Sintomi Sindrome di Reiter

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Definizione

La sindrome di Reiter è un'artrite infiammatoria che risulta da un processo infettivo inizialmente localizzato in siti non articolari del corpo. Questa condizione rientra, in particolare, nelle spondiloartropatie sieronegative, famiglia di malattie articolari caratterizzate:

Come anticipato, la sindrome di Reiter è la conseguenza di una risposta mal diretta nei confronti di un'infezione extra-articolare; spesso, quest'ultimo processo ha origine nel tratto genitourinario (uretriti, cistiti e prostatiti) oppure gastrointestinale (es. enteriti con diarrea). Almeno in alcuni casi, la sindrome di Reiter è associata alla presenza della Chlamydia trachomatis nell'articolazione.

La predisposizione genetica contribuisce alla patogenesi della malattia (molti pazienti sono HLA-B27 positivi), anche se non è ancora noto il meccanismo con cui interviene.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Sindrome di Reiter

Ulteriori indicazioni

La sindrome di Reiter è caratterizzata da una triade costituita da artrite, congiuntivite ed uretrite; queste manifestazioni si presentano, di solito, tra la prima e la terza settimana dopo le infezioni enteriche o genitali iniziali (ossia in seguito a un contatto sessuale o ad un episodio dissenterico).

  • L'interessamento articolare è generalmente asimmetrico e oligoarticolare (cioè colpisce al massimo 4 articolazioni) o poliarticolare; l'infiammazione provoca dolore, tumefazione, rossore e calore. L'artrite coinvolge più comunemente la colonna vertebrale, le articolazioni sacro-iliache e le inserzioni tendinee sull'osso; entesiti, tendiniti e fascite plantare sono frequenti e caratteristiche. La malattia può interessare molte altre parti del corpo, tra cui le articolazioni degli arti inferiori (ginocchia e piedi).
  • L'uretrite comporta dolore e fastidio alla minzione, poliuria e secrezioni uretrali, e può essere associata a cistite emorragica; sono frequenti, inoltre, la prostatite nei maschi e le infezioni della cervice, delle tube e/o le vulvovaginiti nelle femmine.
  • La congiuntivite è la lesione oculare più comunemente associata alla sindrome di Reiter e, di solito, è di lieve entità, ma possono presentarsi anche cheratite ed uveite anteriore. Pertanto, sono possibili sintomi, quali: arrossamento oculare e sensazione di sabbia negli occhi, dolore, fotofobia e lacrimazione.

La sindrome di Reiter può determinare anche l'insorgenza di lesioni cutanee ipercheratosiche sul palmo della mano, sulla pianta del piede ed intorno alle unghie (cheratoderma blenorragico). Nel processo patologico, possono essere coinvolte anche le mucose della bocca, della lingua e del glande, che sviluppano ulcerazioni transitorie e relativamente indolori.
La sindrome di Reiter comporta, inoltre, sintomi sistemici, quali febbre modesta, affaticamento, perdita di peso e dolore lombare.

Raramente, si sviluppano complicanze cardiovascolari (es. aortite, insufficienza aortica e difetti di conduzione cardiaca), pleurite e sintomi a carico del sistema nervoso centrale o periferico.

La diagnosi si basa sul riconoscimento delle caratteristiche cliniche tipiche della sindrome di Reiter (infiammazione articolare, uretrite o cervicite, congiuntivite e altri segni extrarticolari). L'artrite o le lesioni muco-cutanee della forma cronica, possono simulare quelle dell'artrite psoriasica, della spondilite anchilosante o della sindrome di Behçet.


Sindrome di Reiter

Il trattamento della Sindrome di Reiter ha lo scopo di eradicare l'infezione scatenante (mediante la somministrazione di antibiotici; es. tetraciclina in caso di confermata presenza di C. trachomatis) ed alleviare i sintomi con analgesici, steroidi e immunosoppressori, associati a riposo ed esercizi specifici.

La sindrome di Reiter si risolve generalmente nel giro di 3 o 4 mesi, nonostante i pazienti possano presentare episodi transitori o prolungati di artrite o di altre manifestazioni associate alla condizione per diversi anni. In qualche caso, le forme croniche o ricorrenti possono instaurare deformità, anchilosi, sacroileite o spondilite.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016