Sintomi Trichinosi

Malattie simili e sinonimi: Trichinellosi.

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Definizione

La trichinosi è una malattia causata da vermi cilindrici (nematodi) appartenenti al genere Trichinella.

Questi parassiti si localizzano a livello intestinale, penetrando nella mucosa per dare origine ad una nuova generazione di larve. Queste diventano adulte in circa 6-8 giorni e migrano attraverso il torrente circolatorio nei muscoli striati scheletrici, dove si incistano e restano vitali per molti anni come parassiti intracellulari.

La trichinosi ha una diffusione universale. Il ciclo vitale del parassita è mantenuto da mammiferi, uccelli e rettili, carnivori ed onnivori (come maiali, cavalli volpi, orsi e cinghiali), che si nutrono di altri animali (i cui muscoli striati contengono larve incistate infestanti).

La trasmissione all'uomo avviene attraverso il consumo di carne (prevalentemente suina o equina) cruda o poco cotta contenente le larve del parassita. La trichinosi non si trasmette, invece, da persona a persona.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Trichinosi

Ulteriori indicazioni

Molti casi di trichinosi sono asintomatici o manifestano dei sintomi lievi, ma esistono anche forme cliniche particolarmente gravi. Il periodo di incubazione è generalmente di 8-15 giorni, ma può variare da 5 a 45 giorni a seconda del numero di cisti parassitarie ingerite.

Durante la prima settimana, la trichinosi si può manifestare con diarrea, nausea e crampi addominali causati dall'iniziale irritazione gastro-intestinale). Successivamente, quando le larve che si liberano dalle cisti ingerite passano in circolo, compare una sintomatologia sistemica: dolori muscolari, debolezza, sudorazione, gonfiore del viso, cefalea, edemi alle palpebre superiori, emorragia sub-congiuntivale e petecchie. Il dolore oculare e la fotofobia spesso precedono la mialgia. La febbre è generalmente remittente: raggiunge i 39° C e resta elevata per diversi giorni, quindi si riduce gradualmente.

I sintomi dovuti all'invasione muscolare possono simulare una polimiosite. Il dolore può manifestarsi a carico dei muscoli della respirazione, della masticazione e della deglutizione. Nelle infestazioni massive può comparire una grave dispnea.

La sintomatologia si risolve gradualmente e, nella maggior parte dei casi, scompare dopo circa tre mesi, quando le larve sono completamente incistate nelle cellule muscolari e sono state eliminate da altri organi e tessuti. Nelle forme gravi, però, la trichinosi può causare complicanze cardiache (miocardite ed aritmie), neurologiche (encefalite e meningite) o polmonari (polmonite e pleurite). La miocardite o l'encefalite possono causare il decesso dei pazienti.

La diagnosi viene suggerita dalla presenza di marcata eosinofilia, leucocitosi ed aumento della creatinfosfochinasi (CPK). La conferma avviene identificando le larve in biopsie muscolari e sulla base di reazioni sierologiche.

La terapia prevede l'uso di mebendazolo o albendazolo, per eliminare i vermi adulti dal tratto gastro-intestinale, e di analgesici per alleviare i dolori muscolari. Per le manifestazioni allergiche o per il coinvolgimento miocardico o neurologico, il medico può indicare la somministrazione di prednisone.

La trichinosi può essere prevenuta cuocendo accuratamente la carne (il colore deve virare dal rosa al bruno) oppure congelandola prima del consumo (-17° C per 3 settimane o a -30° C per 6 giorni). La salatura e l'affumicamento non assicurano, invece, l'uccisione del parassita.