane

Nome Scientifico e parte di pianta utilizzata: Biancospino (Crataegus spp.) sommità fiorite

Biancospino (sommità fiorite): introduzione, proprietà fitoterapiche e principi attivi

Biancospino (sommità fiorite)

Il Biancospino (Crataegus oxyacantha L.) è un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Originario dell'Europa, del Nord Africa, dell'Asia occidentale e dell'America settentrionale, il Biancospino è una pianta spontanea che cresce facilmente ovunque.

Il Biancospino viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: ipotensive, sedative, spasmolitiche, cardiotoniche, vasodilatatrici e miorilassanti mentre per uso esterno vanta proprietà: cicatrizzanti e vasodilatatorie.

Il Biancospino trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'aritmia cardiaca, delle palpitazioni, dell'ipertensione arteriosa, degli spasmi dolorosi dell'apparato digerente, delle turbe del sonno e degli stati ansiosi. Per uso esterno, il Biancospino vanta effetti cicatrizzanti sulle ferite.

Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie ed i fiori. Le proprietà sia delle foglie che dei fiori di Biancospino sono: ipotensive, vasoattive, sedative, cardioattive e antispasmodiche. I principi attivi caratterizzanti sono: iperoside, vitexine-2-ramoside, glicosilflavoni, procianidine oligomere (dette anche leucoantocianidine o picnogenoli), acidi fenolcarbossilici, acidi triterpenici, steroli, amminopurine ed olio essenziale.

Biancospino (sommità fiorite): modo d'uso, dosaggi, formulazioni ed impiego nelle tisane

Nella moderna fitoterapia il Biancospino viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, ma anche in tisanedecotti, polveri, estratto seccoestratto fluido e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2 grammi di Biancospino in 150 ml di acqua bollente (tisana), 350 mg di polvere per capsula (1 cps tre volte al dì), estratto secco nebulizzato 132 mg per compressa da 350 mg (titolazione in vitexina-2-ramnoside allo 0,40 minimo) una compressa 3-6 volte al giorno, 0.6-1.2 g di estratto fluido (1g = 48 gocce), 30 gocce di Biancospino tintura madre tre volte al giorno.

Il Biancospino può produrre effetti collaterali come reazioni di ipersensibilità ad uno o a più componenti della droga. Non presenta altri effetti collaterali alle dosi consigliate.

A scopo precauzionale l'uso del Biancospino è da evitare in gravidanza e durante l'allattamento. Invece è controindicato in pazienti trattati con digitalefarmaci beta-bloccanti e altri farmaci con attività bradicardizzante.

L'impiego del Biancospino nelle tisane trova spazio per le sue proprietà ipotensive, sedative, spasmolitiche, cardiotoniche, vasodilatatrici e miorilassanti. Tipico della medicina popolare, l'estratto secco di Biancospino viene utilizzato nelle tisane come sedativoansiolitico specifico per l'apparato nervoso e cardiocircolatorio (utile per esempio in caso di palpitazioni ad eziologia ansiogena). L'estratto più idoneo ai fini curativi è l'estratto secco standardizzato e titolato ottenuto dai fiori e dalle foglie, mentre le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di tisane popolari che contengono le sommità fiorite di Biancospino.

Esempi di Tisane che contengono Biancospino (sommità fiorite)

Vedi anche: Indice A-Z delle piante medicinali usate per la preparazione di tisane



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015