Sintomi Tripanosomiasi africana

Malattie simili e sinonimi: Malattia del sonno.

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Definizione

La tripanosomiasi africana è una malattia parassitaria diffusa soprattutto in Africa sub-sahariana. L'infestazione è provocata da protozoi appartenenti al genere Trypanosoma (in particolare, T. brucei gambiense e T. brucei rhodesiense); questi parassiti vengono trasmessi per lo più dalla puntura di una mosca tsè-tsè (del genere glossina) infetta. Occasionalmente, la tripanosomiasi africana può essere contratta attraverso trasfusione ematica.

Se non trattata, la malattia del sonno è mortale.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Tripanosomiasi africana

Ulteriori indicazioni

Nella prima fase della malattia, il tripanosoma moltiplica nei tessuti sottocutanei, nel sistema ematico e in quello linfatico. Ciò comporta diversi sintomi: febbre intermittente, cefalea, dolori articolari, prurito e gonfiori transitori. Spesso, si manifesta una linfoadenopatia generalizzata.

A livello cutaneo insorgono lesioni cutanee caratteristiche: nel punto di inoculazione si sviluppa prima una papula, che poi evolve in un nodulo rosso scuro, duro e dolorante (sifiloma tripanosomico).

In seguito, il parassita attraversa la barriera ematoencefalica e invade il sistema nervoso centrale (fase neurologica). Subentrano, quindi, sintomi quali cefalea persistente, stanchezza, apatia, sonnolenza diurna, incapacità di concentrazione, confusione, alterazioni della personalità, tremore e atassia.

Nella forma gambiense (causata da T. brucei gambiense), il coinvolgimento del sistema nervoso centrale si verifica dopo mesi o diversi anni dall'esordio della malattia. Nella forma rhodesiense (causata da T. brucei rhodesiense), invece, il decorso è acuto, l'invasione del SNC si verifica spesso in poche settimane e, in assenza di trattamento, il decesso può avvenire entro pochi mesi.

La diagnosi si basa sull'identificazione dei tripanosomi nell'aspirato linfonodale o nel sangue, attraverso l'uso di test sierologici. La determinazione dello stadio di progressione della malattia comporta l'esame del liquido cerebro-spinale.

Il tipo di trattamento dipende dallo stadio della malattia e dalla sottospecie infettante. In genere, la terapia della tripanosomiasi può prevedere l'impiego di suramina, pentamidina, melarsoprol o eflornitina. I pazienti non trattati muoiono per coma o infezioni secondarie. La prevenzione prevede di evitare le aree endemiche e proteggersi nei confronti delle mosche tsè-tsè: indossare abiti a manica lunga e pantaloni fino alle caviglie e utilizzare repellenti per insetti a base di DEET (dietiltoluamide).