Sintomi Strappo Muscolare

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Definizione

Lo strappo muscolare consiste nella rottura dolorosa di alcune fibre che costituiscono il muscolo. Questo evento si manifesta solitamente a seguito di un trauma provocato da sforzi eccessivi, movimenti bruschi o scatti troppo repentini.

Lo strappo muscolare è un incidente abbastanza comune in chi pratica sport come il calcio, il body building e la corsa.

Spesso, questa lesione deriva da movimenti troppo impegnativi rispetto al proprio grado di allenamento o da attività fisiche compiute da un muscolo affaticato o non pronto e preparato a svolgere i movimenti richiesti. Tuttavia, questa rottura può essere anche la conseguenza di cadute e contusioni di una certa entità. In questi casi, le fibre muscolari subiscono un allungamento eccessivo (stiramento) e, nella peggiore delle ipotesi, si può arrivare alla rottura vera e propria.

I fattori predisponenti lo scaturire di uno strappo muscolare possono essere le basse temperature, l'umidità, gli sforzi eccessivi a “muscolo freddo” (senza riscaldamento adeguato prima di un allenamento), la fatica ed i traumi pregressi di vario genere.

Gli strappi muscolari interessano prevalentemente i muscoli della coscia (flessori, adduttori, quadricipite), della gamba (tricipite surale) e delle braccia (bicipite e deltoide), mentre è raro che colpiscano i muscoli addominali o dorsali. In linea generale, però, lo strappo muscolare può colpire qualsiasi muscolo del corpo.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Strappo Muscolare

Ulteriori indicazioni

A seconda del numero di fibre che vengono lesionate, gli strappi muscolari possono essere così classificati:

  • Strappo muscolare di 1° grado: si lesiona un numero limitato di fibre e compare solo un lieve dolore che si accentua con i movimenti e la pressione del muscolo colpito.
  • Strappo muscolare di 2° grado: il numero di fibre danneggiate è maggiore (sono coinvolti fasci interi) e si avverte un dolore acuto a carico della zona interessata, che assume i caratteri di una fitta quando si contrae il muscolo. Il soggetto presenta gonfiore e impossibilità nel compiere movimenti; la parte colpita rimane contratta, rigida e dolorante anche a riposo.
  • Strappo muscolare di 3° grado: la lesione coinvolge il muscolo nella sua interezza, è palpabile anche dall'esterno, in quanto si crea un avvallamento in seguito al retrarsi dei due capi delle fibre lesionate. In questo caso, sono presenti rigidità ed impossibilità di movimento, edema e dolore anche a riposo; inoltre, può verificarsi anche la rottura della fitta rete di capillari che irrorano il muscolo, portando alla fuoriuscita di sangue visibile in superficie per la formazione di un ematoma.

Sottoporsi ad esami strumentali consente di valutare la reale entità del danno.

Il trattamento dello strappo muscolare varia in relazione alla gravità della lesione. Se la situazione è lieve, occorre osservare un riposo completo per un paio di settimane e ricorrere ad impacchi freddi locali sulla zona colpita; il medico può consigliare anche una cura con farmaci antidolorifici, antinfiammatori non steroidei e miorilassanti. Quando lo strappo muscolare è più serio, invece, è necessario un periodo di riposo maggiore (15-30 giorni) abbinato a sedute di fisioterapia riabilitativa ed, eventualmente, infiltrazioni di cortisonici nella sede della rottura e dell'edema. Nei casi più gravi (lesioni di 3° grado) e recidive, può essere indicato l'intervento chirurgico con sutura della zona lesa.


Strappo Muscolare

Per minimizzare la possibilità di incorrere in uno strappo, prima di praticare uno sforzo fisico intenso, è buona regola eseguire un buon riscaldamento della durata di almeno dieci o quindici minuti, concentrandosi sui fasci muscolari che dovranno essere sollecitati.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016