Sintomi Toxoplasmosi

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Definizione

La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal Toxoplasma gondii. Questo protozoo è un parassita intracellulare obbligato, il cui ospite definitivo è il gatto; tuttavia, può infettare anche altri mammiferi (ospiti intermedi) e gli uccelli.

Il toxoplasma invade il citoplasma delle cellule e si moltiplica asessualmente all'interno di esse, portando alla produzione di oocisti. Solo nel tratto intestinale del gatto, invece, si verifica una riproduzione sessuata: le oocisti prodotte vengono emesse con le feci e restano infettanti nel terreno per mesi.

L'ingestione diretta del parassita con cibo o acqua contaminati dalle feci di gatto è la più frequente modalità di infezione. Tuttavia, il contagio può verificarsi anche cibandosi di carni crude o poco cotte (specie di agnello e maiale; raramente, di manzo) o portando alla bocca le mani che hanno manipolato vegetali, terriccio o altri materiali infetti.

La toxoplasmosi, inoltre, può essere trasmessa per via transplacentare (se la madre è stata infettata durante la gravidanza o se, a causa di un'immunosoppressione, si riattiva una precedente infezione).

Il contagio, infine, può verificarsi anche tramite trasfusione di sangue o trapianto d'organo.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Toxoplasmosi

Ulteriori indicazioni

Nell'infezione da Toxoplasma gondii è possibile distinguere due fasi successive.

Nell'infezione acuta, il parassita si può ritrovare nel sangue e nei linfonodi in forma direttamente infettante; questa prima fase è spesso sintomatica.

Quando nell'ospite si sviluppa la risposta immunitaria protettiva al Toxoplasma gondii, la moltiplicazione del parassita cessa, ma si formano cisti tissutali che persistono nell'organismo in uno stato inattivo per anni (soprattutto nel cervello e nei muscoli). Se le difese immunitarie vengono meno, il microrganismo può riattivarsi, tornare a riprodursi e indurre nuovamente la toxoplasmosi. Concludendo, quindi, la possibilità di sviluppare la malattia è molto bassa per le persone immunocompetenti; il rischio, invece, è alto per il feto e per i soggetti che sono o diventano immunodepressi a causa di una malattia o di un trattamento medico.

La toxoplasmosi può presentarsi in diversi modi, da un'infezione asintomatica fino al coinvolgimento del SNC potenzialmente letale. Talvolta, i sintomi della toxoplasmosi acuta possono simulare quelli di una lieve sindrome simil-influenzale o di una mononucleosi infettiva con linfoadenopatia cervicale o ascellare, febbre, epatosplenomegalia, faringite, mialgie e malessere. Questa forma lieve può persistere per settimane, ma quasi sempre è autolimitante.

La toxoplasmosi del sistema nervoso centrale colpisce soprattutto i malati di AIDS o i soggetti immunodepressi. Si verifica tipicamente con cefalea, febbre, alterazione dello stato mentale, convulsioni e coma; talvolta, subentrano deficit neurologici focali, come la perdita della capacità motoria o della sensibilità.

Nei pazienti gravemente immunocompromessi, in alternativa, può presentarsi un'infezione disseminata senza coinvolgimento del SNC. Questa si manifesta con polmonite, miocardite, rash maculo-papuloso diffuso, meningite ed encefalite. La toxoplasmosi disseminata non trattata è potenzialmente fatale.

Nella toxoplasmosi congenita le manifestazioni cliniche sono varie. Nel neonato, la malattia può essere molto grave; i sintomi comprendono ittero, corioretinite bilaterale, idrocefalo (o microcefalia) e ritardo mentale. Inoltre, possono verificarsi aborto spontaneo e parto pretermine.

La toxoplasmosi oculare deriva spesso da un'infezione congenita riattivata. Si manifesta con una corioretinite che può causare dolore oculare, visione offuscata e, talvolta, cecità.

La diagnosi si basa sui test sierologici (dosaggio IgM e IgG), sull'istologia o sulla PCR per il DNA del parassita nel sangue, nel liquido cefalo-rachidiano o nel liquido amniotico.

La maggior parte dei pazienti immunocompetenti non necessita di una terapia specifica, salvo non persistano gravi sintomi. Il trattamento è indicato in caso di toxoplasmosi acuta del neonato, della gestante e del paziente immunocompromesso; il più delle volte, è prevista la somministrazione di pirimetamina associata a sulfadiazina o clindamicina. Ai pazienti con toxoplasmosi oculare, inoltre, devono essere somministrati dei corticosteroidi.

La prevenzione si attua lavandosi le mani dopo aver manipolato la carne cruda, la terra o la lettiera del gatto.

Appena una donna scopre di aspettare un bambino o quando ha deciso di intraprendere una gravidanza, può sottoporsi al toxo-test. Questo esame si esegue con un prelievo del sangue allo scopo di ricercare gli anticorpi anti-toxoplasma (IgM e IgG) e verificare se la futura gestante è immune o meno all'infezione.



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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2017

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